FORUM 5a PUNTATA: «RETI AGENTI, DANNI FISICI, BONUS MALUS E TASSE SUI CONTRATTI»

È possibile che i colli degli italiani siano più fragili rispetto a quelli dei vicini europei? Se lo chiedono alcuni dei nostri lettori. Che lamentano tasse troppo alte sui contratti assicurativi, ma anche…

Il Forum Dì la tua sulle liberalizzazioni, lanciato da Intermedia Channel dall’inizio di febbraio fino alla fine di marzo, ha indotto i nostri lettori a pronunciarsi su variate tematiche. In questa puntata (la quinta di sei) riassumiamo i commenti relativi a quattro argomenti specifici:  reti agenti, danni fisici, bonus malus e tasse sui contratti.

RETI AGENTI – Angelo, per esempio, punta l’indice sull’ostruzionismo praticato dalle compagnie nei confronti, a suo dire, delle reti costituite dagli agenti. «In questo periodo le reti sono cresciute molto dal punto di vista professionale. Gli agenti sono consapevoli dell’importanza di assumere un ruolo di catalizzatore degli interessi del cliente con quelli della compagnia», sostiene. «La loro indipendenza e la forte radicazione sul territorio, rappresentano un ostacolo per le compagnie che perseguono obiettivi trasferiti dal settore bancario, come per esempio quello di massimizzare i profitti con la gestione diretta del cliente. Per questa ragione, le imprese hanno intrapreso, in questi ultimi anni, diverse iniziative: mancato rinnovo dell’Ana; diminuzione delle aliquote provvigionali; codici etici e accordi integrativi che sostituisco la contrattazione di primo livello o modificano il mandato di agenzia; quadro sanzionatorio sproporzionato e iniquo».

DANNI FISICI – «Per una vera riforma del mercato dell’Rc auto occorre combattere seriamente (e prevenire) le truffe assicurative e “vivisezionare” i sinistri con lesioni», afferma Davide Meloni. «È possibile che i colli degli italiani siano più fragili rispetto a quelli dei nostri vicini europei? Tutti noi conosciamo le statistiche, ma con il passare degli anni il divario tra i sinistri con lesioni in Italia e nel resto d’Europa aumenta sempre più. Come possiamo fare se i medici scrivono “distorsione del rachide cervicale” anche se uno si fa male giocando conla WII? E qualcuno controlla la veridicità delle testimonianze che ci giungono in ufficio? Non sarebbe curioso creare una piccola banca dati con i codici fiscali dei testimoni…», dice Meloni. «È mai possibile che nessun legislatore pensi ad annullare la retroattività per la denuncia dei sinistri? Vi sembra una cosa corretta che un cliente ha cinque anni di tempo per denunciare un sinistro lesioni e due anni per un sinistro danni a cose? Rusulta troppo semplice cambiare compagnia e scaricare poi denunce con date retroattive…», afferma Emilio Diodati, che aggiunge «credo che questo sia il primo passo, reale, per combattere le frodi». Infine Angelo: «Il decreto sulle liberalizzazioni doveva e poteva risolvere il caro tariffe intervenendo sui sinistri Rc auto con danni fisici, vera anomalìa del mercato italiano. Andava corretto il quadro normativo e giuridico dando indicazioni imprescindibili di equiparare la valutazione dei piccoli danni fisici (colpo di frusta e simili) agli stessi criteri adottati per Inail. Possibile che quando un giudice deve valutare qualsiasi danno fisico, dal più piccolo al più grave, se a pagare è la compagnia di assicurazione, applica criteri più elevati rispetto ad altri soggetti?».

BONUS MALUS – Su questo specifico argomento ha scritto Lucio Orlanno, che suggerisce di «ripristinare la bonus/malus ante Bersani, obbligando tutte le compagnie a tenere tra loro una banca dati in maniera che i sinistri di malus vengano sempre riportati (anche quelli del periodo di osservazione). Già questo vi garantisco che farà diminuire notevolmente i sinistri con evidenti conseguenze positive sul costo delle polizze».

TASSE SUI CONTRATTI – Giorgio si chiede: «Perché per ridurre i premi assicurativi della Rc auto, oltre che a tutte le valide iniziative sulle truffe e furberie varie il Governo non riduce le tasse che gravano sugli stessi contratti e non le porta in tutti i rami, non solo l’Rc auto, a livello degli altri Paesi Europei?». E Luisella: «Perché nessuno parla anche del progressivo aumento delle imposte che gravano sulla Rc auto (imposte, Ssn, adesso anche l’addizionale comunale, e via dicendo) che compongono una bella fetta del premio complessivo?». Gianna si augura che «a questo punto potrebbe anche diminuire l’aliquota delle imposte a favore degli assicurati, visto che è la più alta in Europa».

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

Authors

Related posts

Top