17 Comments

  1. Marco B. said:

    Ma il nuovo sindacato Unapass + 12 presidenti “amici delle Compagnie” come sarà chiamato? Ana? Secondo me si ingenera confusione , si confonde con l’Associazione Nazionale Alpini……. meglio chiamarlo direttamente ANIA, tanto quello è…..

  2. Il pirata said:

    L’unica cosa di cui la nostra categoria non ha bisogno e’ di un sindacato ” giallo” voluto e creato dalle imprese, quello che si sta delineando nel congresso Unapass.
    Guardate la tavola rotonda, entreranno mano nella mano i presidenti di gruppo e i direttori commerciali della loro stessa impresa. Non chiamate questa concertazione, per favore.

    • Massimo Congiu said:

      Caro Pirata non rispondo mai a chi firma per pseudonimo in quanto credo nella libertà di espressione e nella dialettica ma questa volta di fronte ad una allusione pericolosa quanto infondata mi é corso l’obbligo…tutte le iniziative sindacali e politiche di Unapass, la serietá e lo spessore morale dei suoi dirigenti sono lí a confermare che non ė nata ne vorrà mai sostenere interessi commissionati dalle imprese…..come ho avuto modo di apprezzare in moltissime occasioni o congressi di altre organizzazioni di categoria la modalità di confronto tra gruppi agenti ed imprese ha fornito utili indicazioni a chi ha saputo ascoltarne anche criticamente i contenuti senza fermarsi alla prefazione; gli organizzatori della tavola rotonda hanno esteso l’invito a 14 gruppi agenti e ad altrettante imprese, è da apprezzare chi ha accettato di sottoporsi ad un pubblico confronto…..mi fará piacere la prossima volta continuare anche nel merito degli esiti della tavola rotonda questo confronto a distanza , magari senza pseudonimi……
      A presto.
      Massimo Congiu

  3. Apolide assicurativo! said:

    Quoto in toto ciò che scrive Intermediario Perplesso.

  4. Corrado said:

    Certamente un unico sindacato che sia innanzitutto espressione delle reali esigenze e interprete dei veri problemi della categoria. I diversi sindacati di categoria che oggi hanno la presunzione di rappresentare queste esigenze sono spesso guidati da “cacciatori di visibilità/popolarità” e non riescono a rappresentare i bisogni reali della categoria fatti di continui conflitti con le mandanti, di soprusi da parte degli organi direttivi delle compagnie nei confronti della rete distributiva e quindi, lo ripeto, i vertici sindacali non riescono a rappresentare chi ha dato e da la vita per questa attività consulenziale. Si perdono in querelle spesso filosofiche ( vorrebbero disgregare ulteriormente la rappresentanza sindacale); si piccano di parlare di massimi sistemi (l’impatto dei vari decreti sulla nostra attività, ma solo quando gli stessi sono ormai divenuti legge e quindi non più derogabili) e sulla quotidianità del nostro lavoro non una parola, non un’attenzione.
    Ma quale lavoro svolgono? Per quali primarie compagnie? E se plurimandatari quali mandati prestigiosi hanno e chi sono quali sono le mega compagnie con le quali interagiscono?
    Ci sono tanti operatori del settore capaci professionalmente( e solo i risultati ottenuti lo testimoniano) intellettualmente preparati e con una visione della professione ampia e illuminata; è in loro che confido, che si facciano avanti e dimostrino cosa significa fare questo mestiere e portino in evidenza le reali problematiche che lo soffocano senza pensare al prestigio personale e agli eventuali privilegi personali che si vogliono a tutti i costi rincorrere ricoprendo cariche di rappresentanza sindacale.

  5. Pierluigi Tiberi said:

    Un solo sindacato, per il momento lo sna, e finchè la giunta è in carica appoggiarla. Poi si eleggerà una nuova giunta se non si è d’accordo.

  6. Car'Angela said:

    Partirei da una domanda: ma quale sindacato ci rappresenta? Oggi, a parte qualche sindacato di nicchia, e come nicchia mi riferisco agli agenti, non conosco altro sindacato se non il sindacato SNIASS, che, vedo, pare che stia imboccando strade condivisibili da parte di molti altri lavoratori nel mondo assicurativo. Caspita!! qualcuno si è accorto che non esistono solo gli agenti!!! Speriamo che SNIASS, come altre associazioni nate nel frattempo facciano veramente la voce grossa e difendano gli interessi di tutti gli intermediari di assicurazione, non solo il baronato degli agenti.
    Angela Caracciolo

  7. Antonio said:

    1) Intanto di un’associazione sindacale che abbia una storia “seria e credibile” (in Italia c’è solo lo SNA);
    2) di un’organizzazione basata su uomini che non bisticcino ogni qualvolta non raggiungano il loro obiettivo (mi riferisco ai “perdenti” della lista di gennaio c.a.) e/o di coloro, che non essendo più in posti apicali nel Sindacato, creano solo zizzania con l’obiettivo, con 4 fedeli lustrascarpe, di destabilizzare per poter sempre buttare alcol sul fuoco;
    3) di gente che non confonda il 1° livello con il 2° livello, magari ad arte;
    4) di gente che con i suoi 60 anni non pensi di saper tutto e di fare tutto;
    5) di gente che possa dimostrare costantemente di non aver “accresciuto” la propria agenzia, direttamente o indirettamente, con “strane” acquisizioni/incorporazioni veicolate dalla propria mandante;
    6) di un’associazione che stabilisca all’interno delle sue strutture di vertice sia quote rose (30%) sia quote giovani under 40 ( 30%) con vere mansioni di dirigenza. Tutti obbligatoriamente devono lasciare dopo massimo due mandati!!!!!!!!!
    ……. per ora direi che basta, ma gli approfondimanti sarebbero notevoli !!!!!!

  8. Marco Benedetti said:

    Mi pare di dover constatare che il percorso unitario per la costituzione di una unica e forte organizzazione degli agenti si è oramai arenato. Sicuramente per colpa di tanti, ma sopratutto da parte di chi più grande (ma tutto è relativo) aveva più responsabilità, ma invece, vinto il congresso SNA per pochi voti, grazie ad uno statuto arretrato e alle molte astensioni, ha assunto un atteggiamento un po’ troppo supponente e arrogante verso le posizioni degli altri, provocando la rottura con 12 GA e in ultimo anche con il gruppo agenti Toro. Non c’è che dire un bel risultato, nell’interesse della categoria!!!.
    Il lavoro per l’associazione del futuro è ancora lungo e faticoso, ma prima si prenderà atto delle numerose (troppe) ipocrisie che circolano e prima si potrà fare chiarezza e muovere qualche piccolissimo passo ma nella direzione giusta.
    Ad oggi non è pensabile, nè accettabile un processo di unificazione “per incorporazione” (traduzione =io ho sempre avuto ragione e gli altri torto). Bisogna invece con un po’ di umiltà pensare come raggiungere coinvolgere la grande maggioranza dei colleghi che non è iscritta ad alcuna associazione. Intanto partendo dalla constatazione che sono invece molti di più i colleghi che sono invece iscritti ai gruppi agenti aziendali. Sarà forse perchè in quelle sedi si è più propensi a misurarsi con problemi concreti e a misurare i gruppi dirigenti dai risultati che riescono a portare a casa per i colleghi, piuttosto che dalle capacità dialettiche?? Qualcuno non penserà mica che i colleghi si iscrivono ai GA e non ai sindacati nazionali solo perchè così vuole la mandante!!!
    E allora mi pare che una ricostruzione (che non ha tempi brevi) di una rappresentanza nazionale, non so se unitaria, ma sicuramente più di peso che non quella attuale, non possa che passare attraverso un percorso che veda protagonisti i GA.
    E non sto parlando di persone, che in gran parte non conosco, ma della filosofia che prevalentemente ispira l’azione: la bussola è rivolta a realizzare concreti costanti miglioramenti, nella situazione data, alle esigenze delle imprese-agenzie e soprattutto a cercare di anticipare le linee di tendenza future per cercare di mettere in campo tutte le energie tese a far im modo che le imprese-agenzie con queste si confrontino.
    Ed infine in ultimo, ma non ultimo anche una buona dose di rispetto in particolare per chi avanza proposte idee scelte diverse, che non può essere sempre additato come disfattista e distruttore.
    Se non ci sforziamo di camprenderci tra di noi come pensiamo di poter anche immaginare di far comprendere al vasto mondo che sta fuori da noi (e che non sempre ha di noi una visione positiva) quale sia il nostro valore e il nostro ruolo nella società?

    • Il Pirata said:

      Si può corteggiare una bella donna, in modo elegante, cortese, cavalleresco, ma quando a quella donna non interessi e’ inutile continuare, perderesti anche la stima e l’idea stessa che hai di quella donna. Credo sia preferibile restare in buoni rapporti, magari con una “sincera amicizia” ma e’ giusto che ognuno percorra la propria strada. Di tanto in tanto rincontrarsi e ricordare i bei tempi in cui ci si corteggiava, sapendo, in cuor proprio che non era la persona giusta.
      Meglio sbagliare ma portare avanti un’idea, un modello che unirsi per poi litigare e….magari risepararsi. Questo sarebbe deleterio per la categoria. Rispetto le idee di tutti e per quelle idee mi farei uccidere, ma un pochino di storia occorre conoscerla. Valletta insegna. Rileggiamoci la storia di tutte le organizzazioni di rappresentanza, anche di quelle datoriali.
      Vedo tempo di grandi conflitti che inevitabilmente collidono con gli interessi degli Intermediari. In capitale si remunera sempre e contro tutti.
      Si può essere giovani mentalmente a 80 e vecchi a 40, non e’ un problema anagrafico ma di contenuti e… anche… di idealità.
      Spero che ognuno di noi possa essere sempre… Ben rappresentato.

  9. Angelo said:

    Sono gli interessi ad unire, non i contenitori.
    A mio avviso, sono i progetti portati avanti su interessi comuni che uniscono, come il rinnovo dell’ANA, la rivalsa, il rinnovo del contratto dei dipendenti, gli indirizzi programmatici degli accordi integrativi, ed altro…..
    E’ evidente che gli interessi di tutti gli Agenti che attendono da tanto tempo l’unità sindacale della categoria, mal si coniugano con gli interessi di chi è stato appena eletto nell’esecutivo nazionale.
    La sfida da vincere è: riusciranno i dirigenti sindacali ad abbandonare le proprie posizioni all’interno delle proprie organizzazioni per consentire la nascita di un progetto unico?
    Questo è il vero nodo della questione!

  10. Roberto said:

    A guardare bene la realtà italiana in cui viviamo e lavoriamo, mi sono reso conto che ogni singolo agente è talmente individualista e convinto del “proprio personalissimo modello agenziale” che l’idea di “riunirci tutti” sotto un unico sindacato che ci rappresenti mi fa sorridere. Ogni agente vorrebbe “il suo sindacato fatto come dice lui”, pertanto penso positivo e dico: ogni sindacato va bene purchè non faccia gli interessi dei suoi rappresentanti, ma quelli dei suoi rapppresentati ( … ma si, avete ragione, vorremmo la stessa cosa anche dal nostro Governo … ).

  11. Chiara said:

    Sono convinta che sia necessaria un’unica associazione di categoria che sia rappresentativa e sappia cogliere le necessita’ e farsi portavoce dei problemi attuali. Ci vuole un sforzo di generosità che faccia si che non si pensi a ruoli personali e particolari, ma al futuro di tutti noi.

  12. Michele P. said:

    Come il collega Antonio sono fermamente convinto che ci sia, in questo periodo più che mai, la necessità di un’unica grande entità capace di relazionarsi, con forza e convinzione, con giganti quali sono le compagnie. Dobbiamo coalizzarci, unire la categoria, dimenticare vecchi rancori e lievi differenze di punti di vista, per salvare tutto il settore degli intermediari!

  13. Intermediario Perplesso said:

    Un’associazione rappresentativa, capace di stringere intorno a se la totalità degli agenti. Attualmente il sindacato maggioritario è quello….dei non iscritti. Ci vuole un’associazione che rappresenti tutti pur nella diversità. Vorrei il modello francese con i gruppi agenti che ne costituiscano l’ossatura forte che faccia quello che l’Ania non vuole (o non può) più fare per le imprese. Vorrei che i singoli agenti avessero maggior consapevolezza della loro importanza e della loro forza, che fossero un pò più fieri dell’attività che svolgono e che guardassero se non OLTRE almeno AVANTI!

    • Il pirata said:

      Scusa, guardati il programma del congresso Unapass

  14. Antonio said:

    Credo e sono convinto che tutte le associazioni di categoria devono unirsi in una unica entità, senza pensare alle poltrone, affinchè la rete distributiva assicurativa sia effettivamente rappresentata (che siano monomandatari, plurimandatari o broker).
    Antonio Marchese.

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