FORUM ULTIMA PUNTATA: «LIBERALIZZAZIONI: L’OPERATO DI SNA-UNAPASS»

C’è chi, fra coloro che hanno postato un commento, auspica una riunificazione e chi, invece, critica il modo con cui hanno gestito alcune situazioni.

La sesta e ultima puntata relativa al Forum Dì la tua sulle liberalizzazioni, lanciato da Intermedia Channel dall’inizio di febbraio fino alla fine di marzo, l’abbiamo riservata ai due sindacati di categoria, Sna e Unapass, e sul loro operato. Ecco come si sono pronunciati i lettori nella fase in cui i vari articoli del decreto sulle liberalizzazioni venivano discussi presso il Senato e la Camera. Come è noto, le posizioni dei due sindacati non erano identiche. Forse anche per questo non sono mancate le bacchettate nei confronti di entrambi.

Il lettore Matteo Stagnoli, per esempio, dopo aver sottolineato la «chiara volontà di alcuni nostri rappresentanti di avallare la tesi del plurimandato, anche nel confronto con il governo e a questo proposito lo Sna non sta tutelando gli agenti monomandatari che sono 85% del lavoro nazionale», giudica «negativo l’ intervento dei nostri rappresentanti nei confronti del governo, perché non sono stati in grado di spiegare come funziona attualmente il settore assicurativo e di far comprendere quali finalità ha la modifica e l’obbligo, contenuti nel decreto».

Pietro ritiene che «la proposta Sna non tiene conto della ripartizione dei costi che devono essere disciplinati ex lege, che alla fine saranno tutti a carico degli agenti…. per questo è da bocciare». L’esatto contrario di ciò che afferma Diego: «Devo ammettere che finalmente sembra che lo Sna con il nuovo presidente abbia intrapreso la strada giusta e cioè con la richiesta formale, per supportare ancora di più l’art. 34, di obbligare le compagnie a rilasciare un mandato agenziale a tutti quegli agenti che, per adempiere all’obbligo previsto dal suddetto articolo ne facciano richiesta, purché in possesso dei requisiti previsti dalla legge».

A chi invece sostiene che Claudio Demozzi, presidente dello Sna, snobbi l’Unapass, Intermediario (finché posso) (certo che la fantasia non ha limiti…) risponde che «non credo sia così: come sempre, l’unione fa la forza, ma nel nostro settore, poco si ascolta, poco si partecipa, poco ci si confronta e sopratutto, si è troppo individualisti. Demozzi vorrebbe l’agente completamente autonomo e così facendo molti giudicano il suo operato come atto all’ottenimento esclusivo del plurimandato. Non è quello il suo scopo… Si spera soltanto di migliorare l’attuale status quo degli agenti. Gli unici che in questo istante stanno soffrendo più del dovuto».

«I sindacati agenti dovrebbero promuovere delle cause pilota», afferma Andrea Silvetti, «anche di fronte alla Corte Europea per rendere finalmente nullo il divieto di collaborazione fra intermediari, che è antistorico, vessatorio e feudale».

I DELUSI – Alberto ironizza sulla riduzione della sanzione (revisione dell’articolo 34): «Tanto ce ne commineranno delle altre perché non abbiamo l’adeguata formazione obbligatoria per presentare l’offerta dell’altra compagnia, oppure perché sul modulo 7b non abbiamo citato che siamo “presentatori delle polizze della compagnia X”. E poi modellini da compilare e poi dichiarazioni per sgravarsi di responsabilità, e poi provvigioni da pubblicare anche al garzone del bar, e poi…..E’ una vergogna che la forza dei nostri sindacati riesca dal 2006 a ottenere solo questo».

Marco M. dice: «È la solita storia, ci siamo già passati nel momento in cui il signor Bersani, un altro che non conosce il mondo assicurativo, ci ha regalato nel 2007 la sua perla di saggezza, mettendo, da un giorno all’altro in braghe di tela tantissime agenzie che sino a quel momento hanno lavorato, a posteriori sbagliando in preconto. Come si sono mossi i sindacati? Nulla è stato fatto. A questo punto sono davvero necessari? Continueremo a essere considerati dei benestanti e dei ladri se non ci organizziamo seriamente a contrastare questa non cultura assicurativa…del resto tutte le categorie si sono organizzate: avvocati, tassisti, autotrasportatori e noi?».

Molto lapidario è invece Franco: «Ci vuole una seria riflessione da parte dei sindacati di categoria che fino a oggi hanno fatto molto poco per la categoria».

Infine una considerazione del lettore Giorgio: «E’ bene a mio avviso che si arrivi al più presto a un unico sindacato, un sindacato moderno e che abbia mezzi, risorse economiche e competenze importanti per diventare davvero una lobby che possa contare. Lobby non è una cosa sporca e solo in Italia viene spesso intesa come concetto negativo».

 

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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