Fratelli Cosulich, la polizza sulla crescita: il gruppo si allarga alle assicurazioni

Augusto Cosulich Imc

Augusto Cosulich Imc

(di Massimo Minella – Repubblica Affari & Finanza)

L’AD Augusto, quinta generazione della famiglia al vertice di una realtà da 1,2 miliardi di ricavi e 430 addetti diretti, ha dato vita a un nuovo ramo d’azienda per ampliare il portafoglio di servizi marittimi offerti

Con Thimoty, Tomaso e Marta fanno sei. Sei generazioni di Cosulich alla guida dell’azienda di famiglia, nata come piccola attività marittima e cresciuta fino a diventare un gruppo internazionale dello shipping, con interessi diversificati in tutti i continenti, capace lo scorso anno di raggiungere 1,2 miliardi di euro di fatturato e di dare lavoro a 430 dipendenti diretti. Eh sì, vanno di corsa i Cosulich, lo hanno sempre fatto fin da quando a fine Ottocento lasciarono Lussin Piccolo, sull’isola di Lussino, per trasferirsi a Trieste, allora porto dell’Impero Austroungarico. Fu la loro famiglia a far nascere il cantiere di Monfalcone e a far crescere la flotta Cosulich fino a portarla nel 1933 alla fusione con la Ngi e il Lloyd Sabaudo nell’Italia Flotte Riunite. Poi il trasferimento a Genova dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la nuova vita come agenzia marittima. E la corsa non è ancora finita, perché ciclicamente si aggiungono nuovi business. L’ultimo, dopo l’agenzia marittima, la casa di spedizioni, lo yachting, la gestione degli equipaggi, la logistica, l’informatica e l’industria sono le assicurazioni, ovviamente votate alla causa marittima. Al timone c’è Augusto Cosulich (nella foto), amministratore delegato del gruppo che la corsa la conosce bene, visto che nel tempo libero è un maratoneta. E nel board c’è pure suo figlio, Thimoty, a cui il gruppo ha affidato la gestione del “bunker” (acquisto e fornitura di carburante alle navi) dalla sede di Singapore e che appena può si dedica al suo sport preferito, il triathlon, arrivando addirittura a qualificarsi per il mondiale 2015. «Noi siamo così, non ci fermiamo mai», dice con un sorriso Augusto Cosulich, nel suo ufficio con vista sul porto di Genova, città in cui c’è la direzione del gruppo, mentre la sede legale è rimasta a Trieste. A Genova è anche nata “Coscos”, prima joint venture con sede italiana creata con un gruppo cinese, in questo caso la compagnia armatoriale di Stato Cosco, per cui la controllata segue tutte le attività armatoriali nel Mediterraneo.

L’ingresso della sesta generazione dei Cosulich nel board della Fratelli Cosulich è il segno più evidente di una continuità familiare che non ha alcuna intenzione di rallentare. Thimoty è amministratore delegato della Fratelli Cosulich Singapore, incarico che gli ha aperto le porte della prestigiosa “Ypo-Young President Organization”, l’associazione degli under 45 con incarichi di leadership aziendale. La società che Thimoty Cosulich guida compra il carburante e lo rivende alle navi, seguendo l’intera catena logistica, business che va seguito in tutto il mondo e che non a caso vede la società presente anche a New York, Hong Kong, Hi Phong nel Vietnam e Funchal, a Madeira. Marta, figlia del cugino di Augusto, Antonio, si occupa della parte industriale della Fratelli Cosulich e presiede la Link Trading. E Tomaso Moreno, figlio di una sorella di Augusto, è nel board della controllata Catalano Shipping Services, basata a Montecarlo e società capofila del gruppo nel business dello yachting che, per i Cosulich, vuoi ovviamente dire gestione completa delle imbarcazioni, dall’attività di agenziamento alle provveditorie di bordo. La società di cui Tomaso Moreno è amministratore delegato, rilevata nel 2001 da Aldo Catalano, ha appunto sede a Montecarlo, dove segue il 70 per cento dei megayacht (dai 45 metri in su), ma ha via via allargato i propri interessi là dove il mercato della nautica ha trovato vigore, Croazia, Corsica, Turchia, fino al Sud Est asiatico.

Qualcosa è rimasto anche del vecchio business di famiglia, l’armamento, attraverso la proprietà di “bettoline” che il gruppo utilizza nel porto di Singapore per trasportare il carburante alle navi. «Siamo quelli che in gergo si dicono physical supplier – spiega Augusto Cosulich –. Seguiamo cioè attraverso le nostre petroliere, navi da 7 mila tonnellate di stazza lorda, tutto il percorso logistico del bunker». Anche qui, secondo la regola di famiglia, si parte da una base e ci si allarga dove è possibile. Ora, infatti, l’ultima diversificazione è la fornitura di personale e provveditorie alle piattaforme petrolifere, principalmente in Brasile. «Quella della gestione degli equipaggi è una nostra attività storica – chiude Augusto Cosulich –. Cerchiamo quindi di implementarla nel miglior modo possibile. Per certi aspetti, volendo riassumere la nostra filosofia, direi che cerchiamo di dare alla nave ogni tipo di servizio possibile. L’ultima iniziativa in termini di tempo, infatti, è la nascita della Cosulich Assicurazioni, attiva in campo marittimo e che aggiunge un ulteriore elemento ai nostri clienti».

Related posts

Top