Fucino, polizze vita estere con «architettura aperta»

Banca del Fucino

Banca del Fucino(di Luisa Russo – Il Messaggero)

Grandi vantaggi fiscali e successori con liquidazione in tempi più brevi e un’offerta pricing più competitiva. Il private insurance può approfittare del nuovo boom assicurativo in Italia che cresce del 12% e il ramo Vita del 16%

Il private insurance è il nuovo orizzonte del private banking. O per lo meno si sta mostrando come una possibilità competitiva di diversificare le attività di portafoglio. In Italia tra i pionieri di questa proposta di servizio e di prodotto c’è sicuramente Banca del Fucino, grazie a un accordo di cointermediazione stipulato con First Advisory, uno dei principali broker assicurativi indipendenti. Tramite questo accordo, Banca del Fucino ha la possibilità di realizzare per i clienti private un’offerta di prodotti in architettura aperta con le polizze vita di ramo terzo.

POLIZZE PERSONALIZZATE – La banca così è potenzialmente in grado di distribuire prodotti di tutte le maggiori compagnie assicurative, con un grande vantaggio per clienti, derivante dalla possibilità di offrire tutti i servizi agli stessi standard qualitativi delle migliori compagnie assicurative internazionali. «Grazie a questa offerta il cliente del private insurance ha la possibilità di personalizzare al massimo la sua polizza. Inoltre, questo servizio offre vantaggi fiscali e successori non indifferenti: da un punto di vista fiscale il vantaggio principale è rappresentato dal differimento dell’imposizione e dall’esenzione dell’imposta di successione. In più una polizza viene liquidata in tempi più brevi rispetto a quelli che normalmente richiede la prassi successoria», spiega Salvatore Pignataro, vice direttore generale e responsabile della divisione Private della Banca del Fucino.

Le compagnie assicurative estere offrono un pricing molto competitivo e in virtù del fatto che la compagnia, il gestore e la banca depositaria sono tre distinte figure, il livello di tutela del cliente è superiore a quello offerto dalle compagnie italiane. Il cliente che sottoscrive una polizza estera sceglie il gestore di suo gradimento, e decide quale sia la propria banca depositaria. Il patrimonio della sua polizza resta segregato e depositato su un conto specifico dedicato alla polizza del cliente e dunque distinto da quello della compagnia. Questo sistema di protezione non caratterizza le polizze italiane.

L’Aipb, associazione italiana del private banking, definisce il private insurance come industria assicurativa che serve la clientela private attraverso prodotti e servizi dedicati che integrino i servizi classici di private banking e di gestione patrimoniale, tramite l’utilizzo di polizze vita quale strumento di pianificazione finanziaria e successoria, in grado anche di garantire sicurezza e vantaggi fiscali agli investitori. Per le banche l’offerta di servizi di private insurance è spiegato non solo dalla contingente crescita del mercato italiano delle assicurazioni nel suo complesso, ma soprattutto dall’incremento del ramo vita. La più recente ricerca sul tema, sviluppata da PwC a settembre 2015, mostra infatti che i primi tre mesi del 2015 hanno segnato un incremento di circa il 12% del mercato assicurativo italiano, confermando il trend di crescita del settore registrato a fine 2014. In particolare il ramo vita è aumentato del 16,3% rispetto ai primi tre mesi del 2014, grazie principalmente alla crescita significativa delle polizze Unit e Index linked (più 112,9%).

Secondo l’Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) la previsione di crescita del mercato assicurativo italiano è stimata a circa il 9%, continuando ad essere alimentata dai rami vita, i cui premi, dopo la forte crescita registrata nel 2014 (+29,9%), incrementeranno ulteriormente (+12%) nel 2015.

In Italia le banche rappresentano il canale di distribuzione più importante nel mercato delle assicurazioni vita (per circa il 62% dei premi totali), operanti tramite il modello di bancassurance. Secondo l’Aipb le polizze assicurative pesano per circa l’11% nell’asset allocation complessiva della clientela private (il gestito pesa per il 18,4% e i fondi comuni sono al 18,5%).

MANDATO ALL’INCASSO – Banca del Fucino è in grado, per alcune compagnie bioptate, di offrire il servizio del mandato all’ incasso sollevando i clienti dall’obbligo di dichiarazione delle consistenze estere nel quadro Rw. La clientela private è, inoltre, molto sensibile al tema del passaggio generazionale e grazie a questo nuovo accordo i clienti potranno scegliere uno strumento di investimento regolato da norme comunitarie (lussemburghesi o irlandesi) come prodotto alternativo o complementare all’offerta domestica.

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