Generali al riassetto in Germania

Giovanni Liverani (2) Imc

Giovanni Liverani (2) Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

Tre società saranno fuse in una per ridurre i costi e assottigliare i board. Quello tedesco sarà il primo mercato in cui partirà Vitality, la scommessa innovativa di Trieste. Da Monaco via anche alla rivoluzione nel Vita. L’obiettivo è far salire il dividendo oltre quota 300 milioni di Euro

Sta entrando nel vivo il riassetto di Generali in Germania, annunciato qualche giorno prima dell’Investor Day tenutosi a Londra a maggio. In ballo ci sono fusioni societarie che consentiranno di semplificare la struttura e ridurre i costi, oltre a una profonda riorganizzazione dell’offerta in particolare nel ramo Vita, cui si aggiunge il lancio di prodotti tecnologicamente innovativi. Del resto il mercato tedesco è molto importante per Generali, non soltanto per i 18 miliardi di euro di premi raccolti nel Paese (secondo solo all’Italia), ma anche perché proprio la Germania si prepara a fare da apripista alla rivoluzione annunciata da Greco al mercato nel nuovo piano industriale, che prevede di incrementare l’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare i servizi offerti. Proprio in Germania in primavera verrà per esempio lanciato Vitality, l’innovativo sistema di assicurazione che prevede vantaggi a chi dimostrerà di scegliere uno stile di vita sano, andando per esempio in palestra o adottando una dieta corretta. Una novità che rivoluzionerà il mercato assicurativo europeo, ha promesso Greco, e che solo successivamente arriverà in Francia e Austria (l’introduzione in Italia è ipotizzata solo in terzo tempo).

A guidare il riassetto tedesco ad aprile scorso è stato chiamato un manager che in passato ha già guidato progetti innovativi in Generali. Si tratta di Giovanni Liverani (nella foto), già responsabile Emea del gruppo, che in precedenza aveva contribuito all’avvio di Genertel (la compagnia diretta italiana) e ora sta guidando la trasformazione tecnologica tedesca. «Oltre a Vitality l’anno prossimo lanceremo strumenti tecnologicamente innovativi nel settore auto e nella domotica, ovvero per le abitazioni», spiega Liverani a MF-Milano Finanza.

Nel mercato assicurativo tedesco c’è però anche un altro fenomeno in atto che sta rivoluzionando l’offerta delle polizze Vita, in considerazione del fatto che i bassissimi tassi d’interesse dei titoli governativi hanno reso insostenibili i vecchi prodotti che prevedevano minimi garantiti superiori al 4%. «Anche in questo campo stiamo facendo da innovatori», sostiene Liverani. «Smettiamo di vendere polizze tradizionali per offrire unit o prodotti misti in cui la garanzia del capitale viene riservata solo ad una parte della polizza mentre il resto viene investito in unit o index. Siamo stati i primi a lanciare questa tendenza in Germania e ora ci stanno seguendo tutti i concorrenti». Un cambio di rotta che potrebbe far calare i numeri complessivi della raccolta Vita, ma che farà crescere la redditività, assicura Liverani.

Profondo anche il riassetto societario avviato in Germania, replicando in qualche modo le fusioni avvenute in Italia negli scorsi anni che hanno portato alla nascita di Generali Italia. «Tre società saranno fuse in una: Generali Deutschland Holding, la compagnia Danni Generali Versicherung e quella Vita Generali Leben confluiranno in Generali Deutschland Ag, il cui quartier generale sarà trasferito da Colonia a Monaco», spiega Liverani. La nuova società sarà una holding operativa che controllerà le altre partecipate tedesche. «Non aveva senso una holding con 400 dipendenti, quando ne abbiamo già una in Italia», aggiunge Liverani, «né i nostri clienti né i nostri azionisti sono contenti di pagare i 34 membri dei vari board che abbiamo in Germania, quando i nostri competitor ne hanno 10 o 20 in meno». Per la riorganizzazione tedesca Greco ha già messo in conto, nel bilancio 2015, un costo di 100 milioni di euro ma i vantaggi attesi per i prossimi anni sono ovviamente più alti e l’obiettivo è far crescere la profittabilità del business. L’anno scorso la Germania ha riconosciuto a Trieste un dividendo di 300 milioni, rispetto ai 900 milioni dell’Italia. Visto che Greco ha già promesso agli azionisti 5 miliardi di euro di dividendi nei prossimi quattro anni, anche Monaco è chiamata a fare di più.

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