Generali-Bsi, spunta il caso Malaysia: Btg chiede i danni

BSI (4) Imc

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(Fonte: Il Piccolo)

Corruzione brasiliana, nei guai la banca venduta dal Leone. Il no della compagnia: nessun elemento per un indennizzo

Nuovi grattacapi per Generali dalla Banca della Svizzera Italiana (Bsi), venduta a settembre. Dopo essersi già accollata 195 milioni di multa un anno fa per chiudere i contenziosi dell’istituto di Lugano con la giustizia Usa, e dopo averne concordato la vendita ai brasiliani di Btg Pactual parte in contanti (915 milioni) e parte in azioni Btg, salvo vederne il valore crollare di 90 milioni in pochi mesi in scia allo scandalo Petrobras, ora la compagnia triestina si vede presentare – e respinge al mittente – il conto “potenziale” di una vicenda che arriva fino alla Malaysia. Riguarda il fondo di investimenti malese 1Malaysia Development Bank, noto come 1Mdb, che si sospetta possa essere il mezzo usato da alcuni esponenti politici di spicco del paese, si fa anche il nome del primo ministro Najib Razak, per drenare le casse pubbliche. Bsi gestiva dei conti a Singapore per conto di 1Mdb. Nel dettaglio Btg Pactual ha comunicato di aver «notificato a Generali per lettera di aver titolo a un indennizzo per coprire le potenziali passività legate alle attività di Bsi con un fondo statale malese».

Un portavoce delle Generali spiega che Btg non ha fornito richieste con gli elementi previsti per far scattare un obbligo di indennizzo, non ha quantificato il danno e non ha fornito prove della possibile «violazione di una dichiarazione», prevista dal contratto, segnalando comunque che c’è una «rilevante franchigia» applicabile anche se ci fossero dei danni (e che Btg dovrebbe comunque contenere). Btg aveva raggiunto un accordo con Generali nel luglio del 2014 sull’acquisto di Bsi, perfezionandolo a settembre 2015, in attesa dell’accordo per chiudere la controversia con il dipartimento di Giustizia Usa relativo all’attività di alcuni clienti Bsi americani dai grandi patrimoni. A novembre Btg è finita nei guai per l’inchiesta per corruzione in Brasile legata alla compagnia petrolifera nazionale, Petrobras, che ha portato anche all’arresto dell’allora numero uno di Btg André Esteves, costringendo la società a dismissioni forzate per arginare la crisi di liquidità conseguente. Bsi è dunque tornata in vendita, ed è finita a febbraio alla svizzera Efg, che deve ancora perfezionare il passaggio. Quanto a 1Mdb, a febbraio gli inquirenti svizzeri hanno parlato di “seri indizi” di sottrazioni per 4 miliardi di dollari.

1Mdb ha sempre operato in maniera anomala per un fondo sovrano, ricevendo asset statali relativamente piccoli e a sconto e soprattutto generando la maggior parte dei suoi fondi con l’emissione di bond in dollari o con alleanze con partner internazionali, di Abu Dhabi (anche con Aabar, il socio di Unicredit, nella joint venture Admic) e dell’Arabia Saudita. Rispetto al primo ministro malese Najib, gli inquirenti hanno scandagliato in particolare un conto dove ha ricevuto 680 milioni di dollari collegati a 1Mdb, che il diretto interessato afferma essere donazione. Oltre che in Svizzera, indagini sono partite in Lussemburgo, Usa, Hong Kong e Singapore. Quanto a Bsi, la scorsa settimana l’ad Stefano Coduri, ha comunicato che alla luce degli sviluppi su 1Mdb ha deciso la chiusura delle attività in Malaysia. Sia 1Mdb e sia il Governo della Malaysia hanno comunque negato irregolarità e il fondo ha affermato di collaborare con le indagini.

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