Generali, gli analisti promuovono Donnet

Generali Expo Milano - Philippe Donnet Imc

Generali Expo Milano - Philippe Donnet Imc

(di Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo)

Riflettori sul cda di domani: all’esame i conti 2015. Dopo la “cura Greco” i mercati guardano alla seconda fase che dovrà avere come focus la crescita

Gli analisti promuovo la designazione di Philippe Donnet (nella foto) al vertice delle Generali. Gli esperti di Banca Imi ieri hanno rinnovato il giudizio di buy (comprare) sul titolo, assegnando un prezzo obiettivo di 18,3 euro, rispetto ai 13,8 euro attuali. Un giudizio positivo sulla transizione tranquilla in atto che conferma il top management del gruppo con una scelta interna. Il numero uno di Generali Italia Donnet avrà l’incarico di group Ceo mentre per il direttore finanziario Alberto Minali si prevede la nomina a direttore generale, con anche alcune deleghe nella finanza.

L’ultima parola andrà comunque al consiglio di amministrazione in agenda domani che dovrà anche esaminare i risultati al 31 dicembre 2015. E sarà proprio Minali a presentare agli analisti i conti venerdì mattina. Per il mercato Greco ha ottenuto buoni risultati in termini di ristrutturazione, rafforzamento del capitale e generazione di utili. Ma ora compito del nuovo Ceo sarà quello di chiarire la strategia della Fase 2, quella del recupero di redditività dopo il lungo turnaround realizzato sotto la gestione targata Mario Greco.

Le Generali hanno chiuso i primi nove mesi con 1,7 miliardi di utile netto (+8,7%), un risultato già superiore al guadagno dell’intero 2014. Il piano industriale attuale prevede risparmi per un miliardo e mezzo entro il 2018: metà dell’opera è già stata realizzata negli ultimi due anni. La recente approvazione del modello interno Solvency 2, attesa dagli analisti, rafforza la flessibilità di bilancio della compagnia mentre i target al 2018 prevedono dividendi totali superiori ai 5 miliardi di euro. Nei quattro anni dell’era Greco il gruppo triestino ha rafforzato il patrimonio, cambiato il perimetro di gruppo – con circa 4 miliardi di dismissioni e l’acquisizione del 100% della joint venture Generali Ppf ma soprattuto ha rivisto la governance della compagnia. Completato anche il piano di acquisizioni di quote di minoranza – in Asia, Germania ed Est Europa con l’uscita da business non strategici come Bsi. Ma ora il mercato si attende anche indicazioni sul tema delle dimensioni che inevitabilmente finirà sul tavolo di Philippe Donnet anche in vista di un futuro processo di consolidamento nel comparto assicurativo.

L’attuale fase sui mercati sta riservando peraltro sorprese non proprio positive per i signori delle polizze: la ripresa in Europa è più lenta del previsto mentre il contesto di bassi quasi a zero mette sotto pressione la redditività del Vita. Le sfide, nel nuovo scenario dei mercati, non sono poche per il Ceo in pectore che al timone di Generali Italia ha integrato con successo sotto un unico marchio le compagnie italiane.

«Oggi le Generali sono una grande compagnia focalizzata nel core business assicurativo e si presentano con una solida struttura finanziaria e patrimoniale – ha detto Galateri dopo l’addio di Greco –. Continueremo a perseguire le priorità del nostro piano di generare cassa e diventare leader nel segmento retail». Un discorso di continuità condiviso già tempo fa dagli analisti di Intermonte schierati a favore di una soluzione interna che poi si è realizzata con l’indicazione di Donnet perchè «permetterà alla società di mantenere il focus sull’attuazione del business plan e il raggiungimento dei target prefissati».

Related posts

Top