Generali, il ceo la prossima settimana

Generali - Insegna Imc

Generali - Insegna Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Previsto un comitato nomine che dovrebbe definire il nuovo assetto. Avanza la soluzione interna: fra le ipotesi allo studio c’è quella di Donnet ceo e Minali direttore generale con deleghe ampie su finanza e investimenti

Si stringono i tempi per il riassetto del vertice Generali. Il comitato nomine, composto da Lorenzo Pellicioli, Francesco Gaetano Caltagirone e Gabriele Galateri di Genola, è da tempo in calendario per il prossimo 11 marzo ma non è escluso che la riunione possa essere anticipata a mercoledì 9. Il summit, in ogni caso, sarà un passaggio chiave per definire la prima linea della compagnia di Trieste. In quella sede verranno infatti esaminati i risultati della ricerca promossa dal cacciatore di teste Russell Reynolds e si capirà quanto concreto è lo scenario che ora promuove come miglior soluzione l’ascesa di manager interni.

Uno scenario che vede al centro due figure chiave del gruppo: Philippe Donnet e Alberto Minali. Donnet, già a capo di Generali Italia, in particolare, sembra essere candidato a prendere la guida del gruppo ma al contempo è previsto un forte rafforzamento del ruolo di Minali alla direzione generale. E questo potrebbe accadere grazie all’accorpamento della direzione finanziaria e degli investimenti sotto un’unica figura: quella dell’attuale cfo; la riforma della governance, peraltro, avrebbe il vantaggio di concentrare sotto la stessa responsabilità la ricerca di ritorni sugli investimenti e l’attenzione all’assorbimento di capitale delle attività nel regime di Solvency II.

L’intero disegno è, al momento, l’ipotesi più accreditata da diverse fonti. Il sigillo al riassetto potrà però essere messo solo dal comitato nomine e ciò potrà avvenire solo dopo aver esaminato le proposte dell’head hunter. Quest’ultimo avrebbe tra l’altro individuato tre potenziali candidati i cui nomi, però, restano coperti dal più stretto riserbo.

Nel mentre, va ricordato che Minali e Donnet sono state due pedine chiave della gestione dell’ex ceo Mario Greco e che entrambi hanno contribuito in misura importante a realizzare i risultati 2015 delle Generali. Cosi come sono stati un tassello fondamentale per la scrittura dell’ambizioso piano al 2018 e sarebbero certamente, pur di fronte a un contesto di mercato decisamente mutato, un perno attorno al quale costruire le premesse per realizzare quegli obiettivi. Tuttavia perché ciò accada il feeling tra i due manager è una condizione indispensabile. Ecco perché è assai fondamentale che si individui una corretta ripartizione delle deleghe. Semprechè si decida per la soluzione interna, rispetto alla quale si è espresso a favore Leonardo Del Vecchio, socio del Leone al 3% e di fatto anche il ceo di Mediobanca Alberto Nagel che, pur sollevando la necessità di non erigere steccati tra una scelta interna e una esterna, ha sottolineato l’opportunità di una soluzione di continuità.

Intanto, Francesco Gaetano Caltagirone è ora di fatto socio delle Generali con una quota del 2,7%. Un’ascesa frutto di acquisti compiuti di recente e che lo porta a un passo dal 3% della compagnia. Stando alle comunicazioni di internal dealing effettuate nelle ultime sedute l’imprenditore avrebbe acquistato complessivamente circa 3 milioni di azioni del gruppo di Trieste pari a uno 0,19% del capitale per un esborso complessivo di 37,9 milioni. Caltagirone era già proprietario di una quota pari al 2,5% del Leone e solo ieri ha acquistato 1,5 milioni di titoli al prezzo unitario di 12,838 euro per un controvalore di 19,25 milioni di euro. Come reso noto in precedenza, il 25 febbraio Caltagirone ha acquisto 750mila azioni per 9,12 milioni di euro e la stessa quantità è stata acquistata il 29 febbraio per 9,53 milioni.

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