Generali, indicatori in crescita dopo i primi nove mesi del 2018

Generali - Ingresso Imc

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Il gruppo assicurativo ha chiuso il periodo intermedio con il risultato operativo in crescita del 3,9% a 3,6 miliardi di Euro e utile netto in rialzo del 26,8% a oltre 1,85 miliardi. Il combined ratio si mantiene su ottimi livelli (92,8%, -0,3 p.p.), nonostante il rilevante impatto delle catastrofi naturali e dei grandi sinistri. In crescita anche i premi lordi emessi (+6,1% a quasi 50 miliardi), per effetto del positivo sviluppo di entrambi i segmenti di attività. Solida la posizione di capitale, con Regulatory Solvency Ratio a 200%(-7 p.p.) e Economic Solvency Ratio a 221% (-9 p.p.), nonostante la volatilità dei mercati finanziari

Il CdA di Assicurazioni Generali ha approvato le informazioni finanziarie al 30 settembre 2018. Il Gruppo ha chiuso il periodo intermedio con premi complessivi poco sotto quota 50 miliardi di Euro, il 6,1% in più rispetto al passato esercizio e confermando la crescita già osservata nei primi sei mesi dell’anno grazie agli andamenti positivi in entrambi i segmenti di attività.

Il segmento Vita ha infatti evidenziato un aumento del 7,8% derivante dallo sviluppo di tutte le linee, in particolare forme di puro rischio e malattia, nella quasi totalità dei paesi di operatività del Gruppo. Nel primo semestre dell’anno in Italia si è registrato un rinnovo di polizze collettive per un ammontare di circa 1,2 miliardi, derivante dalle azioni sul portafoglio di risparmio esistente: anche senza considerare questi importo, i premi Vita complessivi del Gruppo si confermano in crescita (+4,1%). Dopo la forte accelerazione del secondo trimestre, la raccolta netta del Gruppo si attesta a € 8,6 miliardi facendo registrare un ulteriore aumento nel terzo trimestre che conduce ad una crescita complessiva del 3,3% concentrata, in particolare, in Francia e in Asia.

La nuova produzione in termini di PVNBP (valore attuale dei premi della nuova produzione Vita) si attesta a 30,59 miliardi di Euro, in diminuzione dell’1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2017. A livello di linee di attività, si registra un deciso calo dei prodotti di risparmio (-4,2%), dovuto alla contrazione in Italia, Germania e Spagna e una leggera flessione di quelli di puro rischio (-0,7%, per effetto della riduzione in Germania e Francia). Questo andamento è stato parzialmente compensato dall’aumento dei premi relativi ai prodotti unit-linked (+1%), principalmente in Italia e Francia. Il valore della nuova produzione è pari a 1,37 miliardi, in aumento del 3,2%. La redditività sul PVNBP si attesta al 4,48%, con un incremento di 0,22 p.p. dovuto al miglior mix produttivo, alla riduzione delle garanzie finanziarie e al miglioramento delle ipotesi finanziarie rispetto ai primi nove mesi del 2017.

I premi del segmento Danni evidenziano una crescita del 2,7%, derivante dal positivo andamento di entrambe le linee di attività. L’Auto aumenta del 2,9%, grazie allo sviluppo del 5,6% in ACEER (regione che comprende Austria, Paesi dell’Europa centro-orientale & Russia), in Francia (+3,3%) e nella regione Americhe e Sud Europa (+19%). L’Italia flette del 2,2%, anche se il terzo trimestre dell’anno mostra un recupero.

In aumento anche il Non Auto (+2,4%), grazie agli andamenti osservati nella quasi totalità dei paesi in cui il Gruppo opera. Si conferma in crescita la regione ACEER (+3,2%), prevalentemente nel business abitazione, la Francia (+2,3%), grazie alle politiche tariffarie, la Germania (+1,5%) – per lo sviluppo registrato nelle linee Global Corporate & Commercial – e Europ Assistance (+12,8%), in particolare nei mercati maturi per effetto dello sviluppo dell’assicurazione viaggi e assistenza auto. L’Italia registra invece una flessione dell’1,6%, derivante dall’andamento delle linee Global Corporate & Commercial a seguito della focalizzazione sulla profittabilità; positivo il terzo trimestre dell’anno grazie alla ripresa delle linee infortuni e malattia.

Per quanto concerne la performance economica, il risultato operativo si attesta a 3,61 miliardi di Euro, evidenziando una crescita del 3,9% grazie al contributo di tutti i segmenti di attività. Positivo il risultato operativo Vita (+3,3%), che riflette principalmente il miglioramento della performance tecnica al netto delle spese di gestione assicurativa, grazie all’accelerazione nel terzo trimestre.

In aumento anche la performance operativa Danni (+2,1%): positivo il contributo del risultato tecnico, grazie al calo di 0,3 p.p. del combined ratio che si conferma su eccellenti livelli (92,8%), per effetto del miglioramento della sinistralità corrente non catastrofale. Sul periodo hanno impattato circa 215 milioni di Euro di sinistri catastrofali (per complessivi 1,5 p.p.) che hanno colpito principalmente Italia, Francia e Germania. Nei primi nove mesi si è inoltre registrato un maggior impatto di grandi sinistri artificiali per circa 90 milioni di Euro, concentrati prevalentemente nel terzo trimestre nelle linee Global Corporate & Commercial.

Positivo, infine, l’andamento del segmento Holding e altre attività, grazie in particolare al favorevole sviluppo delle attività di Investments, Asset & Wealth Management. Lieve aumento dei costi di Holding a seguito di nuove attività di sviluppo.

In netta crescita l’utile netto di Gruppo, che si attesta oltre quota 1,85 miliardi di Euro, con un incremento del 26,8% che riflette una serie di fattori, tra cui il miglioramento del risultato non operativo e il risultato delle attività cessate (Belgio, Generali Leben, Guernsey e Irlanda).

Il patrimonio netto di Gruppo si attesta a 23,26 miliardi di Euro, in calo del 7,2% rispetto a fine 2017. La variazione, spiegano da Generali, è ascrivibile al risultato del periodo di pertinenza del Gruppo, più che compensato sia dall’erogazione del dividendo, (1,33 miliardi), sia dalla riduzione della riserva per utili attribuibili alle attività finanziarie disponibili per la vendita (2,03 miliardi), derivante dall’andamento dei titoli obbligazionari a seguito dell’ampliamento degli spread.

Gli asset under management gestiti per conto terzi registrano un aumento del 4,7%, in particolare grazie alla performance in Cina e di Banca Generali.

Nonostante la volatilità dei mercati finanziari, il Gruppo mantiene una solida posizione di capitale: il Preliminary Regulatory Solvency Ratio – che rappresenta la visione regolamentare del capitale del Gruppo – è pari al 200%, in discesa di 7 punti percentuali rispetto a fine 2017. Calo leggermente più marcato (-9 p.p. al 221%) per l’Economic Solvency Ratio, che rappresenta la visione economica del capitale. Per entrambi gli indicatori la diminuzione è stata determinata principalmente dall’aumento dello spread sui titoli governativi italiani, “solo parzialmente compensato dalla solida performance industriale della generazione normalizzata di capitale di Gruppo”.

“Prosegue il miglioramento evidenziato nella prima parte dell’anno, con ottimi risultati per quanto riguarda le performance tecniche sia Danni, confermati da un eccellente combined ratio, sia Vita, con una raccolta netta nuovamente in crescita e una marginalità sul new business in aumento sui 9 mesi dello scorso anno – ha affermato il direttore finanziario del gruppo Generali, Cristiano Borean . Positivo inoltre lo sviluppo dell’area Investments, Asset & Wealth Management, anche grazie alla strategia multiboutique che stiamo eseguendo con determinazione e in linea con gli obiettivi annunciati. Si conferma la solidità della posizione di capitale, dato ancora più significativo alla luce della volatilità dei mercati finanziari registrata nell’anno, che testimonia la nostra capacità di gestire efficacemente scenari di incertezza. Forti di questi risultati, siamo pronti a presentare il nuovo piano industriale triennale, incentrato sull’ulteriore crescita, la trasformazione e la creazione di valore sostenibile per tutti i nostri stakeholder”.

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