Generali Italia: Il gran giorno di Donnet

Philippe Donnet (2) HP Imc

Al via lunedì 3 il sistema informatico che assorbe buona parte dei 300 mln di investimenti stanziati. Mentre si è chiuso il primo road show della compagnia. Obiettivo: tenere dritta la barra dei dividendi

Philippe Donnet (2) ImcLa prova del fuoco è prevista lunedì 3 marzo, quando il nuovo sistema informatico di Generali Italia verrà acceso per 20 agenzie di Augusta AssicurazioniOra, insomma, si fa sul serio e dopo i progetti pilota dei mesi scorsi è arrivato il momento di verificare sul campo che tutto funzioni per il meglio. Una riorganizzazione informatica su cui Generali Italia, dallo scorso ottobre affidata alla guida di Philippe Donnet (nella foto), ha puntato molto. Più della metà dei 300 milioni stanziati per l’Italia dal gruppo Generali per il prossimo triennio servono proprio a mettere a punto il nuovo sistema, partendo dalla piattaforma di Generali Assicurazioni, rivista e aggiornata, per consentire in prospettiva alla rete di utilizzare tutte le potenzialità del digitale, incassando per esempio i premi per via telematica. Un’innovazione che sarà estesa gradualmente alle altre quattro compagnie confluite dallo scorso gennaio in Generali Italia.

Lunedì si parte appunto con 20 uffici e a breve sarà integrata l’intera rete Augusta (poco meno di un centinaio di agenzie). Poi sarà la volta di Toro, Lloyd Italico e Ina Assitalia, che entreranno tutte nel nuovo sistema entro l’anno, ma solo per l’attività del ramo Auto e il Vita. Per collegare anche la produzione Danni diversa dall’Rc Auto bisognerà infatti attendere la fine del 2015. Un progetto riorganizzativo ambizioso quello di Generali Italia, soprattutto per quanto riguarda la tempistica visto che il piano prevede il completamento dell’integrazione nel giro di due anni, a inizio 2016, se non addirittura a fine 2015. Mentre fusioni di questo genere realizzate in passato nel mercato assicurative italiano sono rimaste aperte per anni. Nel caso delle attività italiane di Generali non c’è da semplificare solo i marchi, che da nove sono diventati tre, anche se è stato concesso un periodo di co-branding (Alleanza e la compagnia diretta Genertel restano separate).

Sono stati messi insieme 2.643 agenti, oltre a 10.500 collaboratori e 2.500 dipendenti che distribuiscono polizze Vita. Una rete enorme che dovrà lavorare fianco a fianco mentre fino a oggi società come Ina e Generali si sono spesso considerati concorrenti anche se all’interno dello stesso gruppo. Non solo. Sommando tutti i prodotti a disposizione delle varie reti di vendita si arrivava a ben 273 polizze, ridotte a 78 dopo un duro lavoro di semplificazione.

Anche in questo caso buona parte dei prodotti è stata mutuata da Generali Assicurazioni, ma sono state messe a fattor comune anche le esperienze delle altre società del gruppo. La tariffa Rc Auto unificata per tutte le reti di Generali Italia è stata messa a punto, per esempio, il primo gennaio scorso, e le varie agenzie l’avranno a disposizione man mano che otterranno accesso al nuovo sistema informatico. Ma con gradualità, per evitare scossoni che possano avere conseguenze negative sugli agenti e ovviamente sugli oltre 10 mila clienti di Generali Italia.

Una tabella di marcia che in ogni caso appare serrata che è stata illustrata alla rete dai manager della società che hanno appena concluso il loro prima road show. Nove tappe del tour che hanno coinvolto quasi 4mila partecipanti tra agenti e produttori dipendenti, riunendoli in quattro piazze: le tre sedi dei poli specialistici di Torino, Mogliano Veneto e Roma, oltre a Milano. Incontri cui hanno preso parte tutti i manager della prima linea di Generali Italia, come il responsabile della distribuzione, Bruno Scaroni, ma anche Manlio Lostuzzi (Cio), responsabile assicurativo, Marco Sesana (Coo), ex McKinsey chiamato da Greco per occuparsi proprio dello sviluppo del nuovo sistema informatico, e Davide Passero, che in Generali Italia si occupa del marketing strategico, oltre ad essere amministratore delegato di Genertel. Tutti insieme per dare un segnale positivo alla rete di vendita per ricordare che è proprio questa l’asset più importante di Generali Italia e che la compagnia ha tutte le intenzioni di preservarlo. Anzi, a sorpresa, tra gli obiettivi indicati durante gli incontri dal management c’è addirittura l’annuncio di una campagna di reclutamento di 150 subagenti sul tutto il territorio. Il momento non è certo dei più favorevoli per le reti di vendita assicurative considerando la contrazione dei profitti che gli agenti stanno registrando negli ultimi anni nel mercato, a causa per esempio del calo delle tariffe Rc Auto che spesso rappresentano ancora la parte preponderante dei loro portafogli.

Per Generali Italia, come più in generale per tutto il settore assicurativo, c’è bisogno di mettere appunto nuovi modelli distributivi che stiano a passo con i tempi. Sul fronte della raccolta Vita, per esempio, le compagnie sono chiamate a fare i conti con tassi d’interesse ai minimi storici, che non consentono più di collocare a mani basse gestioni separate come fatto in passato.

Prodotti che finora sono stati semplici da vendere grazie a rendimenti garantiti che arrivavano al 4%. Come nel caso di Gesav, la gestione delle Generali, tra le più grandi del mercato. C’è quindi bisogno di nuovi prodotti che riducano l’assorbimento di capitale per le imprese e aumentino la qualità del servizio al cliente.

Una sfida che vale anche per Generali Italia che, come annunciato dai manager nel corso del road show, nel 2014 vuole puntare «su un nuovo modo di investire, che coniughi protezione e opportunità globali» scommettendo in particolare sulla polizza Valore Futuro, e la compagnia ha anche annunciato il lancio, a breve di una nuova polizza Vita semplificata, senza visita medica, ad un costo di soli 6 euro al mese. Scommesse che puntato ad un traguardo ben definito per Generali Italia: raggiungere anche quest’anno gli stessi obiettivi toccati nel 2013 in termini di dividendi all’azionista, nonostante l’impegno profuso per la nascita e il decollo di Generali Italia. Ovvero far in modo che la nuova compagnia, che rappresenta il 30% del fatturato del gruppo, continui a produrre il 40% di utile.

Autore: Anna Messia – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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2 Comments

  1. Col Sabbion said:

    Si la rete e’ l’asset più importante, bisogna preservarlo…..Da bambini tutti noi abbiamo ascoltato quella favoletta di quel contadino che per risparmiare cercava di abituare il suo asino a non mangiare.
    Il contadino man mano che passavano i giorni era sempre più contento, perchè i suoi risparmi aumentavano a fronte del minor consumo di cibo del suo asino.
    Visto che l’operazione continuava a dare i suoi effetti positivi il contadino arrivò quindi a cessare prorio di nutrire l’asino.
    La cosa andò avanti per un po’ di giorni. Fatto sta che un bel mattino il contadino trovò l’asino per terra, morto.
    Si disperò piangendo e dicendo: “Proprio quando lo avevo abituato a non mangiare, il mio asino è morto! Che sfortuna…”

  2. generali italia said:

    Si legge in modi diversi ma si traduce nello stesso modo, perchè non si parla mai delle conseguenza di certe ‘operazioni’
    sull’ occupazione, in toto, senza dimenticare società di servizio e consulenti ?
    Si legge riorganizzazione, si traduce tagli, sono curioso di vedere tra qualche anno le sedi di Genova, Torino, Roma che fine avranno fatto e assieme a loro le persone che lavorano nel settore informatico.
    Continuate pure con le ‘razionalizzazioni’ e i traslochi delle produzioni, quando rimarremo quasi tutti a casa senza lavoro, e Voi avrete incrementato a dismisura i vostri profitti, magari arriverà anche una bella rivoluzione.

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