Generali, le mosse di Axa e Allianz che hanno fatto scattare l’allarme

Generali - Sede di Trieste (Foto Massimo Goina) Imc

Generali - Sede di Trieste (Foto Massimo Goina) Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

L’interessamento francese e la disponibilità di Monaco a entrare nella partita. Di certo c’è solo che il titolo del Leone è balzato del 27% dal 2 agosto scorso e che il governo italiano più volte si è fatto portatore di timori

Sono voci che non hanno mai trovato conferma, anzi ufficialmente sono sempre state smentite in maniera netta. Eppure su quelle voci e sui rumor ancora più recenti è nata un’operazione senza precedenti per le Generali (nella foto, di Massimo Goina, la sede di Trieste): una mossa difensiva che l’ha portata a mettere sul piatto in poco meno di ventiquattro ore 1,2 miliardi di euro, questo il controvalore potenziale dell’operazione se portata a compimento, per frenare la possibile avanzata di una banca italiana nel capitale del Leone. Stiamo parlando del 3% di Intesa Sanpaolo raccolto dalla compagnia per far fronte ai rumor che volevano l’istituto schierato in prima linea a difendere l’italianità di Trieste. Italianità messa in discussione da indiscrezioni che fin da giugno scorso hanno eletto le Generali quali preda più ambita del settore assicurativo con Axa e Allianz pronte a spartirsi i pezzi più pregiati della compagnia di Trieste. Fantasie? Voci nutrite ad arte? Difficile dirlo. Di certo c’è solo che il titolo del Leone è balzato del 27% dal 2 agosto scorso e che il governo italiano più volte si è fatto portatore di timori rispetto al destino della compagnia.

Una preoccupazione in parte legata alle voci di una possibile sortita straniera ma in parte anche alimentata dalla conformazione stessa della catena che controlla il gruppo assicurativo. Oggi il pacchetto chiave delle Generali è in mano a Mediobanca che possiede il 13% del capitale. Allo stesso modo, soci cruciali di Piazzetta Cuccia sono Vincent Bolloré e UniCredit che assieme valgono poco più del 16% del capitale ma il 51,3% del patto che governa l’istituto. E UniCredit ha in agenda un aumento di capitale talmente rotondo da far immaginare che il suo assetto azionario uscirà completamente mutato dall’iniezione di liquidità. Un aspetto, quest’ultimo, che abbinato allo spettro di una possibile avanzata transalpina piuttosto che tedesca avrebbe smosso le acque sollecitando un’alzata di scudi.

Alzata che, per certi aspetti, in ambienti romani veniva auspicata da tempo. Non foss’altro perché le dimensioni degli altri assicuratori sono tali da rendere sulla carta difficile qualsiasi mossa difensiva organizzata all’ultimo momento. Bastano tre cifre per comprendere meglio e sono quelle relative alla capitalizzazione dei soggetti in campo: Generali vale 22,23 miliardi, Axa 55,3 e Allianz 72 miliardi.

Le prime indiscrezioni rispetto a una possibile mossa di Axa sono iniziate a circolare a fine luglio. Voci poi smentite nei mesi successivi dal vertice del gruppo francese con il nuovo ceo, Thomas Buberl, che sottolineava come ci fosse solo 1 miliardo di risorse destinate alla crescita per linee esterne di Axa. Eppure in ambienti finanziari, e nonostante lo scetticismo di analisti e investitori, quella voce non si è mai sopita. Tanto che qualcuno assicura che a settembre l’affondo fosse pronto per essere lanciato. Poi qualcosa si deve essere inceppato e in quel meccanismo si sarebbe inserito Allianz. Risulta che il colosso tedesco non appena intercettati i rumor di manovre francesi abbia fatto chiaramente sapere di essere disposto a giocare la partita. Magari per assicurarsi qualche asset di pregio del Leone di Trieste. Possibile? In autunno sono circolate nuove indiscrezioni che volevano il gruppo guidato da Oliver Baete pronto a rilevare Generali France. Non si capisce se con un’offerta formale o semplicemente facendo presente che la compagnia era disposta a sedersi a un tavolo per trattare la valorizzazione dell’asset. A fine novembre, in ogni caso, a valle dell’investor Day il ceo Philippe Donnet aveva fatto intendere che Generali non era in alcun modo intenzionata a vendere la controllata transalpina. E peraltro, giusto ieri Monaco si è detta «sorpresa» delle voci circa un suo interesse per le Generali. Insomma, una moltitudine di rumor culminata nell’operazione, al quanto agguerrita, fatta ieri dalle Generali.

Se si guarda a ritroso la storia del settore assicurativo europeo non si trovano vicende simili se non la storica Opa di Allianz su Agf che aveva poi coinvolto anche le Generali e Axa. La compagnia, un colosso, fu poi spacchettata e Trieste e Parigi parteciparono alla successiva spartizione degli asset.

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