Generali riempie la casella Asia

Generali - Leone alato (2) Imc

Generali - Leone alato (2) Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

Con Leonardi il Leone ha ancora una volta pescato tra le fila di Axa, come già fatto con de Courtois. La guida del business nell’area era scoperta dalla partenza di Howell per Zurich. Nel 2020 dalla regione il 28% del new business. Pellicioli (De Agostini): bene Donnet

C’è voluto qualche mese ma alla fine Generali Assicurazioni ha risistemato il vertice dell’Asia, pescando ancora una volta dalla concorrente francese Axa. Il nuovo responsabile in Asia di Generali è Roberto Leonardi, a capo di Axa Asia dal 2014, quando nell’assicurazione francese lavorava ancora Frédéric de Courtois, che dal 2007, dopo altri incarichi nel gruppo, era stato nominato ceo di Axa Italia. Si tratta di una poltrona cruciali per il gruppo visto che, come annunciato a inizio anno dallo stesso de Courtois, ceo della Global Business Lines & International di Generali, nel 2020 è previsto che l’Asia generi il 28% del nuovo business del gruppo assicurativo triestino, e tra 15 anni la Cina potrebbe essere sede della compagnia più grande del gruppo. Insomma le prospettive di crescita dei Paesi asiatici sono enormi e per trovare i manager giusti cui affidare il compito dell’impegnativo sviluppo, de Courtois ha scelto di reclutare tra le fila di Axa, facendo affidamento sulla conoscenza diretta dei colleghi con i quali ha già lavorato in passato.

Un po’ come era successo con lo stesso group ceo di Generali, Philippe Donnet, che lo scorso settembre aveva chiamato de Courtois in Generali per affidargli un ruolo decisamente importante (e includerlo nel Group management committee) dopo averlo conosciuto durante la comune esperienza in Axa. E a sua volta Leonardi, che nel suo nuovo incarico assunto ad Hong Kong risponde direttamente a de Courtois, nelle scorse settimana, ha chiamato come nuovo responsabile dell’area Danni Retail in Asia Fabrice Benard, che prima del suo arrivo in Generali aveva lavorato per Axa a Dubai ma era passato anche per Axa Italia e Axa Mps. Già oggi l’Asia ha un peso importante per Generali: in tre anni, dal 2013 a oggi, i premi sono raddoppiati da 1 a 2 miliardi. Dieci mercati su cui pesa in particolare la Cina, dove lo sviluppo è stato repentino grazie alla partnership con il colosso petrolifero China National Petroleum Corporation.

La poltrona di responsabile di Generali in Asia era vacante dallo scorso settembre. Da quando, in particolare, l’ex group ceo di Generali, Mario Greco, ora al comando di Zurich, aveva deciso di portare con sé nella compagnia elvetica Jack Howell, che lui stesso aveva scelto per affidargli il timone di Generali Asia. Un’eccezione alla promessa fatta da Greco di non richiamare manager Generali una volta approdato a Zurigo, che evidentemente aveva spiazzato Trieste. Ora la squadra è di nuovo completa.

Ieri intanto Lorenzo Pellicioli, ad del gruppo De Agostini (che detiene l’1,7% della compagnia), e membro del cda del Leone, ha espresso un giudizio molto positivo sulla gestione del gruppo firmata Donnet: «Il fatto che si sia concentrato sull’efficienza dell’organizzazione, la concentrazione sui mercati importanti, e il disinvestimento delle posizioni minori mostra che c’è visione strategica, competenza tecnica e completezza manageriale», ha concluso Pellicioli aggiungendo, riguardo a possibili m&a dopo la ritirata di Intesa, che Generali non ha nessun obbligo né di essere preda né di essere predatore. E sull’eventualità di chiedere all’assemblea una delega per un rafforzamento patrimoniale (come fatto da Zurich) ha detto di trovare «che questa forma delle deleghe per l’aumento di capitale sia un’aberrazione autoreferenziale dei ceo».

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