Generali, stabili risultato operativo e volume premi dopo il terzo trimestre 2017

Generali - Ingresso Imc

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Il gruppo assicurativo chiude il periodo intermedio con l’utile operativo in linea con gli obiettivi di piano a 3,6 miliardi di Euro. Nonostante maggiori sinistri catastrofali per 70 milioni di Euro, il combined ratio sale solo di 0,7 punti percentuali a 93%. Indicatori di redditività positivi anche nel Vita, dove il margine della nuova produzione sale di 1,6 p.p. al 4,2%. I premi ammontano a 51,6 miliardi di Euro, con andamenti contrastanti per Danni (+1,4% a 15,57 miliardi) e Vita (-0,7% a 36,07 miliardi). L’utile netto risente della cessione delle attività olandesi, flettendo del 9,9% a 1,46 miliardi, ma il dato è superiore alle attese medie degli analisti. Il Gruppo ha inoltre rafforzato la posizione di capitale con il Regulatory Solvency Ratio che sale di 17 p.p. a 195% e l’Economic Solvency Ratio in crescita di 21 p.p. a 215%

Il CdA di Assicurazioni Generali ha approvato le informazioni finanziarie intermedie al 30 settembre 2017. Nel corso dei primi nove mesi dell’anno i premi complessivi del Gruppo, pari a 51,64 miliardi di Euro, sono stabili rispetto allo scorso anno grazie alla crescita osservata proprio nel corso del terzo trimestre.

Con riferimento ai segmenti di attività, il Vita evidenzia infatti un recupero rispetto al semestre, pur registrando a fine settembre ancora una flessione (-0,7%), derivante dal prosieguo della politica di sottoscrizione maggiormente selettiva nei prodotti risparmio, la cui emissione flette del 13,5% soprattutto in Italia, Germania e Francia. Per effetto della politica di ribilanciamento “verso prodotti che presentano migliori caratteristiche in termini di ritorno rispetto al rischio”, risultano invece in aumento le polizze puro rischio e malattia (+6,6%) e i prodotti unit-linked (+27,3%), con indicatori in crescita in tutti paesi di operatività del Gruppo, in particolarenel nostro Paese. La raccolta netta, ad oltre 8,2 miliardi di Euro, registra un calo del 18,9% proprio in virtù “dell’esecuzione degli obiettivi strategici di concentrare le vendite su prodotti ad elevata marginalità”.

Sono invece in aumento i premi del segmento Danni (+1,4%), grazie al positivo andamento di entrambi i settori di attività. L’Auto cresce del 3,2% grazie alla crescita in Germania (+4%), nei paesi dell’Europa Centro-orientale (+4,6%), in Spagna (+4,6%) e nelle Americhe (+31,3%); i volumi nel nostro Paese sono in calo del 4,6% a seguito della contrazione del premio medio e del portafoglio. In aumento anche il non-Auto (+0,7%) che vede sostanzialmente stabili la Francia e la Germania, mentre l’Italia flette del 5,1%, principalmente per il calo della raccolta delle linee Global Corporate & Commercial.

Per quanto riguarda gli ulteriori indicatori Vita, la nuova produzione si attesta a 32,14 miliardi di Euro, in calo dell’1,5%, con un valore che invece sale a 1,34 miliardi, registrando un notevole miglioramento (+56,7%) rispetto ai primi nove mesi del 2016. Le azioni del Gruppo mirate alla selettività nella sottoscrizione ed al ribilanciamento dell’offerta hanno spinto la redditività del comparto, con un margine che sale di 1,6 punti percentuali al 4,2%.

Per quanto concerne la performance economica, il risultato operativo di Gruppo è stabile a 3,62 miliardi di Euro, soprattutto grazie all’andamento del segmento Holding e altre attività, legato in particolare alla performance di Banca Generali e al contenimento dei costi operativi (-10,7%). In flessione, invece, sia il segmento Vita (-1,6%) – che riflette la performance tecnica al netto delle spese di gestione assicurativa – sia il segmento Danni (-4,9%), che comprende sinistri catastrofali per circa 260 milioni di Euro, tra cui i recenti uragani statunitensi di agosto e settembre e le tempeste che si sono abbattute nell’Europa centrale in luglio e agosto. L’impatto sulla redditività del comparto è stato pari ad 1,8 p.p., con il combined ratio che si è tuttavia mantenuto su livelli di eccellenza (+0,7 p.p. a 93%).

L’utile netto di Gruppo ha invece segnato una flessione del 9,9% a 1,46 miliardi di Euro. Il dato, superiore alle attese medie degli analisti, risente però della cessione delle attività olandesi, con un impatto negativo per 253 milioni.

La redditività a conto economico degli investimenti si attesta al 2,5% (contro il 2,6% a fine settembre 2016) principalmente a causa dell’impatto del perdurante contesto di bassi tassi d’interesse sulla redditività corrente, pari al 2,3% (2,4% al 30 settembre 2016).

Il patrimonio netto di Gruppo si conferma solido a 24,21 miliardi di Euro, pur se in flessione dell’1,4%. La variazione negativa, evidenzia il Leone di Trieste nella nota di presentazione dei risultati, è collegata al risultato del periodo di pertinenza del Gruppo. Gli Asset under management di terzi registrano un aumento del 13,2%, principalmente grazie all’ottima performance di Banca Generali.

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, infine, il Preliminary Regulatory Solvency Ratio – che rappresenta la visione regolamentare del capitale del Gruppo – è pari a 195%, in crescita di 17 p.p. rispetto a fine 2016. In rafforzamento anche l’Economic Solvency Ratio, che rappresenta la visione economica del capitale di Gruppo, che sale di 21 p.p. a 215%. L’aumento, segnala Generali, è dovuto “alla generazione normalizzata di capitale, al netto del dividendo di competenza e all’andamento positivo dei mercati finanziari”.

“I risultati dei primi nove mesi – ha commentato il direttore finanziario di Gruppo, Luigi Lubelliconfermano l’ottimo andamento della nostra performance. Il business continua a crescere grazie all’esecuzione della nostra strategia determinando: l’aumento dei premi Danni, in particolare nel ramo Auto; la significativa raccolta netta del Vita, ai vertici in Europa a 8,2 miliardi di Euro, grazie principalmente ai prodotti unit-linked e Protection; il forte aumento negli asset under management di terzi, superiore al 13%. La ricerca continua dell’eccellenza tecnica è evidenziata dall’ottimo combined ratio (nonostante l’aumento dei sinistri catastrofali) e dalla notevole crescita della marginalità della nuova produzione Vita. La riduzione dei costi, le minori svalutazioni e la diminuzione del costo del debito finanziario completano il quadro della nostra performance del periodo. L’utile netto al lordo delle attività operative cessate cresce del 7,2% e sottolinea il solido livello della nostra redditività ricorrente”.

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