Generali, un Leone digitale: «Così le tariffe scenderanno»

Assicurazioni - Digitalizzazione - Tecnologia Imc

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(di Stefano Righi – Corriere Economia)

Parla Valter Trevisani, responsabile delle polizze di tutto il gruppo: «L’acquisizione di MyDrive darà benefìci concreti. Non solo nell’auto. A primavera la tecnologia disponibile per tutte le compagnie di Trieste»

L’uomo che sta cercando di togliere un po’ di polvere dal business delle Assicurazioni Generali, portando il Leone di Trieste sul terreno della rivoluzione digitale in atto, al fine di cogliere le opportunità che questa offre, è un solido udinese di 53 anni che ha navigato ogni mare.

Valter Trevisani siede oggi nell’ufficio che fu occupato dall’allora amministratore delegato Sergio Balbinot, in piazza Cordusio a Milano. Ed è un’occasione vederlo seduto, perché da quando entrò nella compagnia, era il primo dicembre 1988, Trevisani non è mai stato fermo: per Trieste ha lavorato in 57 Paesi del mondo ed è arrivato ad occuparsi contemporaneamente di 46 diversi territori, dall’Est Europa alla Cina. C’era lui dietro l’accordo del 2002 con la China National Petroleum Corporation, che fece di Generali il primo operatore del Ramo Vita nel Celeste impero. E sempre lui guidò l’accordo con il ceco Peter Kellner per Ppf. Per lavoro ha imparato ad apprezzare il fascino delle nuove sfide, ma coltiva il vizio della memoria. «Bisogna guardare avanti per vivere la vita — dice Trevisani a Corriere Economiama bisogna guardare indietro per capirla». Ha cominciato presto a uscire di casa. Per uno nato e legatissimo a Udine, capitale della Piccola patria, andare a studiare a Trieste è stata come la prima esperienza all’«estero».

Doveva ancora laurearsi in Economia e Commercio che vinse una borsa di studio alla Ferrari di Maranello. «Fu un sogno – ricorda – ebbi anche il privilegio di stringere la mano al commendator Ferrari». Tornato a Trieste concluse gli studi e, subito dopo, mise piede al Credito Italiano. Pochi mesi, poi la chiamata del Leone. «Le Generali mi conquistarono per la loro apertura internazionale, la capacità di vivere una dimensione globale partendo da una realtà solidamente italiana. È stata una scelta di cui non mi sono mai pentito. E ho trovato in giro per il mondo tracce di una storia affascinante: solo nell’Est Europa fino alla Seconda guerra mondiale, Generali era presente con 14 compagnie in dieci mercati. Ben 186 immobili in questi territori portavano le insegne — e in diversi casi portano ancora — della compagnia. Vi assicuro, ritrovarli è stata un’emozione».

Sulle orme di Kafka, Trevisani ha trascorso una vita professionale, divenendo il responsabile di tutte le attività assicurative e riassicurative del gruppo al di fuori dei confini italiani. Poi, con l’arrivo di Mario Greco, a metà del 2012, al suo puzzle di responsabilità, già molto ampio, si unisce l’ultimo tassello, il mercato domestico delle Generali, e lui diviene Group Head of Insurance and Reinsurance.

La svolta con Greco

«All’arrivo di Greco — spiega Trevisani — la compagnia si è trovata ad operare in un contesto economico caratterizzato da tassi in forte riduzione e da un’ elevata volatilità sui mercati finanziari. Venendo meno alcuni parametri che avevano caratterizzato l’operatività degli anni passati, si è rimodulato la nostra attività puntando su due aspetti: eccellenza tecnica e focus sul core business assicurativo per arrivare a una maggiore redditività tecnica del nostro portafoglio». Focus sui numeri e grande attenzione al digitale. Il futuro (anche delle assicurazioni) è lì. E per dare sostanza alle parole le Generali hanno fatto shopping, acquisendo la londinese MyDrive Solutions, azienda fondata nel 2010 che si occupa di analisi dei dati, finalizzati alla profilazione degli stili di guida. L’idea è semplice, ma la realizzazione richiede una architettura complessa: dall’analisi delle abitudini di guida si può meglio stabilire il profilo di rischio dell’assicurato. Un risultato che già le esistenti scatole nere riuscivano, in parte, a raggiungere. MyDrive permette una raccolta di dati estremamente più ampia e in tempo reale e, dalla primavera del 2016, sarà disponibile per tutte le compagnie del gruppo.

«L’algoritmo di MyDrive — spiega Trevisani — fornisce una serie di dati che consentono di integrare le tradizionali garanzie della Rc auto con servizi addizionali, che vanno dalle previsioni meteo alle condizioni del traffico, traendo dalle abitudini di guida dei clienti indicazioni utili alla prevenzione e che consentono una sofisticazione del prezzo, che diventa in questo modo taylor made , modellato sulle esigenze del singolo assicurato».

Algoritmi

L’algoritmo combina 72 diversi parametri e da un lato consente di modellare le tecniche di prevenzione, dall’altro permette una maggiore graduazione del rischio. Con un effetto benefico a livello tariffario per il cliente e un minor costo medio del sinistro a carico della compagnia. «Gli anni a venire — sottolinea Trevisani — saranno caratterizzati da una trasformazione importante, ovvero l’impiego dei dati nei processi decisionali. L’Italia, in questo settore, è all’avanguardia, nella telematica è il secondo Paese al mondo dopo gli Stati Uniti. Nei prossimi tre anni mi attendo che le auto propongano come primo equipaggiamento la scatola nera e allora inevitabilmente la creazione di valore sarà sempre più legata al grado di sofisticazione dell’offerta». La polvere sta scivolando via.

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