Generali, utili in calo (ma superiori alle attese degli analisti) nella semestrale 2016

Generali - Ingresso Imc

Generali - Ingresso Imc

La performance finanziaria del Leone di Trieste continua a risentire dei mercati volatili e dei tassi ai minimi: premi a quota 37 miliardi di Euro (-2,1%): cresce il Danni (+1,3%) mentre il segmento Vita (-3,5%) è ancora influenzato dalla volatilità dei mercati azionari. Combined ratio in miglioramento a 92,3% (-0,3 p.p.). Il risultato operativo scende a 2,5 miliardi (-10,5%; le previsioni medie degli analisti erano attestate a 2,3 miliardi) e l’utile netto segna una flessione del 9,9% a 1,2 miliardi (contro una previsione media a 1,12 miliardi) per maggiori svalutazioni e minori profitti di realizzo “frutto di una politica di gestione in linea con la strategia di preservare la futura redditività in presenza delle attuali condizioni avverse dei mercati finanziari”. In calo (ma su livelli solidi) anche la posizione di capitale con l’Economic Solvency Ratio a 188% (-14 p.p.) e il Regulatory Solvency Ratio a 161% (-10 p.p.)

Il CdA di Assicurazioni Generali ha approvato la scorsa settimana i risultati consolidati al 30 giugno 2016. I risultati complessivi del Gruppo sono stati definiti “solidi” e le performance, secondo il Leone di Trieste, “testimoniano l’efficacia del modello di business in un contesto macroeconomico e politico ancora più incerto, caratterizzato dalla volatilità dei mercati finanziari, da tassi d’interesse ai minimi storici e aggravato dai sinistri catastrofali di maggio e giugno in Europa”.

Sono risultate in crescita le performance tecniche di entrambi i segmenti: nel Danni il combined ratio migliora a 92,3% (-0,3 p.p.) e nel Vita il margine tecnico, al netto delle spese di gestione assicurativa, aumenta del 49%. Nonostante la minore redditività finanziaria conseguente alla volatilità dei mercati e all’attuale contesto di bassi tassi di interesse, il Gruppo ha mantenuto “ad ottimi livelli” la propria redditività operativa: l’operating RoE (Return on Equity, indice di redditività del capitale proprio) annualizzato è pari al 12,9%.

I premi complessivi del Gruppo hanno segnato una flessione del 2,1% a 37 miliardi di Euro (-2,1% rispetto ai 38,2 miliardi dei primi sei mesi 2015). La raccolta Danni ha evidenziato una ripresa (+1,3% a 11,1 miliardi) grazie all’andamento del settore Auto (+2,3%); in calo il Vita (-3,5% a 25,8 miliardi), che ha risentito “dell’attuale contesto dei mercati finanziari e del confronto con un primo semestre 2015 particolarmente favorevole”. La raccolta netta vita supera i 7,5 miliardi di Euro, seppur in flessione del 7,3% a seguito del citato calo dei premi “e del proseguimento della politica di gestione attiva del portafoglio al fine di incrementarne la profittabilità in alcuni paesi del Gruppo”.

Il risultato operativo si è attestato a 2,49 miliardi di Euro, in calo del 10,5% rispetto alla semestrale 2015 ma superiore alle attrese medie degli analisti (2,3 miliardi). Secondo quanto evidenzia il Gruppo, nonostante il miglioramento delle performance tecniche sia Vita che Danni, la flessione deriva “dalla performance finanziaria che ha risentito dell’attuale contesto di bassi tassi di interesse, dalle maggiori svalutazioni operate nel secondo trimestre per effetto dell’andamento dei mercati azionari e dall’applicazione di una prudenziale politica che prevede un minore contributo dei profitti di realizzo”. Questa politica, concentrata soprattutto nel comparto obbligazionario, “è volta a sostenere i rendimenti futuri dei propri investimenti, a fronte del protrarsi delle avverse condizioni sui mercati azionari nel primo semestre 2016, rispetto al favorevole andamento nel 2015”. Sul calo del risultato operativo pesa inoltre la contrazione del segmento Holding e altre attività che riflette il minor contributo della gestione finanziaria di Banca Generali motivata dal negativo andamento dei mercati, dai minori profitti netti di realizzo nel settore immobiliare e del private equity. Anche la performance non operativa, che passa da -484 milioni a -620 milioni, risente dell’andamento dei mercati finanziari. Gli andamenti operativi e non operativi si sono riflessi di conseguenza anche sull’utile netto, che si attesta a 1,18 miliardi, in calo del 9,9% (ma con un risultato superiore alle attese medie degli analisti di 1,12 miliardi).

Come anticipato, i premi Vita del primo semestre 2016 ammontano a 25,82 miliardi di Euro, in calo del 3,5% a seguito della contrazione dei premi della linea unit linked (-19,9%), ancora condizionata dalla volatilità dei mercati azionari. Positivo invece l’andamento registrato dai prodotti risparmio (+2,9%) e dalla linea puro rischio e malattia (+0,4%). La nuova produzione in termini di APE (Annual Premium Equivalent, la base premi utilizzata nel calcolo del valore della nuova produzione vita) si attesta a 2,57 miliardi (-4,5% rispetto ai 2,71 miliardi della semestrale 2015) in recupero rispetto al trimestre precedente, per effetto della buona produzione a livello di premi annui; i premi unici flettono del 9,1%, con un ulteriore calo nel secondo trimestre in quasi tutte le aree ad eccezione dell’Asia. Nonostante la riduzione degli APE, il valore della nuova produzione (NBV) segna un deciso miglioramento (+38,4%) attestandosi a 656 milioni. Conseguentemente alle azioni del management rivolte a migliorare la profittabilità, “tra cui l’efficace ricalibrazione delle garanzie”, la redditività (NBM, il margine sulla nuova produzione) segna una crescita di 7,9 p.p. a 25,5%, beneficiando anche dell’andamento dei tassi d’interesse e della volatilità rispetto al corrispettivo semestre del 2015. Il risultato operativo del segmento cala del 3,5% a 1,65 miliardi, influenzato anche dall’attuale complesso contesto dei mercati finanziari.

I premi del segmento danni aumentano a 11,13 miliardi (+1,3%) per effetto della citata ripresa del ramo Auto (+2,3%) e di una raccolta stabile del settore Non Auto (+0,1%). Nonostante un risultato tecnico in crescita, derivante da un ulteriore miglioramento del combined ratio a 92,3%, il risultato operativo complessivo del segmento a € 1.042 mln (-5,6% a 1,04 miliardi) risente del calo del risultato degli investimenti e delle altre componenti operative “che comprendono anche i maggiori costi delle brand royalties riconosciute alla Capogruppo a partire dal quarto trimestre dello scorso anno per l’attività di marketing e valorizzazione del marchio”.

Il patrimonio netto di Gruppo al 30 giugno si conferma solido a 24,56 miliardi di Euro (+4,2% rispetto ai 23,565 miliardi di fine 2015), beneficiando sia dell’utile del periodo che del positivo andamento del valore su attività finanziarie disponibili per la vendita, indicatori che compensano ampiamente l’erogazione del dividendo per complessivi 1,12 miliardi.

Il Regulatory Solvency Ratio – che rappresenta la visione regolamentare del capitale di Gruppo e considera l’utilizzo del modello interno alle sole compagnie per le quali è stata ottenuta l’approvazione dall’IVASS e per le restanti compagnie l’applicazione della Standard Formula – si attesta a 161% (-10 p.p. rispetto a fine 2015) e l’Economic Solvency Ratio del Gruppo, che rappresenta la visione economica del capitale di Gruppo ed è calcolato applicando il modello interno all’intero perimetro, è pari a 188% (-14 p.p. sul dato a fine dicembre 2015).

“I risultati delle performance tecniche del nostro business dei primi sei mesi sono solidi ed incoraggianti, nonostante condizioni di mercato estremamente avverse – ha commentato il Group CEO di Generali, Philippe Donnet. Le nostre elevate competenze tecniche e la capacità gestionale ci consentono di fare fronte efficacemente a un periodo caratterizzato da una forte volatilità dei mercati, da bassi tassi di interesse e dalla persistenza di eventi catastrofali. Nel Vita, in termini di produzione, abbiamo perseguito la strada della disciplina privilegiando la qualità e la profittabilità, e non solo la crescita nei volumi. L’aumento dei premi nel Danni è stato significativo, tenuto conto del contesto altamente competitivo in cui operiamo, e ci consentirà di ribilanciare progressivamente il portafoglio verso questo segmento, nel quale dimostriamo eccellenti livelli di redditività. Questi risultati e il lavoro di tutti i nostri collaboratori nel mondo ci permettono di mantenere l’impegno di offrire ai nostri azionisti una remunerazione in linea con i target di piano”.

Per quanto riguarda i risultati delle attività in Italia, i volumi del comparto Vita hanno registrato un calo del 2,8% a 9,42 miliardi; la crescita delle linee risparmio (+8,2% a 8,155 miliardi) e puro rischio e malattia (+3,2% a 127 milioni) risultano infatti completamente assorbite dal calo del 43,8% delle polizze linked (a 1,14 miliardi). Nuova produzione in termini di APE praticamente stabile a 1,155 miliardi mentre sale in modo significativo il margine (+27,9% a 330 milioni); migliora leggermente la raccolta netta (+0,7% a 3,95 miliardi). Utile operativo del segmento in crescita del 2,2% a 689 milioni. La raccolta del segmento Danni (-3,8% a 2,815 miliardi di Euro) risente invece nuovamente della flessione nel segmento Auto (-6,2% a 1,145 miliardi) – derivante “sia dal calo del premio medio in un mercato fortemente competitivo che dall’uscita di alcuni significativi contratti flotte” – e del calo più contenuto (-2,3% a 1,61 miliardi) nel Non Auto. In peggioramento anche il risultato operativo (-2,6% a 371 milioni), mentre è stabile (-0,1 p.p. a 88,6%, miglior indicatore regionale del Gruppo) il combined ratio.

In merito alle prospettive sulla seconda parte dell’esercizio in corso, infine, nel segmento Vita il Gruppo “proseguirà a favorire l’offerta di polizze meno sensibili al livello dei tassi di interesse e con minore assorbimento di capitale” in considerazione dell’attuale contesto macroeconomico e finanziario caratterizzato da bassi tassi di interesse ed elevata incertezza sui mercati finanziari. Il segmento Danni continuerà invece ad essere rilevante “per la realizzazione della strategia del Gruppo di diventare retail leader in Europa”. Proseguirà quindi il focus sulla redditività tecnica, “al fine di sostenere la performance complessiva in uno scenario di minori redditi finanziari”.

Intermedia Channel


Generali – Presentazione risultati al primo semestre 2016 (in inglese)

Related posts

Top