Generali, venerdì il comitato nomine. Accanto a Donnet ci sarà Minali

Generali - Ingresso Imc

Generali - Ingresso Imc(Fonte: La Stampa)

Il nuovo ad potrebbe essere affiancato da un direttore generale

Philippe Donnet, oggi a capo delle Generali Italia, nuovo numero uno dell’intero gruppo. E per Alberto Minali, attualmente responsabile della finanza del Leone, un ruolo rafforzato che potrebbe essere quello di direttore generale.

Il gruppo assicurativo che da oltre un mese ha perso l’amministratore delegato Mario Greco si prepara a decidere, venerdì, con un comitato nomine, il suo successore. E la soluzione più probabile, se non ci saranno colpi di scena dell’ultimo minuto, è proprio quella di una successione interna, articolata però su due figure. A Donnet andranno infatti le deleghe che erano di Greco, per poter guidare l’intero gruppo Generali. Sotto di lui, però, la struttura del management non sarebbe del tutto «piatta» come in precedenza, con i singoli manager di prima linea che riportano direttamente al Ceo, ma vedrebbe per l’appunto una figura subito sotto come quella di Minali. L’attuale responsabile finanziario, che in questa veste si è fatto conoscere e apprezzare dagli operatori di mercato, potrebbe avere anche le deleghe per gli investimenti.

La soluzione che sarà discussa dal comitato nomine, dopo che le candidature esterne proposte dai cacciatori di teste sono state esaminate e scartate, avrebbe alcuni effetti che i grandi soci considerano positivi. In primo luogo assicurerebbe una governance meno accentrata delle Generali che, dopo l’esperienza traumatica dell’uscita di Greco hanno valutato anche i rischi di affidarsi a una sola figura; inoltre si eviterebbe il rischio che Minali scegliesse di uscire dalla compagnia dopo la scelta di un amministratore delegato diverso da lui. Ancora, la presenza di Minali potrebbe mitigare le preoccupazioni di alcuni soci sul potere dato al francese Donnet. Quel che è certo, invece, è che le Generali non pensano di tornare all’epoca del doppio amministratore delegato. Quando Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto si dividevano il ruolo gli effetti sulla governance e sugli investitori furono tutt’altro che positivi.

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