Generali, vertice a Roma tra Donnet e Gentiloni

Generali Expo Milano - Philippe Donnet Imc

Generali Expo Milano - Philippe Donnet Imc

(di Francesco Spini – La Stampa)

L’ad di Unicredit Mustier al patto Mediobanca

L’affare Generali approda a Palazzo Chigi. Mercoledì – ma la notizia è trapelata solo ieri – il premier Paolo Gentiloni ha incontrato Philippe Donnet (nella foto), amministratore delegato della compagnia assicurativa su cui Intesa Sanpaolo va preparando un’aggregazione industriale. Operazione complessa, che viene giustificata anche con la difesa dell’italianità di Trieste. Così in quella che è stata definita una «visita di cortesia», a cui ha preso parte anche il presidente della compagnia, Gabriele Galateri, il francese Donnet ha potuto rappresentare, nel giorno del cda del Leone, la situazione del gruppo. Insomma, in un periodo in cui Gentiloni sta incontrando diversi vertici di banche e imprese, il dossier più caldo irrompe sul proscenio della politica.

Anche la finanza non resta a guardare. Ieri si è tenuta la riunione prima del direttivo e poi dell’assemblea del patto di sindacato di Mediobanca che riunisce il 31% del capitale di Piazzetta Cuccia, prima azionista delle Generali col 13% e decisa a mantenere nel tempo un presidio «forte», con il 10% del capitale. Alla prima parte dei lavori ha partecipato anche Jean Pierre Mustier, ad di Unicredit, che è il primo azionista della banca d’affari. È stata l’occasione per riaffermare platealmente la fiducia sull’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel e sulla gestione della banca, frutto del piano che in piazza Gae Aulenti ritengono soddisfacente. «Avete visto – ha detto Nagel ai giornalisti dopo aver stretto la mano a Mustier –, ci ha fatto questa grande cortesia di venire». Per Mustier è la seconda volta negli uffici che furono di Cuccia e Maranghi, ma è l’esordio in occasione del patto di sindacato che si riunisce in via ordinaria due volte l’anno.

Nel corso delle riunioni di ieri del patto non si è parlato ufficialmente di Generali ma solo dei conti di Mediobanca. La presenza di Mustier, però, è servita a rimarcare i punti saldi della politica di piazza Gae Aulenti nei confronti della partecipata e del «forziere» di Trieste. Mustier non ha cambiato idea nelle ultime settimane. Le Generali nella sua visione devono restare indipendenti e questo sembrerebbe un «no» preventivo ad eventuali avances prossime venture che l’ad di Intesa, Carlo Messina, impegnato per ora a sondare i fondi internazionali (presto partirà per New York). Quanto a Mediobanca, Mustier come è noto la considera la sua quindicesima banca (non ha mai rinnegato tale definizione), segno che la ritiene un investimento importante, da seguire dappresso. Ma per ora il suo sostegno a Nagel come al piano da lui presentato non è venuto meno.

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