Genertel presenta i mestieri del futuro

A Trieste il convegno “Nuovi consumatori, nuovi mestieri” per il ventennale della Compagnia

Genertel 20 anniGenertel, la compagnia diretta di Generali Italia, celebra i 20 anni dalla fondazione inaugurando i nuovi uffici direzionali di Trieste a Palazzo Arrigoni e mettendo a confronto l’esperienza di imprenditori, professionisti ed esperti economici per una riflessione sull’evoluzione dei consumatori e le professioni del futuro. La compagnia ha organizzato a Trieste il convegno “Nuovi consumatori, nuovi mestieri” che ha visto la partecipazione del sindaco della città Roberto Cosolini, di Aldo Minucci – presidente dell’ANIA – e di Philippe Donnet, Amministratore Delegato di Generali Italia.

Davide Passero, amministratore delegato di Genertel ha dichiarato: “Vent’anni fa Genertel cambiava il modo di fare assicurazione in Italia, inventando un nuovo mestiere: l’assicuratore diretto. Ciò ha significato saper creare allora nuove competenze e nuove professionalità. Da qui, l’idea di celebrare i nostri primi vent’anni riflettendo su come università ed imprese sono chiamate ad interpretare i comportamenti di consumo di clienti più consapevoli, interconnessi e capaci di giudicare servizi e prodotti con un un tweet o un semplice clic. Data scientist, web master, community moderator sono solo alcuni dei nuovi mestieri sempre più presenti nei programmi delle aziende. All’interno della nostra compagnia abbiamo osservato l’evoluzione di professionalità e specializzazioni andare di pari passo con le innovazioni tecnologiche che abbiamo introdotto. L’età media dei nostri oltre 1100 collaboratori è di 35 anni e più della metà sono laureati: nell’ultimo anno abbiamo assunto 64 giovani nelle nostre sedi di Trieste e di Mogliano”.

Durante il convegno è stato presentato da Massimo Busetti, senior partner e managing director di Boston Consulting Group, lo studio “Megatrend, nuovi consumatori e nuovi mestieri: alcuni pensieri sul futuro che ci attende”, da cui emerge un nuovo profilo del consumatore che appare sulla scena: sicuramente più informato e più consapevole, le cui scelte di consumo avranno un forte impatto sui nuovi mestieri del futuro. Si stima che nel 2030 i nuovi consumatori saranno da un lato gli over 55 che, occupando la fascia di popolazione più numerosa e ricca, avranno sempre più potere decisionale sui consumi. Dall’altro lato saranno sempre più presenti i cosiddetti “millennials”, cioè i consumatori con uno stile di vita fortemente condizionato dalla tecnologia soprattutto mobile, sempre connessi e interattivi, che si fidano dei social e non della pubblicità, fortemente individualisti e scolarizzati più che in qualunque altro periodo storico.

Le aziende – si legge in una nota – dovranno adattarsi a questi nuovi profili di consumatore, “usando la tecnologia per vendere attraverso nuovi canali o per intercettare meglio e prima il singolo individuo. Questo cambierà profondamente anche il mondo del lavoro: le attività tradizionali tenderanno a scomparire e lasceranno il passo a mestieri, oggi ancora poco conosciuti, capaci di coniugare competenze tecnologiche e sensibilità sociale”.

Secondo Busetti, “tutto questo determina profondi cambiamenti anche per il mercato assicurativo. Penso ai nuovi prodotti di Long Term Care per anziani, ad esempio, che richiedono comprensione delle esigenze e delle problematiche di queste persone. Allo stesso tempo anche i giovani rappresentano un segmento sempre più importante e per loro il nuovo modello di fruizione del prodotto è ad esempio quello delle assicurazioni temporanee: una persona si assicura mentre sta iniziando a sciare, o giocando a squash”.

Alla presentazione dello studio è seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato il Rettore dell’Università di Trieste, Maurizio Fermeglia, e i rappresentanti del mondo economico: Andrea Illy, amministratore delegato di Illy Caffè, Davide Passero, amministratore delegato di Genertel, Fabio Vaccarono, Country Managing Director di Google Italia, Riccardo Donadon, Amministratore delegato di H-Farm.

L’Università di Trieste è da sempre fortemente interessata all’evoluzione della società ed alle modifiche delle esigenze scientifiche, culturali e tecnologiche – ha commentato il Rettore Fermeglia –. I prossimi decenni saranno cruciali per questo e siamo tutti convinti che il sistema socio economico del 2030 sarà fondamentalmente diverso da quello odierno. Uno dei maggiori problemi che si riscontra nel gestire la formazione della classe dirigente del futuro sta proprio nella velocità di cambiamento, che spesso mal si coniuga con il tempo necessario ad assimilare nuovi concetti, nuove tecnologie, nuove conoscenze, senza peraltro dimenticare le origini culturali del nostro paese. Il convegno, ed in particolare la tavola rotonda, è stata una ottima occasione per mettere a confronto punti di vista diversi dello stesso problema, per poter affrontare, pur con i vincoli che i vari contesti impongono, al meglio l’inevitabile evoluzione di abitudini, necessità e sollecitazioni che il futuro ci riserva”.

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