Genova: In auto senza assicurazione, controlli con le telecamere

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(di Roberto Sculli – Il Secolo XIX)

Il Comune adegua i sistemi di Sopraelevata e Ztl: verifiche su auto e moto dalla fine dell’estate. Nel mirino anche la revisione. Escluse le corsie gialle dei bus. Pronte a partire anche le autostrade

In principio è stata la velocità. Presto, toccherà alle assicurazioni e alle revisioni. Il progetto è agli albori ma anche il Comune di Genova, come, in queste settimane, si stanno attrezzando a fare le Autostrade, utilizzerà le telecamere per verificare la copertura assicurativa dei veicoli e l’avvenuta revisione. L’idea è partire dal Celeritas, il sistema per il controllo della velocità installato sulla Sopraelevata e dalle telecamere delle Zone a traffico limitato, che sorvegliano il centro storico. I tempi sono variabili, trattandosi di una novità assoluta, ma si conta che si possa partire per la fine dell’estate e l’autunno.

Lo spunto è contenuto nella legge di Stabilità approvata a fine anno, che, modificando il Codice della Strada, ha sbloccato la possibilità – che tecnicamente era già percorribile – di impiegare l’elettronica per contrastare illeciti che di norma devono essere contestati de visu dagli agenti di polizia. Questo accadrà a breve a partire dalle Autostrade, che sono molto rodate grazie all’utilizzo, ormai da anni, della tecnologia Tutor, presente in abbondanza sulla rete ligure e soprattutto sulle autostrade di valico (A26 e A7).

La logica è però identica pure sulle arterie urbane. Come è del tutto speculare il funzionamento del Celeritas, attivo dal 2012 sulla strada Aldo Moro. Un impianto che, 24 ore al giorno, legge le targhe di un oceano di mezzi: in media, durante un giorno feriale, transitano sotto le sue sette arcate poco meno di 90 mila veicoli, con una leggera prevalenza sulla direttrice da Sampierdarena alla Foce.

Il progetto, su scala nazionale, va a braccetto con l’altra novità, entrata in vigore il 18 ottobre 2015, cioè la smaterializzazione dei tagliandi assicurativi. Una riforma che senza un controllo massivo avrebbe rischiato di essere monca. Anche perché da “pescare” c’è moltissimo: secondo stime dell’Ania, l’associazione delle assicurazioni, i veicoli che in Italia circolano senza copertura sfiorano i 4 milioni, poco meno del 9% del totale. Tutta l’operazione si regge su altri interventi, invisibili ai più, ma fondamentali: su tutti la messa a sistema delle banche dati. In questo modo, come chiunque può verificare sul Portale dell’automobilista, è la targa ad diventare il passaporto unico di tutti i veicoli.

Restando in tema di tecnologie, l’operazione, a livello locale, è abbastanza semplice, perché, sia per il Celeritas, sia per le undici telecamere della Ztl del centro storico, non servono interventi strutturali. È sufficiente infatti, modificare i software, per consentire, di nuovo, il dialogo tra i sistemi della Motorizzazione e quelli usati dalle telecamere del Comune di Genova. Con un’eccezione: non è infatti previsto che alla caccia possano partecipare le telecamere che l’Amt utilizza per sorvegliare le corsie gialle.

La spesa per integrare i sistemi informatici è stimata in 20 mila euro. Si tratta a questo punto di approfondire – come sta facendo la polizia municipale – altri aspetti della vicenda. Perché, in Italia, non c’è nulla di semplice. Al momento, secondo quanto chiarito dal ministero dei Trasporti, già si potrebbero usare le telecamere, ma solo come supporto alle forze di polizia. L’immagine varrebbe come prova ma la violazione dovrebbe essere comunque contestata di persona.

Per entrare nella modalità “automatica” sarebbe necessario un passo in più, cioè che l’omologazione degli apparecchi, a oggi rilasciata per altre funzioni, sia estesa alle nuove possibilità previste dalla Stabilità. E ottenerla dal ministero spetta a ciascun produttore.

Una volta sbloccato questo inghippo burocratico le telecamere diventerebbero una sorta di macchina da guerra, perché dalla ripresa della targa alla multa pronta a essere recapitata a casa non servirebbe più alcun intervento umano. Ma burocrati e ministeri, si sa, hanno i loro tempi, come anche le gare che il Comune dovrà bandire per adeguare i propri sistemi. Ecco perché sull’entrata in servizio del nuovo sistema non è possibile dare scadenze a brevissimo termine.

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