GIORDANO (ADICONSUM): «IL SISTEMA BONUS MALUS VA RIVISTO E SULLE TRUFFE…»

Pietro Giordano 1

Il segretario generale dell’associazione dei consumatori evidenzia anche la poca concorrenza fra le compagnie di assicurazione in Italia.

Oggi ricorre la Giornata europea del consumatore, che è stata istituita il 15 marzo 1999 su iniziativa del Comitato economico e sociale europeo. L’obiettivo è quello di promuovere la rilevanza della dimensione comunitaria del consumatore negli eventi di ogni giorno e richiamare l’attenzione di media e istituzioni sul ruolo strategico svolto dai cittadini di ogni Stato membro all’interno del mercato unico. Nell’occasione, Intermedia Channel ha intervistato Pietro Giordano (nella foto), segretario generale di Adiconsum, l’associazione di consumatori che conta oltre 122.000 associati costituita nel 1987 su iniziativa della Cisl.

Domanda. Che significato assume per lei e per l’Adiconsum una giornata come quella di oggi?

Risposta. È un momento importantissimo di sensibilizzazione e di informazione dei consumatori sui loro diritti. Troppo spesso vessazioni, truffe, pratiche commerciali scorrette e raggiri sono perpetrate perché i consumatori non conoscono le norme che li tutelano. Sarà anche un grande momento di festa che focalizzerà l’importante ruolo che Adiconsum e le associazioni dei consumatori hanno svolto e svolgono a favore dei cittadini italiani ed europei.

D. Volendo contestualizzare il senso di questa giornata alla questione legata alle liberalizzazioni in generale, quale è la sua opinione? Adiconsum è soddisfatta in generale dell’iniziativa del Governo Monti oppure no?

R. Il Governo Monti ha un merito incontestabile, quello di aver dato credibilità al nostro Paese dopo anni di discredito internazionale che ha influito non marginalmente sulla situazione economica dell’Italia. Ma Adiconsum non può non rilevare che il peso di tale risanamento è costato e costa non poco ai consumatori e in particolare alle fasce più deboli. La riforma pensionistica, l’aumento delle accise sui carburanti, l’Imu, le addizionali, sono solo alcuni esempi che hanno fatto lievitare la pressione fiscale che ha superato ormai il 45%. È tempo di utilizzare le somme recuperate con la lotta all’evasione fiscale, e con l’aumento della tassazione sui consumi (Iva) per abbattere le tasse sulle buste paga dei lavoratori dipendenti e sui redditi da pensione. Le liberalizzazioni a mio giudizio, dopo un avvio entusiasmante che aveva fatto ben sperare Adiconsum, hanno subìto un rallentamento prima e un blocco poi su alcuni comparti quali le farmacie, i taxi, le professioni, l’energia, solo per fare alcuni esempi. Le lobby hanno vinto stoppando reali liberalizzazioni che in un Paese con molti monopoli mascherati come il nostro, creano danni incalcolabili sull’economia e sui redditi dei cittadini. Un Paese nel quale tutti si professano liberali e riformisti, ma quando le trasformazioni riguardano il giardino del vicino, non il loro.

D. Nell’ambito assicurativo, nello specifico e sempre con riferimento al decreto legge sulle liberalizzazioni, ritiene che i diritti dei consumatori siano stati tutelati oppure no?

R. Si è fatto qualche passo avanti, ma certamente non si è realizzato quanto si era sperato. Troppo poca concorrenza vi è tra le compagnie di assicurazione e il sistema produce il pagamento a piè di lista nella Rc auto, da parte dei consumatori dei costi e delle perdite delle compagnie assicurative. La lotta alle truffe ha trovato nuovi strumenti ma non è ancora risolutiva, così come il sistema del bonus malus va rivisto eliminando le distorsioni che nel tempo si sono stratificate su uno strumento che teoricamente doveva tutelare i consumatori.

Fabio Sgroi – Direttore  Intermedia Channel

 

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