Gli avvocati contro le nuove norme sull’Rc auto

Settimio Catalisano, coordinatore della commissione Rc dell’Oua: «Rischiano di far aumentare il contenzioso e penalizzare i consumatori»

Società tra professionistiNelle intenzioni del governo dovrebbero ridurre le frodi e far scendere i premi, tra i più salati d’Europa. Secondo gli avvocati invece le nuove norme sulla Rc auto, approvate a dicembre nel decreto Destinazione Italia, sono un vero pasticcio. «Rischiano di far aumentare il contenzioso e penalizzare i consumatori», commenta Settimio Catalisano, coordinatore della commissione Rc dell’Oua, l’Organismo unitario dell’avvocatura. Con il nuovo pacchetto gli assicuratori sono tenuti a scontare le polizze del 7% per chi installa sulla vettura una scatola nera, del 4% per chi blocca la cessione del credito, cioè riscuote direttamente il risarcimento anziché «passarlo» al carrozziere, e del 5% per chi sceglie un indennizzo in forma specifica, accettando di far riparare l’auto solo nei centri convenzionati. I piccoli carrozzieri, infuriati, temono di essere tagliati fuori dagli accordi a ribasso tra compagnie e grandi officine.

D’altra parte l’Ania, Associazione degli assicuratori, sostiene che gli sconti obbligatori violino il principio di libertà tariffaria. «Probabile che alla fine vengano eliminati – conferma l’avvocatura – le norme europee stabiliscono che i premi non sono coercibili. Così del pacchetto rimarranno solo gli obblighi a carico degli assicurati». Come quello di presentare i testimoni subito, al momento della denuncia del sinistro o della prima richiesta di risarcimento. O la riduzione del termine di prescrizione a tre mesi. «Rintracciare i testimoni può essere difficile – obietta Catalisano – e dopo un incidente si può essere ricoverati per settimane. Vengono lesi i diritti al giusto processo e alla difesa».

L’Oua è favorevole all’introduzione della scatola nera, ma contesta la sua definizione come piena prova: «Nel contenzioso non sarà soggetta a valutazione, pur essendo esposta a malfunzionamenti». In questa presa di posizione degli avvocati incide anche la paura di vedere depotenziato il loro ruolo di mediazione nelle procedure di risarcimento. Anche se, prevedono, il contenzioso non potrà che aumentare: «Per limitare i raggiri bisognava piuttosto creare un’agenzia antifrode e obbligare le compagnie a sporgere regolare denuncia nei casi sospetti».

Autore: Filippo Santelli – Repubblica Affari & Finanza (Articolo originale)

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