Greco completa il riassetto al vertice delle Generali

Mario Greco (3) HP Imc

Lasciano il country manager Agrusti e il chief operating officer Garello. Le nomine dei successori al consiglio del 5 luglio

Mario Greco (3) ImcA macchina avviata Generali Italia avrà al vertice un team del tutto diverso da quelle che erano le attese. Qualche giorno fa l’amministratore delegato del Leone, Mario Greco (nella foto), ha comunicato a Raffaele Agrusti la decisione di affidare a un altro profilo la guida della corazzata che nasce dalla riorganizzazione delle attività assicurative in Italia. La scelta, si apprende, non sarebbe frutto di un’iniziativa unilaterale ma piuttosto l’esito di una separazione consensuale. Al contempo, un’altra figura chiave della struttura sembra destinata a uscire a breve dal perimetro: Francesco Garello, il chief operating officer. L’addio a Trieste di Garello non sarebbe da ricollegare al divorzio tra Greco e Agrusti, tuttavia il risultato finale è che nell’arco di pochi giorni il vertice di Generali Italia si troverà di fatto decapitato. Accadrà, però, nel momento in cui la macchina sarà già stata avviata, solo a quel punto si realizzerà concretamente il passaggio di testimone con l’arrivo del nuovo vertice.

Su quali possano essere i sostituti, al momento, circolano le opzioni più disparate. Si è parlato di un possibile incarico ad interim a Sergio Balbinot, ma si è discusso anche di un potenziale arrivo da Zurich di Camillo Candia. Greco ha lavorato con lui sia nella compagnia assicurativa svizzera sia, in precedenza, in Allianz Italia. Inoltre, sia Candia che Greco si sono fatti le ossa in McKinsey. E proprio dal bacino della rinomata società di consulenza, secondo molte voci, alla fine dovrebbe pescare l’asso il manager delle Generali. Lo stesso Bruno Scaroni, già operativo in Generali Italia, viene indicato da alcuni come un candidato potenziale alla successione. A stretto giro, in ogni caso, verrà sciolta la riserva. Anche se, formalmente, l’uscita di Agrusti dal vertice del gruppo assicurativo verrà discussa solo dal consiglio di amministrazione della compagnia in calendario per il prossimo 5 luglio. Non a caso, allo stato, non è stato possibile raccogliere commenti ufficiali dalla società.

Con questa mossa, per certi aspetti epocale, Greco va di fatto a completare il riassetto della governance avviato lo scorso autunno. In quella sede Greco creò il Group management committee, composto dai dieci senior manager della compagnia, e successivamente nominò capo della finanza Alberto Minali, carica precedentemente ricoperta da Agrusti, e Nikhil Srinivasan come Chief Investment Officer.

Al contempo cominciò a gettare le basi per la creazione di Generali Italia, ossia l’accorpamento sotto un’unica realtà di tutto il business del paese. Un business che vale il 36% del risultato operativo e il 25% dei premi totali. Su questo progetto il Leone ha deciso di investire fino a 300 milioni e a suo tempo decise di affidare il timone della riorganizzazione ad Agrusti. Il manager in questi mesi ha creato le premesse per la costruzione della nuova realtà che al termine del percorso raccoglierà marchi del calibro di Toro, Ina Assitalia e Fata.

A lavoro compiuto, Agrusti abbandonerà la guida.

Autore: Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore

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