GRUPPO AEC: PREMI TOTALI EMESSI A +30%. CALLARA’: «ECCO LE PROSSIME MOSSE»

Fabrizio Callarà IMC

Archiviato il primo semestre, il gruppo punta sulla razionalizzazione della rete distributiva, su nuovi settori di business (Rc professionale dei mediatori creditizi e per gli agenti in attività finanziaria) e sul lancio di una polizza unica. Ma anche…

Premi totali emessi pari a 11.700.000 di euro, con una crescita del 30% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, con la unit enti pubblici e in particolare le coperture per Rct Ariscom che hanno raggiunto un volume di affari pari a tre milioni di euro (+40%). Sono alcuni dei numeri del gruppo Aec al termine del primo semestre 2012. Ma quali sono i prossimi obbiettivi? E in quali settori di business si intende puntare? Di questo e di altro Intermedia Channel ha parlato con l’amministratore delegato Fabrizio Callarà (nelle foto). Ecco che cosa è emerso.

Domanda. L’anno scorso il gruppo Aec ha avviato un processo di riorganizzazione che, a livello di numeri degli intermediari e di nuove opportunità di business, prosegue ancora oggi. Attualmente quante sono le società del gruppo e come operano?

Risposta. Aec Wholesale Group è presente sul mercato assicurativo attraverso tre società, ognuna delle quali ha obiettivi industriali del tutto distinti, ma convergenti. Aec Underwriting è un’agenzia di assicurazione e riassicurazione che attualmente ha rapporti di collaborazione con 16 compagnie dalle quali ha ottenuto mandati in sezione a) del Rui, mettendoli a disposizione dei nostri 800 corrispondenti circa, suddivisi tra 580 broker iscritti in sezione b) e 170 iscritti in sezione e). Quanto alla collaborazione con i broker, recependo la Faq 8 dell’Isvap, abbiamo anticipato di circa 5 anni il protocollo siglato la scorsa settimana tra Aiba e Sna consentendo ai broker di tutte le dimensioni l’accesso al mercato assicurativo internazionale per coperture specialistiche. Relativamente ai collaboratori,  gli iscritti alla sezione e) del Rui, in attesa che il Consiglio dei Ministri deliberi sul piano sviluppo la possibilità di collaborazione tra agenti, si tratta di un modello definito “plurimandato orizzontale”, che consente la collaborazione indiretta fra iscritti in sezione a) tramite un iscritto in e) con il quale sviluppare sinergie. Aec Underwriting gestisce oltre 20 milioni di euro di premi, di cui il 90% tramite broker e il restante 10% attraverso iscritti in sezione e). Nell’ambito del processo di riorganizzazione stiamo provvedendo a chiudere i mandati di agenzia che non hanno prodotto i risultati sperati e ad aprirne di nuovi in nicchie di mercato particolari.

D. In quali settori di business?

R. Rc professionale dei mediatori creditizi e per gli agenti in attività finanziaria con Torus Insurance (Uk) Limited in vista del prossimo 30 settembre (data entro la quale tali operatori dovranno stipulare la polizza per iscriversi all’Organismo dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria). Relativamente alla professional indemnity dell’area economico giuridica e alle D&O abbiamo sottoscritto un mandato con Cna Insurance Company Limited che ci permette di arricchire l’offerta e le soluzioni a disposizione dei nostri corrispondenti. Per la Rc del consiglio di amministrazione, collegio sindacale, direttore generale e dirigenti con procura (D&O, director & officer liability) la soluzione Cna prevede una ampia categoria merceologica assicurabile, fornisce una più ampia definizione di società controllate, un limite più elevato relativamente ai costi per la presenza di indagini e fornisce una estensione alla employers practice liability, che copre la Rc per le cause derivanti dalla responsabilità per controversie di lavoro, sia verso i singoli amministratori e dirigenti estensibile alla forma entità, cioè verso la società.

D. Proseguiamo con le strutture del gruppo: Aec Master Broker.

R. È la società controllata al 100% dall’agenzia di sottoscrizione ed è accreditata quale Lloyd’s Broker. La struttura ha accredito oltre 10 agenzie Lloyd’s Omc con il marchio corrispondent e collabora con diverse altre agenzie plurimandatarie di primissimo rilievo sia dimensionale, sia di vertice in ambito associativo e sindacale. Attraverso questa società diamo la possibilità ai plurimandatari  di poter accedere al mercato dei Lloyd’s tramite un Lloyd’s broker basato in Italia con le specializzazioni utili per sviluppare un business profittevole nei rischi professionali.

D. Chiudiamo il cerchio sulle società. L’ultima nata è la Adjusting & Claims Service.

R. Questa struttura supporta le altre due gestendo in outsourcing per il gruppo Aec l’apertura e la gestione dei sinistri e l’amministrazione e la contabilità. Opera come loss adjuster di compagnie di assicurazione e Lloyd’s sindicates nella Rc generale per i sinistri di minore dimensione; opera con assicurati, per esempio enti locali, che nell’ambito di contratti assicurativi abbiano concordato con l’assicuratore franchigie in Sir (Self insurance retention) e non abbiano l’organizzazione interna per gestirla correttamente, o di coloro che non possiedono una copertura e chiedono un aiuto per gestire comunque il sinistro occorso o la richiesta di risarcimento.

D. Parliamo della rete distributiva. Oggi contate circa 800 corrispondenti. Pensate di ampliare questo numero?

R. Il numero degli iscritti in sezione e) è in diminuzione da qualche anno: oggi sono, come detto, 170. Fino a qualche anno fa eravamo a 415. L’obiettivo è ridurre ulteriormente i collaboratori che non abbiano raggiunto volumi superiori a un importo significativo non avendo saputo cogliere le opportunità che Aec gli mette a disposizione. Questo non vuol dire che chiuderemo del tutto i battenti in termini di reclutamento: come abbiamo fatto in passato in diverse occasioni, siamo pronti anche a promuovere i più promettenti, consentendo loro di accreditarsi quali agenti o broker Lloyd’s Omc. Molto dipenderà anche dalle decisioni del governo sulla possibilità di ripristinare la collaborazione tra agenti di assicurazione ante Regolamento 5/06 dell’Isvap auspicato dalla categoria da allora.

D. Uno dei vostri segmenti di business riguarda la Rc professionale. L’obbligatorietà per alcune categorie professionali sembrava cosa certa. Dovrete invece aspettare un altro anno…

R. Già. Noi oggi forniamo coperture per tutte le categorie e aree professionali: ordinistiche (i 28 consigli nazionali e gli ordini professionali nazionali), riconosciute (iscrizione a un registro di un elenco, come per esempio gli agenti di assicurazione o i promotori finanziari) e le cosiddette non regolamentate o associative (costituite da 120 categorie diverse fra cui fiscalisti, tributaristi e grafologi). Non offriamo coperture solo ai notai (che hanno una polizza centrale) alle società di revisione di società quotate e ai medici liberi professionisti per il primary (le tariffe attualmente sul mercato non sono proporzionali al rischio). 

D. Molte compagnie abbandonano il settore della Rc sanitaria…

R. Noi offriamo coperture per tutta l’area sanitaria dei cosiddetti sanitari non medici liberi professionisti e ospedalieri, nonché per i medici ospedalieri anche con attività intramoenia per la rivalsa da parte della Corte dei Conti. Per i medici liberi professionisti e l’attività extramoenia offriamo solo coperture Rc in secondo rischio e polizze di tutela legale di primo rischio.

D. Torniamo all’obbligo della Rc per i professionisti. Cosa vi aspettate in termini di business?

R. Francamente non credo che chi ha margini di affari medio grandi non abbia già contratto una polizza assicurativa. Discorso inverso, invece, per chi ha fatturati di 50.000-100.000 euro. Credo che arriverà una quantità enorme di richiesta di polizze comunque contenute. Negli ultimi sei mesi precedenti al 13 agosto scorso abbiamo registrato un aumento del 30% in prospettiva di un obbligo. Poi sappiamo come è andata a finire…

D. Quale è la caratteristica principale della Idl Individual directors liability, l’ultima polizza che avete lanciato in ordine di tempo?

R. La classica D&O commerciali assicura l’intero Cda, collegio sindacale, diretori generali e dirigenti di procura ed è sottoscritta dalla società. Se questa non si assicura o per esempio non paga il premio, resta in capo al singolo la responsabilità personale solidale illimitata. Con Idl, l’assicurato si copre in modo del tutto personale, in forma individuale, svincolandosi dall’azienda di appartenenza. La nostra polizza può coprire contemporaneamente anche tre-quattro incarichi ricoperti dall’assicurato.

D. Da qui alla fine dell’anno lancerete nuovi prodotti?

R. Stiamo lavorando su una polizza unica che possa comprendere la Rc professionale, la D&O, l’infedeltà dei collaboratori e dei dipendenti dell’agente di assicurazione. Con condizioni estremamente ampie mai viste nel mercato assicurativo italiano.

D. Recentemente avete avviato anche un percorso di corporate compliance. Di cosa si tratta?

R. Abbiamo approvato un modello organizzativo e gestionale per la prevenzione dei reati previsti dalla Legge 231, relativa alla responsabilità amministrativa delle società, con l’obiettivo di essere trasparenti e compliance al 100% nei confronti della normativa che recepisce anche il Bribery Act (normativa anticorruzione britannica). Tenga presente che noi operiamo per il 40% con la Pubblica amministrazione e per il 75% con assicuratori aventi sede legale in Uk e con questa iniziativa vogliamo garantire la massima trasparenza e serietà a tutti i nostri partner internazionali.

D. La possibile collaborazione fra iscritti in sezione a) del Rui quanto vi agevolerà?

R. Nel nostro caso produrrà almeno tre vantaggi. Primo:   attualmente siamo costretti a nominare agenti in sezione a) o market correspondent per operare sul mercato dei Lloyd’s, ma con tutte le altre 20 compagnie con cui collaboriamo con Aec Underwriting e Aec Master Broker ci è impossibile lavorare con altre agenzie se non per il collocamento di quote di coassicurazione. Siamo costretti, spesso, quando apriamo un’agenzia open market correspondent, a nominare un iscritto in e) di fiducia di quella agenzia o a far si che quell’agente costituisca una società in sezione e) di cui è proprietario l’agente stesso per poter collaborare con i nostri partner. La collaborazione di a) con a) semplificherebbe tutto il procedimento. Due: ritengo che si abbatteranno i costi. Tre: nell’auto soddisferebbe la richiesta della Bersani di consentire un più ampio ventaglio di soluzioni, sia di Rc auto, sia Cvt attualmente precluso dall’Isvap.

D. Per concludere: quale è la sua opinione sul futuro della intermediazione assicurativa in Italia?

R. Nonostante la crisi stia acuendo molte problematiche, e nonostante casi come quelli della City Insurance, che ha generato non poche difficoltà fra i broker medi, ritengo che ci siano delle grandi opportunità per gli intermediari. A patto però che sappiano investire in informatica, in organizzazione, in nuovi prodotti, in processi innovativi. È quello che sta facendo Aec ormai da diversi anni e oggi registriamo le prime concrete e significative risposte per esempio con l’introduzione di un sistema di quotazione ed emissione on line delle polizze: il broker fa da solo il preventivo e dopo una nostra autorizzazione è possibile emettere la polizza in tempo reale. Ma anche con l’introduzione nel mercato italiano di nuovi assicuratori con il loro Know-how internazionale e commercializzando prodotti che in Italia non esistono. Il nostro è un paese che vive in un provincialismo in cui c’è ancora chi spera che nasca la compagnia generalista che faccia fare tutto: dall’auto al vita. E invece il mondo assicurativo si evolve e le compagnie specializzate stanno ritagliandosi uno spazio sempre più importante.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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