GRUPPO AGENTI LIGURIA IN ATTESA DEL PROPRIO DESTINO

Roberta Grossi, presidente pro tempore, parla dei prossimi obiettivi della rappresentanza agenziale e di come sta vivendo questa fase delicata.

«Quello che ci preme in questo momento, come direttivo, è dare stabilità ai colleghi e all’intera rete, cercando di creare le condizioni per operare bene, per non perdere affari e per vendere i prodotti. Certamente restiamo con gli occhi aperti su quello che avviene nei piani alti». Roberta Grossi (nella foto), 59 anni a settembre, presidente pro tempore del Gruppo agenti Liguria (Gal), risponde in questo modo alla domanda su come la rappresentanza agenziale stia vivendo questa particolare fase nella quale la compagnia (gruppo Fondiaria Sai) è in attesa di conoscere il proprio destino.

Grossi, agente monomandataria a Roma e vicepresidente del Gal, è subentrata lo scorso mese di aprile nel ruolo di presidente a Mario Mela, che ha lasciato la guida del gruppo per aver intrapreso una nuova strada professionale, quella del broker. In sostanza, Mela è uno dei tanti intermediari che si sono cancellati dalla sezione a) del Rui per passare in sezione b). Inevitabile, quindi, l’incompatibilità con il ruolo di presidente del gruppo e le conseguenti dimissioni.

Domanda. Quanto è difficile ricoprire questo incarico in un gruppo (250 agenti iscritti su 300) che è in trepida attesa di conoscere il proprio futuro?

Risposta. Guardi, la mia storia professionale in Liguria è cominciata nel 1999, dopo una esperienza vissuta in Fondiaria ai tempi dell’era Gavazzi, il che è tutto dire. Può ben immaginare che passare da una compagnia come Fondiaria che a quei tempi era una signora compagnia, in tutti i sensi, a Liguria Assicurazioni, che invece usciva fuori da una crisi economica profonda, è stato un percorso molto duro e difficile da portare avanti. Fortunatamente Liguria da allora ha compiuto passi da gigante, al di là della holding a cui è appartenuta o appartiene, perché gli agenti sono dei grandi lavoratori che hanno portato a casa premi, e che hanno lavorato non soltanto per se stessi, ma anche in nome della compagnia. Riguardo la situazione attuale, ci sforziamo di non dare tanta importanza alla questione. Poi, noi agenti siamo gli ultimi a sapere le cose. Le faccio un esempio: in passato abbiamo appreso che De Longhi ci aveva venduti al gruppo Fondiaria Sai nel corso di una convention a Chianciano Terme, nella quale due ore prima ci era stato precisato che la compagnia «non sarebbe stata venduta».

D. Beh, la Liguria ha una rete di circa 300 agenzie. Non è cosa da poco….. Dovrebbe comunque far gola.

R. Noi agenti abbiamo tutto l’interesse a lavorare a rappresentare Liguria nel migliore dei modi, con la serietà e l’onestà che ci ha sempre contraddistinto.

D. Quanti sono i monomandatari? E quanti i pluri?

R. Inizialmente il 90% degli agenti Liguria operava in regime di  monomandato. Oggi, molti sono passati purtroppo al plurimandato e in monomandato è rimasta una parte che potrei definire minoritaria. Del resto, questo era un obiettivo del compianto Sandro Salvati (ex presidente di Liguria Assicurazioni, scomparso lo scorso gennaio, ndr) e a oggi non mi pare che gli obiettivi della compagnia siano cambiati.

D. Perché dice purtroppo?

R. Oggi, il plurimandato non è una scelta libera che un agente compie. È una necessità. Ci sono realtà agenziali nel sud Italia e nelle isole che per forza di cose sono costrette a cercare delle alternative. Il motivo? Le politiche delle compagnie sono suscettibili di cambiamenti, quasi quanto quotidianamente avviene con lo spread….e così è proprio l’insicurezza del lavoro che spinge queste agenzie a cercare mandati.

D. Oggi quali sono le principali tematiche che state discutendo con la mandante?

R. Nel momento in cui ho assunto la carica di presidente pro tempore ho deciso, per evitare problematiche all’interno del gruppo agenti, di proseguire il programma elettorale della gestione Mela. Non ho pertanto preso in considerazione argomenti nuovi da trattare con la direzione della compagnia, a meno di impellenze e priorità particolari. In ogni caso, lo scorso 28 giugno abbiamo definito con i vertici della mandante la proroga, fino alla fine di quest’anno, dell’accordo per i vari rimborsi relativi a carta e toner, e all’apertura sinistri. Possiamo ritenerci soddisfatti dell’intesa raggiunta e già ci siamo messi a lavoro per definire la nuova piattaforma 2013 che andremo a trattare con l’amministratore delegato della compagnia, Giorgio Marchegiani, e con il responsabile commerciale Luigi Tusino.

D. Come è la situazione per quanto concerne il catalogo prodotti?

R. In questo periodo sono state apportate delle modifiche sulle polizze casa e globale fabbricati. La compagnia ha poi lanciato un nuovo prodotto sul fotovoltaico. Da tanto tempo noi agenti lo chiedevamo…e poi abbiamo avuto delle variazioni significative sulla nuova tariffa auto che risulta essere adeguata al mercato. Tra le novità introdotte, la sospensione sui motocicli.

D. L’agente Liguria ha la possibilità di personalizzare la polizza auto?

R. Si. Non solo, ma abbiamo la possibilità di modificarla in base ad alcuni parametri come per esempio il conducente identificato e il numero dei Km. Si tratta di personalizzazioni che in precedenza non erano previste.

D. Lei è monomandataria o plurimandataria?

R. Sono monomandataria per scelta. Operare per più compagnie significa maggiori incombenze: conti dedicati, oneri sulla gestione dei sinistri e sulla contabilità, diversi sistemi informatici. Sono tutti problemi che poi ricadono nell’amministrazione di una impresa-agenzia.

D. Insomma, secondo lei il plurimandato non è per tutti….

R. L’esperienza in questo settore mi ha insegnato che nel momento in cui noi andiamo a chiedere un mandato ci viene messo a disposizione tutto. Poi, però, le contropartite sono i trasferimenti di portafoglio e poi l’esclusiva. Una sorta di effetto boomerang per noi agenti che non possiamo permetterci passi falsi: questo non è il momento economico, sociale e politico per effettuare dei cambiamenti. Quella attuale, purtroppo, è una fase in cui bisogna lavorare nell’ambito in cui ci si trova e cercare di avere più dinamismo, concreto e ponderato, e di fare delle scelte oculate e da buon padre di famiglia. Soltanto in questo modo l’agente può evitare di trovarsi in difficoltà. Capisco che questo mio pensiero possa non essere condiviso, ma francamente per me l’onere di dover ampliare l’agenzia con personale amministrativo magari retrocedendo delle provvigioni a chi ti porta gli affari non penso sia la strada giusta da seguire…Io la penso in questo modo, da presidente di gruppo “anomalo”…….

D. Anomalo? In che senso?

R.  Cioè che non sono iscritta ad alcun sindacato e ho le mie buone ragioni per aver fatto questa scelta. A maggior ragione quando ho visto il Governo interessarsi dei problemi assicurativi (come per esempio le modifiche introdotte con la Bersani, per carità, un provvedimento che sicuramente ha portato qualcosa di nuovo) e l’inconsistenza dei nostri sindacati che non hanno fatto nulla a difesa della categoria. Una enorme mole di lavoro amministrativo che praticamente ci è piombata addosso senza che nulla l’avesse impedito. I sindacati hanno parlato molto ma, all’atto pratico, noi siamo terra di nessuno. Ci danno tutti gli oneri della professione e in cambio abbiamo le retribuzioni, mi passi il paragone, degli operai. Dobbiamo essere iscritti a un registro degli intermediari e avere tutti i requisiti, svolgere l’attività a tutti gli effetti di un professionista e poi se perdo del tempo facendo preventivi per i clienti, trascurando quelli che sono i miei interessi e magari perdendo anche l’affare, non ho nemmeno diritto a ottenere un rimborso per questo tipo di attività. Insomma, credo che la nostra categoria abbia pochi diritti ed è per questo che, per il momento, non sono iscritta allo Sna. Se questo deve essere un motivo perché venga definita un presidente “anomalo” e allora ben vengano i presidenti anomali, che però ragionano con la propria testa.

D. Il gruppo agenti Liguria quando andrà a congresso per eleggere il nuovo presidente?

R. L’assemblea straordinaria è in programma il prossimo autunno, presumibilmente a ottobre.

D. Lei si ricandiderà alle prossime elezioni? Farà parte della nuova giunta o riterrà di dover chiudere qui la sua esperienza?

R. In ogni caso sono legittimata a far parte del direttivo in quanto rappresentante dell’area 6. Il nuovo presidente verrà scelto tra coloro che fanno parte del direttivo…

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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