GRUPPO FONSAI: IL RISULTATO CONSOLIDATO TORNA A ESSERE POSITIVO

Nel primo trimestre 2012 è stato di 73,5 milioni di euro, contro la perdita di quasi 25 milioni di euro registrato un anno fa.

Il consiglio di amministrazione di Fondiaria Sai ha approvato i conti consolidati relativi al primo trimestre 2012. Il risultato, spiega un comunicato della società, «segna il ritorno all’utile e si caratterizza per il buon andamento della gestione corrente dei rami danni, in particolare del settore auto, con una sostanziale tenuta della riserva sinistri accantonata a fine 2011, che ha permesso di confermare, seppure in un contesto temporale ancora limitato, la sufficienza attesa a esito degli smontamenti per pagamenti; il corrispondente risparmio, tuttavia, non è stato rilasciato a conto economico ma reimpiegato per la rivalutazione del carico residuo, non influenzando il risultato. Il ritorno all’utile e la ripresa dei mercati finanziari hanno beneficiato l’indice di solvibilità corretta di gruppo, che presenta un significativo miglioramento rispetto al 31 dicembre dello scorso anno. Permangono ampiamente positivi i margini di solvibilità individuali delle imprese assicurative del gruppo».

La raccolta premi ammonta complessivamente a 2.494,6 milioni di euro, in calo (-16,5%) rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

Nei rami danni, la raccolta ha raggiunto 1.635,6 milioni di euro (-6,1%), mentre nell’auto «le sfavorevoli condizioni macroeconomiche e la rigorosa selezione di portafoglio effettuata» hanno determinato un calo più evidente nel ramo Cvt (-13,1%) che nella Rc auto (-4,9%), dove i premi si attestano a 952,2 milioni di euro.

L’andamento dei sinistri denunciati nello stesso ramo Rc auto evidenzia una consistente diminuzione, pari al 15,4%. Negli altri rami danni, il calo della raccolta premi è stato pari al 6%, «derivante soprattutto dalle azioni di risanamento e riforma sui rami Rcg e malattia oltre che da una perdurante cautela assuntiva sul settore corporate».

Complessivamente l’andamento tecnico del settore fa registrare un combined ratio che si attesta al 99,1%, in miglioramento rispetto al dato al 31 marzo 2011 (100,9%): cala anche il loss ratio (da 73,9% a 72%).

Il settore quindi chiude con un utile prima delle imposte di 70,6 milioni di euro (perdita per 24,8 milioni di euro al 31 marzo 2011). La raccolta dei rami vita ha raggiunto 859 milioni di euro (-31,1%). Il dato complessivo è comunque in linea con quanto previsto per il 2012. La nuova produzione, rilevata secondo la metrica Ape, si attesta a quota 74,7 milioni di euro. Il settore rileva un utile prima delle imposte pari a 59,8 milioni, contro i 9,7 milioni al 31/3/11).

Escludendo il contributo degli strumenti finanziari a fair value rilevato a conto economico, il reddito complessivo netto degli investimenti è pari a 238 milioni (contro i 168 milioni di un anno fa). Il settore immobiliare registra un risultato ante imposte negativo per 5,7 milioni di euro (positivo per 4,5 milioni al 31 marzo 2011), influenzato dalla rilevazione di ammortamenti per 8,2 milioni.

Le spese di gestione sono pari a 425 milioni di euro (contro i 471 milioni al 31 marzo 2011). Il conto economico chiude con un risultato consolidato che evidenzia un ritorno all’utile, pari 73,5 milioni di euro, «dunque migliorando ampiamente la perdita segnata nel primo trimestre 2011 (24,9 milioni di euro)».

La quota di competenza del gruppo si attesta a quota 60,5 milioni di euro. Il patrimonio netto consolidato ammonta 2.201,1 milioni di euro (1.556,7 milioni al 31/12/11), mentre quello di gruppo risulta pari a 1.497,8 milioni (1.037 milioni al 31/12/11). Il totale degli investimenti segna un incremento del 2,1%.

«Con riferimento all’indebitamento finanziario si segnala che nel corso del primo trimestre sono stati rimborsati 23 milioni di euro per la chiusura di alcune posizioni facenti capo a controllate. L’indebitamento, pertanto scende a 277 milioni (300 milioni al 31/12/11)». Il margine di solvibilità consolidato mostra un indice di copertura in netto progresso rispetto al 78,2% di fine dicembre 2011, risultando pari al 91,6%.

 

Redazione – Intermedia Channel

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