Gruppo Unipol, per Finsoe si riapre il dossier dell’accorciamento della catena

Unipol - Sede Gruppo Imc

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(di Marigia Mangano – Il Sole 24 Ore)

La holding ricapitalizza per pagare oneri sul debito. La scissione della finanziaria partirà subito dopo la definizione del rifinanziamento da 190 milioni di Holmo

Riparte il riassetto della catena di controllo del gruppo Unipol. Finsoe, cassaforte del gruppo e titolare di una quota del 31,4% della compagnia assicurativa, avrebbe ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per procedere con lo scioglimento, operazione da tempo in cantiere. Manca solo un tassello: il rifinanziamento del debito di Holmo, veicolo a cui fa capo il 28,8% della holding a capo di Ugf. In proposito, si tratta di 190 milioni di euro e l’obiettivo sarebbe quello di rivedere costi e allungare le scadenze. Le due banche coinvolte sono Carige e Mps e il tavolo delle trattative è in corso. Si tratta di un passaggio chiave per il futuro della holding Finsoe. E proprio nell’attesa che si sblocchi la situazione di stallo della controllante Holmo, la finanziaria ha appena varato un aumento di capitale di 23 milioni di euro. Tali risorse, si apprende, serviranno per rimborsare gli oneri finanziari legati al debito. E tale ricapitalizzazione non dovrebbe essere sottoscritta dall’azionista Holmo, destinato così a diluirsi nel capitale di Finsoe di pochi punti percentuali (circa lo 0,5%).

Proprio Finsoe, in vista del riassetto, nei mesi scorsi aveva  già messo in sicurezza il debito. Con l’emissione obbligazionaria della scorsa estate è stata infatti chiusa la maggior parte delle posizioni di Finsoe e residuano altri 100 milioni. Sul fronte autorizzativo, poi, non ci dovrebbero essere grossi problemi.

L’avvio dell’accorciamento della catena del gruppo bolognese era infatti condizionato alla definizione anche di altre questioni. Prima fra tutte la governance. Alla fine dello scorso anno Coop Alleanza 3.0 ha presentato in Consob dei quesiti su possibili ricadute su Unipol legate alla maxi fusione realizzata tra Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest che ha portato la newco al 34,16% di Finsoe. Nel dettaglio erano stati presentati due interrogativi in Consob da Bologna, uno relativo alla nascita di Coop Alleanza 3.0 e uno relativo alla con versione di azioni privilegiate Ugf in ordinarie. In merito al primo quesito relativo alla nascita di Coop Alleanza 3.0, secondo quanto affermato da Consob, la creazione del nuovo soggetto non appare idonea a mutare gli equilibri.

Il riassetto, dunque, sembra ora entrare nel vivo. La struttura del gruppo assicurativo bolognese vede oggi in cima alla catena Finsoe, partecipata dalle Coop tra le cui fila spiccano le posizioni di Holmo (28,83%) e Coop Alleanza 3.0 (34,16% di Finsoe, a cui si sommano il pacchetto del 7% diretto in Ugf e altre quote detenute attraverso le società Spring2 e Lima). Finsoe è la cassaforte di Unipol custodendo una quota del 31,4% di Ugf, con quest’ultima che controlla il 61% di UnipolSai. Il riassetto ridisegnerà l’azionariato della compagnia assicurativa e porterà le Coop direttamente nel capitale della società di Bologna con Coop Alleanza 3.0 che ne diverrà primo azionista con il 21,45% del capitale mentre Holmo, post riassetto, avrà il 7,48%. Inoltre a fronte dello scioglimento a ciascun azionista sarà assegnata anche la quota parte di debito di Finsoe. Che Holmo, appunto, sta cercando di rifinanziare.

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