I LAVORATORI DELL’ISVAP CHIEDONO A GIANNINI DI FARSI DA PARTE

GIANNINI Giancarlo primo piano

Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca e Snfia spingono per un’autorità «indipendente, imparziale, professionalemente e tecnicamente sempre più specializzata».  

I lavoratori di Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca e Snfia «dicono basta ai giochi di potere sull’Isvap e a una situazione lavorativa insostenibile». È quanto si legge in un comunicato diramato dalle stesse organizzazioni sindacali.

«Nei prossimi mesi», si legge nella nota, «scadrà il secondo mandato del presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini (nella foto), che, ai sensi della legge vigente, non può più essere prorogato. Apprendiamo invece da articoli di stampa che, “secondo fonti autorevoli”, sarebbe allo studio un’ipotesi di scissione della carica di presidente da quella di direttore generale, attraverso una modifica alla legge istitutiva, cui si vorrebbe collegare una conferma per ulteriori due anni dell’attuale presidenza (in carica da 10 anni) e l’attribuzione della carica di direttore generale all’attuale vice direttore, Flavia Mazzarella. Tale intervento sarebbe sostenuto da una “lobby” che, secondo l’articolo di stampa “non sarebbe slegato dalla vicenda Fonsai-Ligresti”, che vedrebbe con favore una proroga del mandato dell’attuale presidenza».

Ed è per questo che i lavoratori dell’Isvap «ritengono che l’unica vera garanzia per tutti gli operatori del mercato debba essere rappresentata da un’autorità indipendente, imparziale, professionalmente e tecnicamente sempre più specializzata, in possesso dunque dei requisiti indispensabili per motivare l’esistenza stessa di un’authority; non accettano di veder piegata a logiche di interesse la credibilità e l’indipendenza dell’autorità e la professionalità di tutti i lavoratori che giorno dopo giorno, cercano di svolgere con serietà, impegno e imparzialità i compiti istituzionali loro affidati;  chiedono che la scelta per nuova presidenza sia indirizzata verso personalità di indiscussa indipendenza e basata su criteri di alta e riconosciuta professionalità, i soli criteri che garantiscono all’autorità credibilità, indipendenza, competenza ed efficacia».

I lavoratori, precisano che «anche se alcune indiscrezioni erano già circolate, non abbiamo elementi sufficienti per ritenere quanto le notizie di stampa abbiano o meno un concreto fondamento, ma sappiamo bene ciò che accade all’interno dell’Isvap dove l’attuale presidenza, che si vorrebbe prorogare, e l’attuale vice direzione, che si vorrebbe al ruolo di direzione generale, in tutti questi anni hanno creato un clima lavorativo insostenibile». E spiegano anche le ragioni:

– Un vice direttore generale entrato all’Isvap nel 2003 come dirigente apicale “a chiamata” con contratto a termine, senza alcuna selezione ed estranea alla struttura, protagonista, in soli due anni, di una straordinaria carriera;

– Un incessante turn over di dipendenti e dirigenti da un ufficio all’altro che ha prodotto un sistema di “controllo” di tutta la struttura con la dispersione di esperienze, di professionalità e di knowhow, con lo smantellamento di presidi altamente tecnici come le sezioni attuariali o di riassicurazione, i cui addetti sono stati “dispersi” nei vari uffici;

– Ristrutturazioni radicali che hanno visto coinvolte decine di uffici e dipendenti senza un minimo confronto né informativa preventiva alle OO.SS. e ai dirigenti.

-Un’intera struttura, composta da 24 dirigenti in carica e oltre 300 dipendenti, priva di ogni prerogativa consultiva e decisionale, intimorita e ridotta a mera esecutrice dei desiderata dei vertici.

– Un decisionismo aggressivo che non sente ragioni una mancanza di trasparenza che per nulla si addice ad una Autorità di vigilanza che dovrebbe fondare ogni suo atto e comportamento, sia all’interno che all’esterno, sulla chiarezza, sia per dovere istituzionale che per etica pubblica!

Redazione Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Diogene said:

    Il valore dell’intervento dei dipendenti di Isvap e’ incalcolabile ed apre scenari inquietanti sull’attività di un organo di vigilanza.
    La domanda sorge spontanea : chi controlla il controllore ?
    Con quale credibilità il controllore potra’ svolgere la propria attivita’ di controllo e, magari, irrogare sanzioni ai controllati ?
    Dopo l’ex presidente di ANIA che va a fare il broker, dopo l’ex A.D. di Compagnie primarie che va a fare l’Agente, dove ritroveremo il presidente dell’Isvap ?

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