Il 27 giugno la Commissione Ue voterà sugli Ifrs9, assicurazioni esenti

Calcolatrice - Principi contabili Imc

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(di Anna Messia – Milano Finanza)

I lavori per gli Ifrs9 entrano nel vivo. Il prossimo 27 giugno la Commissione europea avrà infatti all’ordine del giorno il recepimento (endorsement) dei nuovi principi contabili che prevedono accantonamenti valutati non solo sulle perdite subite (incurred) ma anche quelle attese (expected). Una novità copernicana, specie per le banche, destinata a entrare in vigore dal 2018, e che molto probabilmente porterà con se bilanci più resistenti a nuove crisi ma che, per il rovescio della medaglia, richiederà maggiori accantonamenti, con impatto su utili, capitale e probabilmente anche sui tassi ai clienti. La notizia sulla riunione del prossimo 27 giugno è emersa durante la presentazione della relazione annuale dell’Oic, organismo italiano di contabilità, tenutasi ieri a Roma. L’Efrag, l’organismo di consulenza della Commissione europea in materia contabili del cui board fa parte anche Oic, ha già da tempo espresso il suo parere, raccomandando l’adozione del nuovo principio contabile internazionale. Ma, al tempo stesso, ha proposto l’esenzione del settore assicurativo fino al 2021, e più in dettaglio fino a quando non sarà in vigore anche il principio contabile internazionale sui contratti assicurativi, da tempo in discussione. Per quanto riguarda le banche resta invece da capire quali potranno essere le conseguenze delle nuove regole. L’analisi d’impatto, chiesta ripetutamente anche dall’Oic, che ha come presidente del consiglio di gestione Angelo Caso, non arriverà infatti prima del 2017, a ridosso quindi dell’entrata in vigore delle nuove regole e per la commissione rischia di essere troppo tardi riaprire la discussione.

Ieri intanto l’Oic ha fatto sapere che entro giugno completerà la pubblicazione in consultazione di tutti i principi contabili nazionali che dovranno essere utilizzati per la redazione del bilancio 2016. «Il lavoro di aggiornamento dei principi contabili nazionali si sta dimostrando particolarmente impegnativo», ha sottolineato il presidente del consiglio di sorveglianza Oic, Paolo Gnes, «perché l’innesto di istituti nuovi, quali il fair value sui derivati o il costo ammortizzato per i crediti e i debiti comporta un lavoro di revisione e adattamento di tutto il set dei principi per assicurare omogeneità». La nuova disciplina comunitaria si propone in particolare di avvicinare i principi contabili locali a quelli internazionali, ma senza creare oneri aggiuntivi per le imprese, in particolare per le microimprese (quelle con meno di 350 mila euro di ricavi, cinque addetti e 175 mila euro di attivi) per le quali è stata messa in piedi un’ulteriore semplificazione. Restano però i nodi fiscali.

Mentre i soggetti Ifrs possono beneficiare del fatto che, ai fini della determinazione del reddito imponibile, valgono i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dagli standard internazionali, quelli che applicano i principi nazionali potrebbero essere invece tenuti ad applicare il cosiddetto doppio binario dal punto di vista del prelievo fiscale. In un regime di maggiore incertezza quindi che potrebbe penalizzare l’uso dei principi contabili nazionali.

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