Il broker impara meglio di venerdì mattina

Formazione (3) Imc

Formazione (3) Imc

(di Barbara Millucci – Corriere Economia)

Negli anni della crisi sono stati spesi 965 milioni per l’aggiornamento professionale dei lavoratori della finanza. Ma la metà non l’ha sfruttato. Lo rivela una ricerca Ania sulle esigenze formative dei dirigenti. I contenuti apprezzati? Gestione, norme, digitale e lingue

A seconda dell’orario e del giorno, un post su Facebook può avere più o meno successo, in termini di condivisioni. Alla stessa maniera, ci sono orari e momenti della giornata in cui si è maggiormente predisposti ad apprendere le nozioni acquisite. Secondo un’indagine sulle esigenze formative dei dirigenti del settore assicurativo, realizzata da Irsa, società di formazione di Ania, il corso di aggiornamento dovrebbe durare quattro ore, tenersi preferibilmente la mattina, meglio se di giovedì o venerdì. «Abbiamo intervistato mille dirigenti del settore appartenenti a 45 aziende», spiegano. Un campione rappresentativo, visto che in totale le figure dirigenziali sono 1.300.

Il quadro

Dalle risposte emerge che gli ultimi giorni della settimana sono quelli in cui si preferisce dedicarsi maggiormente all’apprendimento ed allo studio in aula. «Il lunedì piace poco perché é un giorno un cui bisogna organizzare il lavoro settimanale — dichiara Viviana Dabusti, executive manager di Irsa — mentre il venerdì è ideale perché si ha la sensazione di evadere dalla routine».

Ma quali sono i contenuti che maggiormente richiedono i dirigenti assicurativi? «Vogliono essere aggiornati ed allineati sulle modifiche normative», prosegue la manager. D’altronde le novità sono tante. Pensiamo alla filiera del contante e alle indicazioni richieste dalle nuove leggi. O anche ai «continui cambiamenti societari del mercato, come le fusioni, i gruppi che diventano sempre più grandi, o anche le piccole società che aprono in Italia in rappresentanza di società estere».

L’8% dei broker, secondo quanto si legge, vorrebbe che l’attività formativa fosse maggiormente strutturata proprio in funzione delle attività di fusione/integrazione. I capi ufficio, inoltre, sentono sempre più la necessità di seguire corsi che li illuminino sulle tecniche di gestione dei collaboratori ma anche come essere leader a distanza. «Generali Italia, ad esempio, che ha sede a Mogliano Veneto ha raggruppato diversi brand, come Ina Assitalia di base a Roma. I manager devono essere in grado di gestire risorse a mille chilometri di distanza», aggiunge Dabusti.

Il sostegno

In questo le tecnologie aiutano. «Avendo anche un ruolo di coordinamento e gestione delle risorse, i dirigenti vogliono saperne di più sulle novità informatiche, come la firma elettronica ed il controllo del dipendente», prosegue. Non a caso, il 17% del campione ritiene che sia importante aggiornarsi anche per supportare al meglio il cambiamento dell’assetto organizzativo. «E’ vero che un dirigente che si occupa di bilancio non è tanto interessato a processi di digitalizzazione, ma capire come l’informatizzazione può essere utilizzata all’interno dell’azienda gli torna sicuramente utile in futuro», prosegue la manager.

I temi

Ai dirigenti interessa inoltre apprendere nozioni sui social media, sul web e sulle nuove opportunità offerte dal marketing. E vogliono studiare le lingue. Sul fronte aziendale, invece, il 22% delle imprese assicurative si augura che le attività formative possano migliorare in generale le relazioni interne e risolvere le problematiche lavorative dei dipendenti. Secondo l’Fba — il Fondo bilaterale banche e assicurazioni — negli anni di crisi (2008-2014) si sono spesi per la formazione dei lavoratori oltre 965 milioni. E visto che quasi la metà del campione rinuncia a partecipare alle iniziative legate all’aggiornamento per via di impegni improvvisi, è bene che questi soldi vengano spesi meglio in futuro. Sulla base anche di quelle che sono le loro reali esigenze.

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