Il case history di Prevedi, che ha coperto l’intera platea degli edili

Prevedi - Homepage sito web Imc

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(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

Il rilancio delle adesioni rappresenta uno degli obiettivi principali del sistema di previdenza complementare italiano. L’effetto del metodo di calcolo contributivo contribuisce infatti da un lato a una migliore sostenibilità finanziaria prospettica dei regimi pensionistici ma espone al contempo in maniera significativa i lavoratori, soprattutto i giovani, al rischio di inadeguatezza delle prestazioni. Diventa allora sempre più indispensabile attivare per tempo un percorso di integrazione pensionistica. Molte sono le ipotesi sul tappeto nell’ambito del dibattito politico, di recente si è aggiunto il case history del settore edile che rappresenta un nuovo, significativo passo verso nuove mete da raggiungere. Il comparto degli edili, così come sottolineato dalla Covip, è caratterizzato da una significativa frammentazione delle aziende, con molte realtà di piccole dimensioni e a bassa sindacalizzazione. Nel settore, a partire da gennaio di quest’anno, è stato introdotto un meccanismo di adesione automatica di tipo contrattuale che prevede il coinvolgimento, mediante il versamento del contributo del datore di lavoro, di tutti i lavoratori dipendenti, per una platea di riferimento di circa 500 mila unità (con un tasso di adesione che alla fine del 2014 era inferiore al 10%). Nei primi tre mesi dell’anno, così come sottolineato da Covip, le adesioni sono salite da 39 mila a 182 mila, con un tasso di adesione del 40%. Nei mesi successivi è stata coperta l’intera platea potenziale e oggi Prevedi ha superato, per effetto dell’adesione contrattuale, quota 500 mila lavoratori associati.

Ma sul piano pratico come si struttura l’innovazione? Il neo-iscritto non è obbligato a finanziare la propria posizione con il versamento del trattamento di fine rapporto o di un contributo a proprio carico. Però l’adesione contrattuale non è revocabile né da parte del lavoratore né dal datore di lavoro. Per gli altri lavoratori già iscritti, il contributo contrattuale si aggiunge al contributo già a carico del datore di lavoro. In ogni caso, come rimarca la Covip, si tratta di un’esperienza da valutare attentamente perché, da un lato, può avvicinare i lavoratori alla previdenza complementare facendone apprezzare i benefici in vista di futuri e più consistenti versamenti contributivi, dall’altro può fungere da esperimento pilota replicabile in altri fondi.

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