IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE IL PARERE SUL CONTRATTO BASE RC AUTO

La sede del Consiglio di Stato Imc

Il Consiglio di Stato (nella foto la sede, Palazzo Spada a Roma), sezione consultiva atti normativi, ha esaminato la relazione dell’ufficio legislativo del Mise inviata per l’opportuna pronuncia sul contratto RC auto standard. Dopo attenta valutazione sul procedimento effettuato dall’Amministrazione e lette le osservazioni inviate dall’ANIA, il Consiglio ha deciso di sospendere l’espressione del parere in attesa di ricevere chiarimenti in ordine ad alcune osservazioni mosse al MISE.

In particolare è stato rilevato che il regolamento proposto costituisce sotto diversi profili un’attuazione assolutamente parziale della normativa primaria con riferimento specifico a:

La sede del Consiglio di Stato Imca) Esclusione dall’ambito di operatività della normativa in esame dell’assicurazione obbligatoria r.c. sui natanti e della limitazione ai soli veicoli ad uso privato dei consumatori;

b) Fatto che il diritto dell’assicurato a chiedere all’impresa assicuratrice l’installazione di una scatola nera al fine di ottenere una “riduzione significativa” delle tariffe  – diritto che stando alla lettera della legge si esercita con il solo consenso all’installazione – è stato subordinato alla disponibilità dell’impresa ad installare il meccanismo elettronico. Infatti lo schema di contratto trasforma la relativa clausola – che dovrebbe essere inserita come clausola obbligatoria nel contratto-base – in condizione speciale, rimessa alla libera predisposizione da parte dell’impresa;

c) Riferimento alla “tipologia di assicurato” che non giustifica un indiscriminato rivolgersi dello schema di regolamento in esame al “consumatore” e, quindi, al Codice del commercio, prescindendo dalla disciplina speciale della RC auto contenuta nel Codice delle assicurazioni private. La definizione del consumatore può apparire, per un verso, scoordinato con la bozza di contratto-base, nel quale si parla di “assicurato” e di “contraente” e per altro verso, riduttivo della portata del progetto in oggetto, visto che, ai sensi del Codice del commercio, il consumatore è esclusivamente una persona fisica, mentre l’esigenza di favorire una “scelta contrattuale maggiormente consapevole” riguarda anche soggetti collettivi, come società, associazioni etc.;

d) Esigenza di cambiare la formulazione, a tratti ritenuta ambigua, laddove possa ingenerare un raffronto tra le fonti regolatrici del contratto non conforme al sistema delle fonti del diritto. Infatti la normativa di settore “recata dal codice delle assicurazioni” prevale, in quanto non derogabile da atti di normazione secondaria, su ogni altra norma, provenga essa da atti di autonomia privata o da regolamenti governativi o da norme adottate dall’Autorità di Vigilanza.

La Sezione seconda sembra, inoltre, ritenere corretta la richiesta dell’ANIA di spostamento della clausola sul gancio-traino, sussistendo l’esigenza di coordinare la previsione con la clausola accessoria relativa al rischio statico del rimorchio. In un certo senso, visto che anche per i rimorchi sussiste l’obbligo di copertura assicurativa RC, sarebbe opportuno regolarne la relativa contrattazione in una Sezione a parte aggiuntiva rispetto al contratto-base, onde il contraente interessato sarebbe messo in condizione di confrontare la relativa specifica offerta da parte dell’Impresa assicuratrice.

Il Consiglio conclude sottolineando, per un verso, l’esigenza di evitare l’uso di formule non in lingua italiana, suggerendo la sostituzione con espressioni atte a renderne più chiaro il significato al “consumatore” e, per altro verso, quella che sia mantenuta per quanto possibile una terminologia omogenea.  Si attendono ora i chiarimenti del MISE.

Consiglio di Stato – Parere su schema di regolamento MISE per la definizione del “contratto base” rc auto

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