IL DISCORSO DI GIANNINI ALL’ASSEMBLEA DELL’ANIA

Il numero uno dell’autorità di vigilanza ha parlato di misure anticrisi, di Solvency 2, di liberalizzazioni e di regolamenti.

All’assemblea odierna dell’Ania ha partecipato anche lui: Giancarlo Giannini (nella foto), presidente dell’Isvap. E a parlato di tutto, dalle norme anticrisi varate dal Governo e disciplinate dal’Isvap a Solvency 2, dalle liberalizzazioni ai regolamenti emanati.

«Le sfide affrontate dal sistema assicurativo nazionale e che ancora lo attendono nel contesto di una crisi iniziata oramai 5 anni fa e del progressivo avvicinarsi di Solvency II, sono rilevanti», ha esordito Giannini. «I ritardi produttivi, soprattutto nei rami danni rispetto agli altri Paesi europei, sussistono mentre l’impatto della crisi sul comparto vita è pesante come evidenziato da vari indicatori nel raffronto tra il 2011 e il 2010: una perdita di 2,7 miliardi rispetto a un utile di 296 milioni; rettifiche di valore degli investimenti nei bilanci quasi raddoppiate da 4,3 a 8,1 miliardi».

NORME ANTICRISI – «La crisi partita nel 2008 dagli Usa e legata alla estrema finanziarizzazione dei mercati quando sembrava stesse per esaurire i suoi effetti è ripresa con estrema violenza nella seconda metà del 2011 mutando il suo obiettivo, mirando direttamente agli Stati europei, ai loro titoli di debito», ha evidenziato Giannini.

«Le norme anticrisi varate dal Governo e disciplinate dall’Isvap hanno svolto la loro funzione di difesa del sistema assicurativo nazionale, come dimostrano i dati sul ricorso a tale strumento nel 2011: sono state utilizzate da 69 imprese rappresentanti una quota di mercato del 65% rispetto alle 25 con una quota del 17% del 2010; la riserva indisponibile si è elevata a circa 6 miliardi (di cui 5,3 miliardi nella gestione vita) rispetto ai 230 milioni del 2010. Mutati gli obiettivi della crisi sono stati modificati i rimedi: sta per uscire, dopo la fase della pubblica consultazione, il regolamento relativo al rinnovo delle misure anticrisi, valide a partire dal corrente esercizio fino all’entrata in vigore di Solvency II, misure che hanno concentrato il loro intervento sui titoli di stato di cui l’industria assicurativa italiana, con gli oltre 230 miliardi, è grande detentrice non essendoci limiti legislativi al loro impiego, finora sinonimo di grande prudenza, a differenza di altri Paesi europei (Germania fino al 30% degli investimenti). Vorrei ricordare», ha continuato Giannini, «che l’impatto della crisi nel nostro Paese è stato attenuato da specifici provvedimenti presi dall’Autorità, mi si dice autorevolmente unica in Europa, ben prima del manifestarsi della stessa sia con il divieto di emettere le tristemente famose garanzie finanziarie (polizze assimilabili a CdS che hanno portato Aig, primo assicuratore del mondo, al default) sia, vietando dal giugno 2003, le indicizzazioni delle polizze index linked alle cartolarizzazioni e ai derivati del credito, provvedimento quest’ultimo che ha evitato un impatto negativo di almeno 8 miliardi; il tutto a tutela dei consumatori e delle imprese».

SOLVENCY 2 – «Per Solvency II che dovrà (o dovrebbe) essere recepita nel giugno 2013 ed entrare in vigore il primo gennaio 2014, i punti in discussione tra i vari Paesi europei sono ancora molti», ha detto Giannini.

«Ho ricordato più volte la necessità di avere regole omogenee vincolanti per tutti gli operatori europei ed è sotto gli occhi di tutti che varare strumenti finalizzati a ottenere comunque valutazioni market consistent trova un palese limite evidenziato nelle fasi più acute della crisi finanziaria con rilevanti rischi di pro-ciclicità del sistema. Occorrono misure adeguate per garantire la capacità del settore di continuare a offrire prodotti a lungo termine con la conferma del suo importante ruolo di tradizionale investitore istituzionale. I negoziati proseguono a livello europeo e l’Autorità sta svolgendo in quella sede un ruolo tecnico che ritengo importante, a fianco di quello politico svolto dal Governo, affinché si tenga conto delle esigenze del settore assicurativo nazionale; gli strumenti in fase di discussione sono molti, ma la loro analisi richiederebbe troppo tempo».

LIBERALIZZAZIONI –  «Il decreto liberalizzazioni, per quanto riguarda l’assicurazione, ha impattato in particolare sulla Rc auto ed è scaturito dalla “segnalazione” presentata nel dicembre del 2010 dall’Isvap al Parlamento e al Governo, con una serie di proposte concrete di riforma organica del settore. In relazione ad alcune di tali norme, l’Isvap sta lavorando all’emanazione dei previsti decreti attuativi sforzandosi di rispettare la ratio che ha mosso il legislatore; ma alcune interpretazioni diramate alle imprese sono state qualificate dall’Ania come illegittime in quanto le prescrizioni contenute nelle norme mirerebbero solo a svolgere una mera funzione di trasparenza nei confronti dei consumatori», ha precisato Giannini.

«Il Tar potrà risolvere il problema dal punto di vista giurisdizionale, ma non è questo il punto. Il problema vero è quello dei costi della Rc auto che non può essere risolto in via esclusiva dal legislatore e tanto meno dall’Autorità di Vigilanza; le imprese devono fare al meglio la loro parte migliorando l’efficienza soprattutto nella fase della liquidazione dei sinistri e nel fronteggiare le troppe frodi che vengono perpetrate avvalendosi al meglio degli strumenti già esistenti. Occorre», ha concluso Giannini, «che il mercato prosegua nei suoi sforzi su questa via; non a caso ho definito la Rc auto il tallone d’Achille del sistema assicurativo italiano anche per i suoi negativi riflessi indiretti che, a mio avviso, contribuiscono a frenare la partenza della necessaria maggiore integrazione dei settori pubblico e privato del welfare. Non è un problema di regole astratte, ma di sostanza quello che l’Autorità ha cercato di perseguire; ricordo in particolare l’emanazione di oltre 40 regolamenti con i quali ha attuato il poderoso complesso di norme stabilite dal Codice delle Assicurazioni; l’attività è stata sempre improntata al dialogo e al confronto che però non può essere a senso unico. Al sistema assicurativo italiano, che ha reagito positivamente all’enorme impatto di questi anni di crisi, è richiesto un ulteriore sforzo perché i margini necessari possono essere conseguiti operando con la massima efficienza e il settore ha in sé tutte le caratteristiche strutturali per poterlo realizzare».

Redazione – Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Diogene said:

    Giannini addio!
    Speriamo di passare dal Medioevo al Rinascimento !

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