IL GIUDIZIO DI FITCH SULLE ASSICURAZIONI ITALIANE NEL 2014

Fitch Ratings - Sede Imc

Fitch - PalazzoTra la fine del 2012 e novembre 2013 l’agenzia Fitch Ratings non ha modificato il suo giudizio sul rischio di controparte degli emittenti assicurativi italiani. Secondo quanto riporta ANIA Trends di gennaio, sullo scenario di medio periodo peserebbero secondo Fitch ancora numerosi elementi di tensione:

  • Il persistere di un consistente rischio sovrano. Secondo l’agenzia gli assicuratori italiani detengono nei loro portafogli di investimento quantità ancora significative di obbligazioni governative e corporate, in gran parte a copertura delle loro riserve. Di conseguenza, la crisi del debito dell’area dell’euro continua ad essere considerata un fattore di rischio per la loro qualità creditizia:
  • Rallentamento dei prezzi nel settore auto. La crescita dei premi nel settore danni continuerebbe ad essere debole, condizionata dalle pressioni (principalmente di natura regolamentare) sulle tariffe r.c. auto e dall’ambiente fortemente competitivo che caratterizza i rami commerciali. Sulla dinamica del settore auto inciderebbero, in particolar modo, la forte diminuzione di nuove immatricolazioni di auto e l’introduzione del divieto di tacito rinnovo nei contratti r.c. auto;
  • Bassa redditività nel settore danni. L’andamento della raccolta premi nei rami danni ha recuperato vigore negli ultimi anni dai minimi toccati nel 2010. Gli analisti di Fitch, segnala ANIA Trends, prevedono un deterioramento marginale della redditività tecnica nel 2014 in ragione di pressioni di vario tipo sulla dinamica tariffaria e l’aumento della frequenza sinistri che dovrebbe derivare dal previsto miglioramento del clima macroeconomico. Il combined ratio complessivo dovrebbe comunque rimanere ben al di sotto del 100%;
  • Crescita nei rami vita. Il settore sta beneficiando di un’intensa ripresa della nuova produzione, nonostante i rendimenti minimi garantiti offerti siano ormai vicino allo zero. Questa crescita è il risultato dell’azione di vari fattori: il crescente apprezzamento delle famiglie per i prodotti a capitale garantito, i bassi rendimenti dei titoli di Stato italiani, il buon andamento legato alla fase rialzista dei mercati azionari dei prodotti linked. Fitch si aspetta che la raccolta vita continui a crescere nel 2014, anche se a un ritmo inferiore rispetto all’anno precedente;
  • Volatilità della redditività nei rami vita. La forte esposizione verso i titoli di Stato italiani è alla base, secondo Fitch, dell’aumento della volatilità nei margini degli assicuratori vita italiani registrato negli ultimi anni, in un quadro già condizionato dalle pressioni sulla profittabilità dei nuovi contratti esercitate dal basso livello dei tassi di interesse. Fitch prevede che questa tendenza sia destinata a continuare anche nel 2014.

Sul settore assicurativo italiano non graverebbe un consistente rischio di liquidità: la maggioranza delle attività nei portafogli delle compagnie sono considerate da Fitch sufficientemente liquide da consentire loro di fare fronte a richieste di riscatto anche consistenti. Tale capacità, sottolinea ANIA Trends, ha potuto essere verificata nei fatti alla fine del 2011 quando il settore ha risposto con solidità al mancato rinnovo di numerose e rilevanti polizze corporate.

L’andamento dell’outlook del settore

Nonostante il lieve miglioramento rispetto a dicembre 2012, legato alla stabilizzazione dell’outlook di un’impresa, a novembre del 2013 Fitch continuava ad assegnare al complesso del settore un outlook nel 2014 negativo.

L’agenzia di rating ritiene che eventuali cambiamenti dei giudizi (e dei relativi outlook) saranno legati principalmente a variazioni nelle seguenti tre aree:

  • Variazioni nel rating del rischio sovrano italiano. A causa dell’alta esposizione ai titoli di Stato italiani, il giudizio dell’agenzia sul rischio di controparte degli assicuratori italiani (specialmente nei rami vita) è fortemente legato alla classe di rischio assegnata ai titoli sovrani. Una variazione di quest’ultima si tradurrebbe, con ogni probabilità, in una variazione nella medesima direzione nel rating delle imprese;
  • Politiche restrittive di assunzione dei rischi nel settore auto. In un contesto ciclico caratterizzato da una fase tariffaria “soft”, gli assicuratori che manterranno standard elevati nell’assunzioni dei rischi saranno quelli che beneficerebbero prima e in modo più consistente di un eventuale upgrade dell’Italia;
  • Dotazione di capitale risk-based. Lo scenario di rating potrebbe migliorare sensibilmente, infine, per quegli assicuratori che saranno in grado di dotarsi di riserve di capitale risk-based sufficienti ad affrontare severe tensioni sui mercati del credito e azionari.

Intermedia Channel

Related posts

Top