Il Gruppo Assimoco ottiene la certificazione B Corp

Collaborazione - Responsabilità sociale d'impresa - CSR Imc

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La compagnia assicurativa (prima realtà italiana del settore ad ottenere la certificazione) entra a far parte di un movimento globale di oltre 2500 imprese in 50 Paesi “che vedono il business come uno strumento per agire positivamente sulla società”

Il Gruppo Assimoco è la prima compagnia assicurativa in Italia ad acquisire la certificazione B Corp, rilasciata alle aziende “che volontariamente rispettano i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza”.

“Già da tempo avvertivamo la necessità di andare oltre al concetto di responsabilità sociale d’impresa, il nostro obiettivo è generare business mantenendo i più alti standard sociali e ambientali – ha affermato Ruggero Frecchiami, direttore generale del Gruppo, che quest’anno celebra i 40 anni di attività al servizio del Mondo Cooperativo –. Si tratta di un valore che guida le strategie dell’intero core business dell’azienda e impatta su tutta la sua filiera, e oggi vediamo questa capacità riconosciuta e misurata anche da una certificazione formale e internazionalmente riconosciuta”.

Nell’ottica B Corp – si legge in una nota – “l’organizzazione per generare risultati e avere un vantaggio competitivo nel medio periodo, deve impostare la propria strategia d’impresa “mixando” tre variabili, le cosiddette 3P, ossia Profitto, Pianeta e Persone. Le 3P, una volta parte del Dna aziendale, sono in grado di generare il successo dell’organizzazione anche nel breve periodo”.

Nel dettaglio, B Corp “è una certificazione di eccellenza riconosciuta alle aziende che soddisfano i più alti standard al mondo di performance sociale, ambientale ed economica”, riconosciuta da B-Lab, ente non profit che dal 2006 ha sviluppato nel mondo il movimento delle B Corporation. Ad oggi sono oltre 70mila le aziende nel mondo che hanno provato a misurarsi con i requisiti BCorp. Il test è stato superato da 2.504 realtà; nel nostro Paese sono 80 le aziende certificate.

Il Gruppo Assimoco – prosegue la nota – “ha ottenuto la certificazione sottoponendosi a una misura del profilo di scopo, responsabilità e trasparenza attraverso un protocollo di valutazione denominato Bia (B impact assessment). La certificazione di eccellenza B Corp è stata ottenuta dopo la valutazione sociale e ambientale, uno standard globale, nonchè uno strumento di confronto con oltre 70.000 aziende nel mondo che utilizzano questo strumento di valutazione. Il complesso e articolato processo di valutazione prende in considerazione le pratiche, le iniziative e i risultati ottenuti in cinque aree tematiche: governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti”. Per affrontare il percorso di certificazione il Gruppo si è appoggiato a Nativa, country partner di B Lab per l’Italia, una delle aziende fondatrici del movimento B Corp in Europa.

“L’appartenenza al movimento cooperativo e le caratteristiche dei nostri azionisti, nonché una gestione improntata a obiettivi di lungo periodo, determinano una posizione di vantaggio rispetto ad altre aziende”, ha spiegato Frecchiami.

Tra gli obiettivi che hanno portato il Gruppo Assimoco a voler diventare la prima compagnia italiana a ottenere la certificazione, figura “il desiderio di essere parte attiva di un nuovo modo di interpretare il business, utilizzato come forza generativa e positiva, utile alla costruzione di un mondo migliore per le generazioni future”.

“Il perseguimento del business e lo sviluppo e la crescita umana e sociale – ha sottolineato ancora il direttore generale del Gruppo Assimoco – possono essere visti come un unico obiettivo che guida le nostre attività, e desideriamo sviluppare delle relazioni che fanno bene ai nostri collaboratori, ai nostri partner distributivi, ai nostri clienti e alle comunità che sono sui territori dove siamo presenti e dove i nostri partner distributivi sono radicati”.

La compagnia – continua la nota – “ha dato vita, già da molto tempo, a una serie di iniziative concrete e di valore, nella convinzione che la propria finalità non si esaurisca nel perseguimento del profitto e con l’intento di massimizzare il proprio impatto positivo verso i dipendenti, i clienti e i partner distributivi, le comunità in cui opera e l’ambiente, usando il business come forza rigeneratrice per la società e per il benessere del pianeta”.

“Da cinque anni presentiamo alla Camera dei Deputati un Rapporto sulle esigenze di Neo-Welfare della popolazione italiana – ha spiegato Frecchiami, sottolineando il ruolo sociale della compagnia –. Due anni fa abbiamo dato vita alla “ReteDelWelfare”, la prima rete di imprese nata per fornire un servizio di educazione finanziaria di qualità in materia di indebitamento, protezione, previdenza, e investimento che mira ad aiutare le persone a raggiungere un maggiore stato di consapevolezza e di benessere. Rete del Welfare ha acquisto la certificazione di qualità riconosciuta a livello internazionale Uni Iso 11402 relativa al servizio di educazione finanziaria di qualità offerto”.

“La ReteDelWelfare – ha aggiunto Frecchiami – offre un servizio di consulenza personalizzata per l’individuo e il suo nucleo familiare analizzando le esigenze che si manifestano durante l’intero ciclo di vita e la sua situazione finanziaria attuale e prospettica. L’educatore finanziario, che potremmo definire il consulente di qualità, accompagna il cliente a raggiungere i propri obiettivi di vita offrendo soluzioni strategiche rispetto alle esigenze emerse”.

L’impegno di Assimoco è però rivolto anche ai circa 400 dipendenti. Dal 2015 la compagnia partecipa al Great Place to Work e in questo modo “ha uno strumento valido per monitorare il livello di gradimento dei collaboratori e per individuare le aree su cui migliorare”.

Sul fronte dei partner intermediari, invece, è stato messo a punto un progetto dedicato alla consulenza denominato Welfare Planning Assicurativo. “L’obiettivo è di aiutare i consulenti “Welfare Specialist” ad acquisire competenze, abilità e piani di lavoro per valorizzare il proprio ruolo e migliorare la relazione con il cliente”, ha concluso Frecchiami, specificando che “l’andare oltre al concetto di responsabilità sociale d’impresa utilizzando il business come forza rigeneratrice per la società e per il benessere del pianeta vuol dire anche agire in modo costante, attraverso piccole pratiche quotidiane ma sempre secondo i più alti standard di responsabilità e misurando in modo rigoroso e trasparente i propri impatti”.

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