Il Re, il Vate e milioni di clienti. Reale Mutua verso i 190 anni

Reale Mutua - Archivio Storico (7) Imc

Reale Mutua - Archivio Storico (7) Imc

(di Monica Zunino – Repubblica Affari & Finanza)

Il primo documento fu firmato dal sovrano di Sardegna Carlo Felice, Gabriele D’Annunzio ci assicurò il Vittoriali. Oggi la compagnia torinese è capofila di un gruppo internazionale e apre l’articolo in vista del compleanno

Il primo documento è firmato da Carlo Felice re di Sardegna, ma ci sono anche polizze di personaggi famosi come Gabriele D’Annunzio che nel 1928 firmò per assicurare il Vittoriale sul lago di Garda per 65 lire, di cardinali poi divenuti papi e, fra le curiosità, Reale Mutua assicurò nel 1958, contro i danni da pioggia, pure una tappa del giro d’Italia. È una lunga storia iniziata il 31 dicembre 1828 a Torino, quella della società Reale Mutua di Assicurazioni, che nel 2018 compirà centonovant’anni e da piccola impresa è diventata capofila di un gruppo internazionale, Reale group, presente in Italia e Spagna con oltre 3.100 dipendenti e tre milioni e 800 mila assicurati.

Nei giorni scorsi ha aperto al pubblico, dopo un’operazione di riordino durata diciotto mesi, l’archivio storico, che parla dell’azienda ma anche della vita italiana nelle epoche che ha attraversato. «È una storia piena di alti e bassi: abbiamo affrontato dalle guerre di indipendenza alle calamità naturali, le due guerre mondiali, le crisi finanziarie. Siamo la principale compagnia assicurativa in forma di mutua, che rappresenta un concetto di forte attenzione nei confronti della collettività e del contesto sociale e abbiamo una storia importante che ci è stata consegnata: abbiamo il compito di salvaguardarla per restituirla alle future generazioni», spiega Carlo Enrico de Fernex, responsabile della segreteria generale di Reale Mutua.

«Nell’archivio ci sono 167 metri lineari di documenti, un numero significativo a Torino perché è pari all’altezza della Mole Antonelliana», continua de Fernex. Documenti antichi, libri mastri e contabili raccontano l’attività della società dalle origini in 10 mila fascicoli, più di 1.500 registri e 7 mila fra disegni, planimetrie, centinaia di fotografie che parlano anche della vita dei dipendenti. «Quando Torino fu bombardata durante la Seconda guerra mondiale, la sede venne sfollata con un’operazione quasi di welfare — ricostruisce Andrea Ludovici, amministratore delegato della coop Culturalpe, che ha curato schedatura, riordino e inventario dell’archivio —. A tutti venne garantita continuità lavorativa, chiedendo ai dipendenti di spostarsi in una dozzina di unità distaccate, ma garantendo vitto e alloggio. In più, se la famiglia rimaneva in città e nel fine settimana la raggiungevano, il lunedì l’azienda pagava il viaggio e consentiva di entrare al lavoro in ritardo, visto che i mezzi trasporto erano quelli che erano. Inoltre fu attivato presso la sede di Torino quello che oggi chiameremmo calì center: un numero di telefono attivo 24 ore per avere notizie dei dipendenti sotto i bombardamenti». L’archivio storico è stato dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta e si affianca al museo aziendale.

Oggi Reale Mutua con oltre 1,4 milioni di soci/assicurati ha chiuso il 2015 con un utile di 59,4 milioni e hanno registrato risultati positivi anche le imprese del gruppo: la compagnia Italiana Assicurazioni e le spagnole Reale Seguros Generales e Reale Vida, così come Banca Reale, Reale Immobili e Blue assistance, controllate del comparto bancario, immobiliare e dei servizi.

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