IL TAR DEL LAZIO BOCCIA IL RICORSO DI CITY INSURANCE CONTRO L’IVASS PER ANNULLARE IL DIVIETO AD OPERARE IN ITALIA

Tar Lazio (4) Imc

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La seconda sezione del Tar Lazio ha rigettato il ricorso presentato da Societatea De Asigurare Reasigurare City Insurance Sa (City Insurance) con l’intervento ad adiuvandum della Comisia De Supraveghere A Asigurarilor (ISC, l’Ivass rumena) contro IVASS per l’annullamento del provvedimento dell’ISVAP n. 2988 con il quale è stato disposto il divieto di assunzione di nuovi affari sul territorio della Repubblica italiana.

Il 2 luglio 2012 l’Autorità di Vigilanza del nostro paese aveva adottato il provvedimento inibitorio dando il massimo risalto sugli organi di stampa “nell’interesse dei consumatori”.

Al termine di un’istruttoria durata più di un anno, infatti, era emersa “l’esistenza di un’articolazione operativa della compagnia tale da configurare una governance sostanziale della società, stabilmente installata in Italia, ed attuata attraverso l’attività di alcuni intermediari”.

Dopo ripetuti interventi dell’allora ISVAP nei confronti dell’Autorità di Vigilanza rumena, uno dei quali a seguito del comunicato stampa della Guardia di Finanza del 17/4/2012 concernente le iniziative giudiziarie intraprese dalla magistratura italiana nei confronti di City Insurance, l’Autorità italiana ha deciso di inibire a City Insurance l’attività assicurativa sul territorio nazionale “al fine di impedire che siano compromessi gli interessi degli assicurati italiani”.

Il ricorso presentato da City Insurance è articolato in quattro parti riferite a:

a) Incompetenza dell’ISVAP relativamente al provvedimento adottato;

b) Violazione degli obblighi informativi all’Autorità di Vigilanza del paese d’ origine;

c) Violazione dei principi di trasparenza e partecipazione al procedimento per omessa comunicazione dell’avvio del procedimento;

d) Violazione per mancata individuazione dell’unità organizzativa responsabile del procedimento.

Anche l’Autorità di Vigilanza rumena è intervenuta nel ricorso in aiuto a City Insurance per rivendicare, in linea con quanto affermato nel primo motivo di ricorso, «la propria esclusiva competenza in ordine all’attività di vigilanza e dunque all’adozione di qualsivoglia provvedimento nei confronti della medesima City Insurance, anche qualora sia stato accertato a carico di quest’ultima un comportamento in violazione della legge italiana».

Tale intervento c.d. “ad adiuvandum” è però stato ritenuto inammissibile in quanto non è stato rilevato alcun interesse proprio dell’Autorità ISC da tutelare, elemento, quest’ultimo, ritenuto da giurisprudenza costante, fondamentale per la tipologia dell’intervento. L’attività dell’Autorità di Vigilanza italiana, attuata nel rispetto del principio dell’home country control è stata perciò ritenuta legittima e fondata in base al diritto vigente.

Infatti il TAR ha ritenuto che i molteplici elementi di fatto evidenziati in motivazione, a dimostrazione del grave rischio di compromissione per gli interessi degli assicurati italiani e degli altri aventi diritto a prestazioni assicurative sul territorio della Repubblica derivante dalla scissione tra la governance formale e la governance sostanziale della società ricorrente, siano idonei a comprovare la sussistenza dei presupposti per l’adozione della grave misura inibitoria.

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