Il valore della firma elettronica nelle polizze digitali

Firma elettronica - Firma digitale Imc

Firma elettronica - Firma digitale Imc

(di Roberta Mozzachiodi – CityWire)

Contratti informatici divisi tra certezze probatorie e semplificazione della contrattazione.

In un’era digitale il proliferare dei documenti informatici immessi sul mercato assicurativo è una realtà sempre più diffusa. Si impone, però, la necessità di coordinare la realtà in evoluzione con il tessuto normativo esistente.

Disciplina tradizionale del codice civile

La disciplina tradizionale del codice civile ammette la stipula del contratto assicurativo in forma orale ma richiede la forma scritta ad probationem ex art. 1888 c.c..

Che cosa si intende? Il legislatore civile distingue tra forma ad substantiam – richiesta per la stessa validità dell’atto – e ad probationem, richiesta unicamente per provare l’esistenza di quel negozio.

Secondo il codice civile la prova può essere data da una scrittura  privata che contenga una sottoscrizione autografa delle parti o, almeno della parte contro cui si voglia fare valere il contratto assicurativo (art. 2702 c.c.).

La disciplina del codice civile risalente al 1942 deve, però, fare i conti con l’odierno contesto digitale e, a tale proposito, la sostituzione del documento cartaceo con quello informatico è ormai ammessa.

Disciplina di settore (IVASS)

Le norme del codice civile si integrano, poi, con la disciplina specifica dettata dall’IVASS che, se da una parte, ammette che la polizza possa essere fornita come documento informatico, dall’altra, impone che la sua sottoscrizione avvenga con forma elettronica qualificata.

E’ evidente che l’istituto di vigilanza abbia voluto assicurare una massima protezione del consumatore ed evitare forme elettroniche semplici che possono comportare difficoltà probatorie. E’ pur vero che, ad oggi, le forme avanzate di sottoscrizione digitale (avanzata o qualificata) sono nella disponibilità di pochi e non della massa dei consumatori, ma la preoccupazione dell’Istituto è stata quella di assicurare certezza nella stipula dei contratti piuttosto che la diffusione generalizzata dei contratti.

Le nuove regole del CAD

Il formalismo rigoroso richiesto dalle impostazioni più tradizionali non parrebbe aggiungere nulla di nuovo limitandosi a chiarire un concetto già consolidato e conosciuto nella prassi. Così dispone, infatti, la nuova formulazione del Codice di Amministrazione Digitale (CAD): “il documento informatico cui è apposta una forma elettronica soddisfa il requisito della forma scritta e sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità, sicurezza, integrità e immodificabiltà”.

La nuova formulazione dell’art 21 precisa, quindi, che la firma elettronica, anche se semplice, soddisfa il requisito della forma scritta.

Manca però un’equiparazione del documento  informatico sottoscritto con firma elettronica semplice alla scrittura privata riconosciuta ai fini probatori.

Quindi, dalla lettura combinata delle norme passate in rassegna, pare corretto concludere che la sottoscrizione di una polizza digitale può essere provata solo se il documento informatico contenga una firma elettronica avanzata o qualificata. La firma digitale semplice non pare essere riconosciuta come prova sufficiente.

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