In Gazzetta il Dm per il Durc online

730 precompilato - Online Imc

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(di Matteo Prioschi – Quotidiano del Lavoro)

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta ieri (lunedì 1° giugno, ndIMC), del decreto del ministero del Lavoro 30 gennaio 2015, è confermata l’entrata in vigore il 1° luglio del Durc online. L’atteso passaggio dall’attuale versione a quella evoluta era stato annunciato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel corso di una conferenza stampa il 21 maggio (cfr. Il Durc online parte dal 1° luglio, di Massimo Frontera, Quotidiano del Lavoro 22.05.2015).

Il documento unico di regolarità contributiva è stato previsto dal decreto legge 34/2014 e il relativo decreto ministeriale di attuazione (quello pubblicato il 1° giugno) avrebbe dovuto essere emanato entro il 20 maggio dell’anno scorso. La nuova procedura, come sottolineato dal ministero del Lavoro, comporterà vantaggi in termini di tempo e di costi. Attualmente per ottenere un documento unico di regolarità contributiva un’impresa in regola può dover attendere anche un mese. In futuro, invece, la certificazione sarà emessa in tempo reale a meno che si riscontrino delle irregolarità. In tal caso le posizioni da sanare saranno comunicate all’azienda interessata entro 72 ore. Sempre il ministero ha calcolato che con la nuova procedura le pubbliche amministrazioni risparmieranno oltre 80 milioni di euro all’anno, importo determinato dal costo di 16 euro per un’ora di lavoro di un dipendente moltiplicato per i 5,2 milioni di Durc rilasciati ogni anno. Sul fronte delle imprese, invece, il risparmio è stato stimato in oltre 25 milioni di euro.

Altra conseguenza positiva del Durc online è costituita dal fatto che mentre oggi è la singola azienda che deve richiedere il certificato e presentarlo poi al soggetto che lo richiede, in futuro potrà essere quest’ultimo a ottenerlo direttamente. La messa a punto del Durc online ha reso necessario aggiornare e mettere in comunicazione le banche dati di Inps, Inail e Casse edili (per le imprese che operano nell’edilizia). Un processo non semplice, anche perché finora, spesso, le informazioni in possesso degli istituti non erano aggiornate e quindi poteva accadere che un’azienda, per sbaglio, risultasse irregolare.

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