In guerra sulle auto da riparare, i carrozzieri sfidano il governo

Carrozzeria (5) Imc

Carrozzeria (5) Imc

(di Christian Benna – Repubblica Affari & Finanza)

Pomo della discordia è il disegno di legge sulla concorrenza: introduce per la Rc Auto l’obbligo di risarcimento in forma specifica che favorirebbe i convenzionati a danno delle piccole officine. Un business da 27 miliardi

Era forse nell’ordine delle cose, e nel presagio dei nomi, lo scontro all’arma bianca che si sta consumando tra i carrozzieri inferociti e il governo dei “rottamatori”. Con i primi, che di mestiere riparano, sostituiscono e aggiustano. E gli altri che invece si propongono di spianare la strada (della crescita) eliminando i ferri vecchi, e quei lacci e lacciuoli che imprigionano l’economia. Tant’è, che il disegno di legge sulla concorrenza che introduce per la Rc Auto l’obbligo di risarcimento in forma specifica sta aprendo un vaso di pandora di conflittualità, ma anche di opportunità, tra nuovi e vecchi interessi. E in questo caso c’è ben poco da rottamare, visto che gli italiani nel 2014, stando ai dati di Assopromotec, hanno speso 27 miliardi di euro (in crescita dell’1,9% sull’anno precedente) per la manutenzione e la riparazione di propri veicoli, quasi un miliardo in più rispetto ai volumi di acquisto (a quota 26 miliardi) di auto nuove. Insomma, quanto a veicoli, gli italiani spendono più per preservate il vecchio che non per investire nel nuovo e questo dato la dice lunga su quanto valga il business e dà una spiegazione allo scontro in atto.

Da una parte del campo di battaglia ci sono le piccole ditte artigiane dell’autoriparazione: 119.000 imprese che impiegano 240.000 addetti, delle quali 17.000 sono carrozzerie con 60.000 dipendenti, che, in questi ultimi 5 anni, secondo Cna, Confartigianato e Casartigiani, hanno perso l’8% del giro affari, per una perdita secca di 1 miliardo di euro. E ora si preparano a dar fuoco alle polveri al grido di “no al monopolio delle assicurazioni” tra petizioni online e proteste su tutto il territorio nazionale. Perché, secondo le tre associazioni artigiane, le misure di legge contenute nel Ddl sulla concorrenza «oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, mettono in ginocchio le imprese di carrozzeria indipendenti che non operano in convenzione con le compagnie di assicurazione».

Dall’altra parte della barricata, infatti, ci sono le compagnie assicuratrici che, ovviamente, plaudono all’iniziativa dell’esecutivo. «Nel settore dell’autoriparazione non esistono parametri di riferimento (tempi di riparazione e prezzi dei ricambi) definiti in maniera oggettiva e condivisi sia dai carrozzieri che dalle imprese di assicurazione – come ha ricordato Aldo Minucci, il presidente di Ania, l’associazione delle compagnie assicuratrici nel corso dell’audizione alla commissione finanze e attività produttive della Camera –. In questo scenario la formula del risarcimento in forma specifica rappresenta una soluzione per calmierare i costi delle riparazioni attraverso accordi bilaterali carrozziere-compagnia di assicurazione». Rete Consumatori Italia ha colto subito la palla al balzo criticando le norme del governo, ma attendendosi una riduzione delle sempre più care Rc auto di almeno il 15%.

In mezzo a queste tensioni ci sono i nuovi attori di questo cambiamento, i centri di riparazioni specializzati che fanno capo a grandi società e che puntano sugli intermediari assicurativi per sviluppare il proprio modello di business.

Prima di tutti, si sono mosse le reti di imprese del “cristallo” ovvero i professionisti del parabrezza, lunotti posteriori e specchietti retrovisori, i quali, negli ultimi dieci anni sono spuntati un po’ ovunque, soprattutto nel Nord Italia, fino a gestire oltre 850 centri specializzati. ll dinamismo di questa nuova industria ha molto a che fare con lo sviluppo della tecnologia del vetro. Lo spiega Mickael Joulaud, territory manager per l’Italia di Agc, Automovite replacement glass, uno dei più grandi produttori di cristalli per autoveicoli al mondo. «Il vetro per l’automotive è radicalmente cambiato negli ultimi anni – spiega Joulaud –. Da prodotto semplice è diventato un optional hi tech di grande rilievo. E presto i cosiddetti smart glass conquisteranno il mercato, grazie a soluzioni idrorepellenti e altre autopulenti, ma tutte ricche di sensoristica e anche di protezione Uv. Pertanto il comparto della riparazione ha sempre più bisogno di specialisti e sempre meno di tuttofare. Sostituire un vetro di ultima generazione richiede che l’officina sia dotata di macchinari anche molto costosi».

Insomma i tempi cambiano. E anche i carrozzieri dovranno adeguarsi, magari spingendo l’acceleratore su fusioni (e qualcosa si sta già muovendo) che consentano loro di stare sul mercato. Anche perché, e qui sta una delle chiavi della protesta degli artigiani, assicurazioni e produttori di vetro, hanno tutto l’interesse a dialogare con pochi interlocutori che permettano loro volumi interessanti e quindi negoziazioni sul prezzo di sostituzioni e riparazioni.

Ad oggi, tuttavia, le polizze cristallo non vanno a gonfie vele nel nostro paese, dove la penetrazione non supera il 30% del parco auto circolate. E non è colpa solo della crisi economica, che comunque ha impattato nell’andamento delle assicurazioni, ma soprattutto di una scarsa cultura nazionale in campo assicurativo. Ogni anno si registrano circa un milione e trecentomila sinistri cristallo, e solo poco più della metà sono coperti da garanzie assicurative.

Altro dato che emerge è che il 50% delle riparazioni già avvengono nei centri specializzati. E con il passare della legge sulla concorrenza che favorisce le reti convenzionate, è probabile che la percentuali schizzi all’insù. Del resto l’ascesa dei centri specializzati conferma questo trend: pochi anni fa erano circa appena 400, oggi sono quasi mille. E non è escluso che presto o tardi si moltiplichino in modo esponenziale anche centri specializzati in verniciatura, cambio marmitta, freni e ammortizzatori. «Il mercato dell’automotive – continua Mickael Joulaud – non è più quello di una volta. Ogni modello viene offerta in decine di versioni diverse. L’aftermarket delle riparazioni deve contare su un livello di specializzazione e di preparazione che sia al passo con lo sviluppo delle tecnologie e di tutte le sue variabili».

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