Inail conferma il taglio delle tariffe assicurative

Inail Imc

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(di Davide Colombo – Quotidiano del Lavoro)

L’80% delle imprese iscritte all’Istituto ha avuto nel 2014 e nel 2015 una riduzione media del 15 per cento. I vertici Inail: la diminuzione dei premi compatibile con i ratios dell’ente

Inail è pronta a confermare la riduzione tariffaria introdotta dal Governo Letta con la legge di Stabilità 2014 come misura ponte e che ha garantito un taglio in termini cumulati di 3,3 miliardi del cuneo fiscale e contributivo per circa 2,7 milioni di imprese.

Lo hanno anticipato al Sole 24Ore il presidente dell’Istituto assicurativo pubblico, Massimo De Felice, e il direttore generale, Giuseppe Lucibello. «I dati degli ultimi esercizi ci rendono confidenti che le ultime verifiche in corso saranno positive per una conferma del taglio sulle tariffe obbligatorie, fermo restando che l’impatto finanziario di questa misura continuerà ad essere monitorato negli anni a venire e dovrà essere compatibili con i ratios dell’Istituto», ha spiegato De Felice, che presenterà la Relazione annuale dell’Inail il 22 giugno, a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato.

La riduzione delle tariffe, di cui in questi anni hanno beneficiato l’80% circa delle imprese che compongono il portafoglio Inail (sono 3,25 milioni), è oscillato tra il 14 e il 16% ed è stata finanziata anno dopo anno con 500 milioni di euro a carico dell’Inail e a regime con 700 milioni di trasferimenti statali.

Il taglio, che quest’anno è arrivato al valore di 1,2 miliardi, era soggetto appunto a una verificare di sostenibilità economica, finanziaria e attuariale che sembra acquisita. La buona notizia arriva in coincidenza con il click day che ha suggellato il sesto bando Isi per finanziare investimenti destinati a migliorare gli standard di salute e sicurezza nelle imprese; una iniziativa che erogato finanziamenti a fondo perduto per un valore di oltre 1,2 miliardi tra il 2010 e il 2015.

Il taglio strutturale della quota Inail del cuneo è al netto di un altro sconto di cui hanno potuto beneficiare migliaia di imprese (negli ultimi quattro anni, s’è partiti da 28mila nel 2010 per arrivare alle oltre 52mila nel 2014; ultimo anno per il quale sono stati resi disponibili i dati, con uno sconto complessivo di quasi 1,4 miliardi in termini cumulati). Si tratta della cosiddetta “oscillazione per la prevenzione”, uno sconto riconosciuto alle imprese che hanno realizzato migliorie delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro andando oltre i livelli minimi previsti dalla legge: «e quest’anno la procedura è stata ulteriormente semplificata, riducendo il numero delle sezioni e utilizzando voci puntuali che contengono chiarimenti e definizioni, per evitare incertezze interpretative», hanno spiegato i vertici dell’Istituto.

Inail nel corso del 2016 garantirà altri finanziamenti a favore delle imprese che investono in sicurezza. Con bando in corso Fipit verranno distribuiti 30 milioni alle piccole e medie imprese (comprese quelle individuali) attive nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dell’estrazione e lavorazione dei marmi, mentre entro luglio scatterà il bando per finanziare investimenti in tecnologia e macchinari agricoli (45 milioni del Fondo innovazione previsto in Stabilità 2016). Resta infine il bando per progetti formativi nelle Pmi sempre finalizzato al rafforzamento delle conoscenze e delle pratiche per la salute e la sicurezza (14,5 milioni resi disponibili e il termine per le domande di ammissione è stato prorogato fino al 10 agosto).

Nella prospettiva delle nuove iniziative cui sta lavorando il Governo per rafforzare i canali di finanziamento non bancario alle imprese, l’atteso decreto «finanza per la crescita 2.0», Inail potrebbe giocare un doppio ruolo come ente nazionale. «Stiamo guardando con grande interesse all’ipotesi di partecipazioni dirette in quote di capitale di start up che potrebbero essere costituite nei prossimi mesi a partire dalla realizzazione della mano robotica sviluppata con una collaborazione tra Inail e l’Iit di Genova», spiega il presidente De Felice. Operazioni di private equity che potrebbero estendersi ad altre iniziative sul fronte delle tecnologie riabilitative e della sicurezza sul lavoro «sostenute – precisa il presidente – tenendo conto che Inail sarebbe un investitore istituzionale e dunque di lungo periodo, attento però a valutare la compatibilità di ogni partecipazione con i coefficienti di rischio e di solvibilità che dobbiamo rispettare».

L’altro canale di finanziamento alternativo che si dischiude per Inail lo indica il direttore Lucibello: «Inail è autorizzata ad investire su un portafoglio titoli per un miliardo cui si aggiungono 460 milioni di disponibilità liquide. Ebbene di queste somme potrebbero essere resi disponibili circa 800 milioni per investimenti alternativi, sempre naturalmente compatibili la natura pubblica dell’ente e nel rispetto dei vincoli di sostenibilità finanziaria e patrimoniale dell’Istituto».

Inail ha poi diversi miliardi destinati al settore immobiliare. E vale infine ricordare che le riserve tecniche dell’Istituto ammontano a circa 27 miliardi, di cui 24 vincolati a deposito in Tesoreria unica con rendimento nullo. Uno svincolo graduale di queste risorse sarebbe tuttavia possibile se utilizzato in investimenti in economia reale capaci di compensare l’impatto sul debito pubblico e il fabbisogno.

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