INAIL: IN CALO GLI INFORTUNI E LE MORTI SUL LAVORO

Crescono, di contro, le denunce di malattia professionale. Ecco le stime riferite al 2011.

Le stime Inail sull’andamento infortunistico del 2011 (rilevazione al 29 febbraio 2012) evidenziano una riduzione del 6,4% degli infortuni (da circa 776.000 a 726.000 denunce nel 2010). In calo (4,4%) anche gli infortuni mortali (da 973 denunce a 930), mentre aumentano di quasi il 10% le malattie professionali che dopo il boom registrato nel 2010 (circa 7.600 casi in più rispetto al 2009), si attestano nel 2011 a circa 46.500 denunce.

Il calo degli infortuni appare più pronunciato nell’industria (-9,9% a fronte di un calo occupazionale dello 0,6%), seguita dall’agricoltura (-6,3%, in presenza di un calo degli occupati dell’1,9%) e dai servizi (-4,2% mentre gli occupati sono aumentati dell’1%). Buono l’andamento infortunistico nelle costruzioni (-11%) anche se influenzato dal significativo calo degli occupati nel settore (-5,3% rispetto al 2010). Per quanto riguarda i casi mortali, nei servizi si registra  la contrazione più alta (-8,8%), mentre nell’industria il calo si ferma al 2,1%.

La riduzione degli infortuni interessa tutto il territorio italiano, con un calo al nord e al centro pari al 6% e una flessione ancora maggiore per il Mezzogiorno (-8,1%). Il Mezzogiorno si distingue anche per i casi mortali, con un calo del 10,2%, mentre il centro fa registrare un -2,5% e il nord -1,1%.

La diminuzione degli infortuni sul lavoro ha riguardato uomini e donne, con un decremento più sensibile per i primi (-6,8% contro -5,5%), giustificato anche dall’andamento occupazionale rilevato dall’Istat nell’anno: il moderato aumento (+0,4%) degli  occupati  è  dovuto  unicamente  alla componente  femminile (+1,2%,  contro il -0,1% maschile). Forte invece la differenza tra i due sessi per i casi mortali: il calo del 4,4% è influenzato esclusivamente dalla componente maschile (da 895 decessi nel 2010 agli stimati 840 del 2011, -6,1%). Le lavoratrici, viceversa, hanno conosciuto un sensibile aumento dei decessi  in termini percentuali, +15,4%, passando dai 78 casi del 2010 ai 90 stimati del 2011: tale aumento è dovuto ai casi “in itinere” che rappresentano  più della metà dei decessi femminili.

L’aumento delle denunce di malattia professionale è dovuto, secondo l’Inail a diversi fattori: «l’emersione delle malattie “perdute” grazie a una più matura consapevolezza di lavoratori e datori di lavoro favorita dalle iniziative di istituzioni e organizzazioni; l’inserimento delle patologie muscolo-scheletriche nelle nuove tabelle delle malattie professionali che consente un percorso più agevole per il riconoscimento del nesso di causalità tra esposizione al rischio e insorgenza della malattia; l’aumento delle denunce di più malattie per un unico lavoratore, connesse alla sua mansione e per lo stesso rischio».

Redazione – Intermedia Channel

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