Incidenti falsi, truffe vere: Ecco i trucchi più diffusi

Falsi incidenti Imc

Si adescano cittadini in precarie condizioni economiche, li si convince a dichiarare il falso, si stipula un accordo. Le Fiamme Gialle hanno scovato l’ennesima organizzazione

Simulare finti incidenti stradali per riscuotere il premio dalla compagnia assicurativa. È la truffa più collaudata e perfetta da decenni. Le agenzie assicurative sono ormai abituate a questo genere di raggiro. Qualche giorno fa, un’organizzazione è stata scoperta dalla tenenza della GdF a Gioia. Sono stati denunciati in 42 su tutto l’hinterland barese. C’è di tutto. Titolari di agenzie pratiche auto. Finti testimoni o passeggeri che dichiarano incidenti stradali mai avvenuti. E poi professionisti, dal medico ortopedico che dichiara fratture inesistenti all’avvocato che istruisce la pratica legale di richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa. I registi dell’operazione sono, in alcuni casi, i titolari di agenzie pratiche auto e antinfortunistiche. E c’è un preciso tariffario per suddividere la posta.

La dinamica è questa. Adescano cittadini in precarie condizioni economiche. Li convincono a dichiarare il falso, cioè di aver subito o causato un incidente stradale. Si stipula un accordo. C’è anche il falso testimone che dichiara di avere assistito ad un finto incidente. Molto spesso, alcune persone testimoniano più volte, in diversi episodi, a breve distanza di tempo. Per questo vengono smascherati. Ma la dinamica è ancora più precisa. Ad esempio, le auto incidentate non vengono mai riparate. E ciò nonostante l’assicurazione abbia già pagato il premio. Questo escamotage serve all’organizzazione per ripetere un numero indefinito di volte la stessa truffa. La stessa auto incidentata serve per altri raggiri simili.

Altro metodo: accade che cambino compagnia assicurativa. Come di norma, circa un mese prima che scada il contratto stipulato con la compagnia assicurativa, l’utente riceve a casa l’attestato di rischio. La cosiddetta «sinistrosità», un certificato con il quale si documenta il numero di incidenti di cui si ha colpa. E questo per tutti gli anni di durata del contratto. Pochi giorni prima della scadenza di contratto. Ed in previsione di un imminente cambio di compagnia assicurativa, il gruppetto organizza un finto incidente. Supponiamo che l’utente non abbia mai avuto incidenti a sua responsabilità. A cosa serve questa tempistica? Il falso incidente creato ad arte 15 giorni prima del cambio di compagnia, viene addebitato per il pagamento del danno all’assicurazione con cui ancora vige il vecchio contratto. E il truffatore è pronto per un falso incidente. E la nuova compagnia è ovviamente ignara.

Le dinamiche sono diverse. Ma le possibilità sono tante. Chi diagnostica una lesione ossea? Un ortopedico che potrebbe far parte anch’egli del giro. Il classico «colpo di frusta» alla colonna vertebrale cervicale, ad esempio, è difficilmente diagnosticabile in quanto tale. Non ci sono lesioni a legamenti, ossa. Ma il paziente dichiara di avere ugualmente un finto dolore al collo ed alla testa. La diagnosi è quasi d’obbligo se la radiografia non mette in luce alcuna lesione. Per non parlare di diagnosi false di fratture.

Il tariffario: Una finta frattura ossea? Vale fino a 5.000 euro

Quanto si guadagna grosso modo da un incidente stradale organizzato ad arte? Esiste un tariffario. Una frattura ossea finta? Vale fino a 5mila euro. Per lesioni più serie si può arrivare a 30mila euro. Un colpo di frusta costava all’assicurazione 1500 euro, fino a poco tempo fa. Se i complici erano titolare di agenzia e 2 automobilisti, l’incasso era di 500 euro a testa. Oggi, il governo ha abbassato il risarcimento per questa lesione. Il colpo di frusta vale un punto per l’invalidità. Se l’automobilista finisce fuori strada da solo e simula un falso incidente con un trattore, al conducente del mezzo agricolo vanno fino a 1.500 euro. Per il danno all’autoveicolo, i complici contrattano. Il falso testimone chiede quasi sempre tra il 60 ed il 70% dell’importo risarcito. Molto dipende dall’entità del danno, ovviamente. E dall’anno di costruzione. Se l’auto fintamente incidentata è nuova, le compagnie pagano il 90%, ad esempio 4700 euro se il danno è di 5mila euro. Ma del giro possono far parte anche meccanici e carrozzieri. Specie se non rilasciano regolare ricevuta fiscale.

Autore: Valerio Sgaramella – La Gazzetta del Mezzogiorno

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