Incidenti stradali: c’è uno spiraglio sui risarcimenti

Incidente (4) ImcEvitare il contenzioso su un risarcimento danni da Rc auto che si ritiene ingiusto è praticamente impossibile: si parla di conciliazione da vent’anni, ma questo strumento non è mai davvero decollato e le cause legate a incidenti stradali restano quelle che più intasano la giustizia civile. Potremmo però essere giunti a un punto di svolta: il 21 maggio scorso, per la prima volta in assoluto, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni (l’Ivass, che fino all’anno scorso si chiamava Isvap) ha inviato una lettera a compagnie assicurative e associazioni dei consumatori, con la quale indica quali misure adottare per favorire la diffusione della conciliazione.

Questo strumento consiste nel far riunire alcuni rappresentanti delle associazioni dei consumatori con personale della compagnia con cui è sorta la controversia. Dall’incontro dovrebbe poi scaturire un accordo, che evita di arrivare alla citazione davanti al giudice.

La conciliazione al momento è quasi l’unico strumento alternativo al contenzioso: la mediazione obbligatoria non si applica alla Re auto. Anche se tra il 21 marzo 2011 e il 31 dicembre 2012 è stata comunque la materia su cui più è stata attivata la mediazione (evidentemente in via volontaria: ha coperto il 20,5% delle mediazioni effettuate).

L’intervento Ivass

La lettera Ivass, protocollata con il numero 09-13-004904, è stata scritta dopo che l’Ania (l’associazione delle compagnie) e alcune associazioni dei consumatori hanno firmato un nuovo accordo (dopo quello del 2004, sostanzialmente fallito) che prevede nuove procedure di conciliazione paritetica fra assicurazioni e consumatori sui sinistri, in cui i danni da risarcire non superano i 15mila euro.

Il contenuto del documento non ha alcun valore vincolante: l’Ivass non ha poteri specifici e quindi deve limitarsi a una moral suasion (infatti, afferma che l’istituto di vigilanza «ritiene importante che anche le imprese… attivino opportune iniziative»). Però è significativo che le parti siano state esortate a puntare sulla conciliazione, riprendendo un discorso che sembrava abbandonato. E, comunque, la lettera chiedeva alle compagnie anche di confermare entro 60 giorni di aver intrapreso iniziative per adeguarsi ai “consigli” contenuti nel documento stesso.

Le linee guida

Le iniziative cui si riferisce la lettera Ivass del 21 maggio sono:

  • prevedere sui siti internet delle compagnie spazi che annuncino e ricordino la possibilità di utilizzare la conciliazione paritetica;
  • indicare alle reti di vendita (sostanzialmente ad agenzie e – per le compagnie dirette, cioè che vendono le loro polizze senza intermediari – operatori dei call center) e agli uffici di liquidazione danni (sia centrali sia periferici) che vanno date informative scritte agli assicurati con cui sorge il contenzioso, per sottolineare la possibilità di attivare procedure conciliative e spiegare come farlo;
  • riportare la possibilità di conciliazione anche nelle lettere con cui le compagnie rispondono negativamente (in tutto o in parte) a chi invia loro un reclamo.

Tutto sommato, sembrano raccomandazioni banali e sta al consumatore trarre frutto dalla loro applicazione. Ma nessuna novità può essere definita banale nella liquidazione dei danni da Rc auto, alla luce dell’applicazione stentata che la conciliazione ha avuto in questi suoi primi dieci anni di vita. Tanto che la stessa partecipazione delle associazioni dei consumatori all’Ebic (l’ente bilaterale compagnie-associazioni-agenti assicurativi, fondato nel 2011, che si occupa della conciliazione) non è cospicua (al momento c’è solo l’Adiconsum). Però, la situazione potrebbe cambiare prossimamente. Quindi, occorre che l’interessato verifichi periodicamente se ci sono aggiornamenti.

Dati statistici sull’applicazione dell’ultimo accordo non ce ne sono ancora: l’iniziativa è troppo recente. L’esperienza di questi anni ha comunque dimostrato che, anche quando viene scelta, la strada della conciliazione non è facile da percorrere.

Molto dipende dall’atteggiamento con il quale la compagnia si siede al tavolo: ci sono stati casi in cui è stato costruttivo e altri in cui ci si è limitati a confermare le risultanze delle pratiche istruite dal proprio ufficio liquidazione, senza valutarne criticamente l’operato.

Comunque, è impossibile indicare a priori al danneggiato se la compagnia che ci si trova come controparte sia favorevole o no alla conciliazione: dipende anche dalle circostanze. In ogni caso, anche l’Ania si sta impegnando sulla conciliazione e gli effetti dovrebbero essere ora visibili anche negli atteggiamenti delle singole compagnie.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore

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