Indagine Aviva, assicurazione sulla casa ancora poco diffusa in Italia come strumento di tutela

Assicurazioni - Casa - Abitazione - Sicurezza Imc

Assicurazioni - Casa - Abitazione - Sicurezza ImcRicerca della compagnia sull’approccio degli italiani alla gestione della propria abitazione in occasione di periodi di vacanza. Focus sugli strumenti di prevenzione e pratiche di sicurezza. Si punta ancora molto sul “fai da te”

Nonostante due italiani su tre si dicano in qualche modo preoccupati per la propria casa nei periodi di assenza, il ricorso all’assicurazione come strumento di tutela è ancora poco diffuso. È quanto emerge dall’indagine* di Aviva – assicurazione tra i leader in Europa e presente in Italia dal 1921 – e dell’istituto di ricerca Lorien Consulting sulla gestione dell’abitazione in occasione di periodi di vacanza.

L’indagine – che ha coinvolto più di 1.500 italiani dai 30 ai 74 anni – ha rilevato che a fronte di sette italiani su dieci che giudicano sufficiente la propria organizzazione per la prevenzione, il 30% circa dichiara di essere poco o per nulla organizzato per evitare problemi, con punte del 38% tra chi vive in affitto.

Assenza da casa – Strumenti di prevenzione e tutela

Secondo quanto emerge dall’indagine, per la prevenzione si punta molto sul “fai da te”. Lasciare le chiavi a persone fidate perché passino a controllare è la strategia più diffusa (46%). Un italiano su quattro addirittura manda sistematicamente amici o parenti ad accendere la luce e aprire le persiane, così che non ci si accorga che non c’è nessuno a casa. L’8% fa affidamento sul portiere del palazzo.

Il ricorso a sistemi d’allarme è segnalato dal 44% circa, di cui il 16% con telecamere che permettono di controllare la situazione a distanza. Sono tre su dieci coloro che si affidano all’assicurazione come strumento di tutela: in particolare, il 27% conta su una copertura sulla casa “tradizionale”, mentre una percentuale minima dichiara di aver scelto una soluzione assicurativa dotata di sensori antiintrusione e per la rilevazione di fumo/allagamenti (4%).

Un intervistato su dieci circa dichiara di non fare nulla di particolare a scopo preventivo; proporzione che sale al 20% tra gli affittuari.

“Diversamente da quanto avviene nel mondo anglosassone, in Italia è ancora poco diffuso il ricorso all’assicurazione come strumento di tutela. Si pensa all’assicurazione come a qualcosa da attivare solo a seguito di un problema o di un danno – ha commentato Louis Roussille, Marketing, Communication & Digital Director di Aviva in Italia –. Ne è una riprova il fatto che le polizze sulla casa siano ancora poco diffuse, nonostante oggi esistano soluzioni a costi contenuti e che, potendo contare su dispositivi tecnologici come sensori di rilevazione antintrusione, anti fumo/allagamenti e collegate con centrali di controllo, possono permetterci di non correre rischi e non avere più pensieri. Soprattutto in vacanza”.

Esperienze negative

Al 6% degli intervistati è capitato di interrompere le vacanze per problemi legati alla propria abitazione, principalmente a seguito di furti (44%) o di danni conseguenti l’intrusione (27%).

In linea generale, indipendentemente dal periodo vacanziero, hanno affrontato problemi legati alla casa quattro italiani su dieci. I furti sono in cima alla lista (19%). Seguono i danni derivanti da incidenti domestici (12%), quelli legati agli eventi atmosferici (10%) e ad atti vandalici (9%).

I residenti al Nord Ovest (44%) hanno registrato problemi in misura superiore alla media. In particolare le regioni che spiccano per i valori più alti sono Toscana (46%), Lombardia (45%) Lazio (44%) e Piemonte (43%).

Intermedia Channel


* Metodologia e campione: Il sondaggio è stato realizzato da Lorien Consulting s.r.l. nel maggio 2016. È stato intervistato un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 30 ai 74 anni composto da 1.200 persone, con sovra campionamenti in 9 regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Sardegna) per un totale di 1.564 interviste. L’indagine è stata condotta tramite sistema CAWI (Computer Assisted Web Interview)

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