Indagine EY, i Forensic Data Analytics allontanano i rischi, anche quelli di una sanzione Privacy

Data analytics - Analisi dati Imc

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Secondo quanto emerge dall’edizione 2018 della Global Forensic Data Analytics Survey, per il 78% delle imprese intervistate, la mancata protezione dei dati e la non conformità alla normativa privacy rappresenta uno dei rischi più rilevanti. A pochi mesi dall’entrata in vigore del GDPR – il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati – solo il 33% (il 48% in Italia) degli intervistati ha già definito un piano per adeguarsi alla normativa, sebbene le sanzioni possano arrivare al 4% del fatturato. Oltre l’80% degli intervistati ritiene che i Forensic Data Analytics (FDA) permettano una maggiore identificazione dei rischi e consentano di rispondere alle aspettative normative. Grazie all’integrazione di robotica (39%) e intelligenza artificiale (38%), la maggioranza delle aziende intende adottare strumenti di FDA nei prossimi 12 mesi (in Italia rispettivamente il 36% e il 18% degli intervistati). Tra gli intervistati, solo il 13% ritiene che la propria azienda abbia le giuste skills in FDA e solo il 12% crede di avere le necessarie competenze in data analytics e data science

Per il 78% delle aziende l’aumento della pressione normativa in materia di protezione dei dati e di conformità alla privacy rappresenta una crescente fonte di preoccupazione. È questo uno dei principali dati che emerge dall’EY Global Forensic Data Analytics Survey 2018, basato sulle interviste di 745 top manager di 19 paesi diversi riguardo ai rischi legali, di compliance e di frode che hanno coinvolto, o potrebbero coinvolgere, le loro aziende e all’uso di strumenti di Forensic Data Analytics (FDA) per arginarli.

A meno di quattro mesi dall’entrata in vigore del GDPR, il prossimo 25 maggio, solo il 33% degli intervistati dichiara di aver definito un piano per adeguarsi alla legislazione europea.

“Il dato significativo – ha commentato Fabrizio Santaloia, Partner EY e responsabile Fraud Investigation & Dispute Services – è che in Italia le aziende sembrano essere più preparate della media: il 48%, infatti, afferma di stare già attuando un piano per conformarsi alla normativa. Tale dato appare sicuramente positivo ma non consola il fatto che il restante 52% non è pronto, tanto più se consideriamo che le sanzioni per le violazioni del regolamento UE 2016/679 potranno arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo globale”.

Per il 73% degli intervistati gli strumenti di FDA possono contribuire in modo significativo al raggiungimento della conformità alla normativa sulla protezione dei dati e sulla privacy, nonché a contrastare le frodi aziendali (77%).

In particolare, in Italia il 67% degli intervistati ritiene che gli strumenti FDA abbiano un ruolo chiave nella gestione del rischio, mentre il restante 33% pensa che siano comunque efficaci.

Secondo gli esperti della società multinazionale operante nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, questi strumenti possono infatti aiutare a costruire una visione consolidata del patrimonio informativo aziendale e a capire dove si trovano i dati, come vengono utilizzati, chi vi ha accesso e quali clienti o dipendenti possono essere interessati in caso si verifichi una violazione.

A livello globale, il 45% degli intervistati ha riconosciuto che è necessario fare di più per migliorare la consapevolezza relativa ai benefici della FDA. In Italia, arriva a circa il 53% la percentuale di intervistati che ritiene necessario attivarsi maggiormente.

Secondo il report EY, inoltre, le aziende riconoscono il valore degli strumenti di FDA e i benefici che il loro utilizzo può portare, come dimostra l’aumento del 51% della investimenti medi annui in strumenti di FDA per ciascun intervistato rispetto al 2016.

E le aziende sono andate molto oltre l’uso di strumenti base di FDA:

  • Il 14% degli intervistati dichiara di utilizzare già le nuove tecnologie di Robotic Process Automation (RPA) per gestire i rischi legali, di compliance e di frode;
  • Il 39% afferma, invece, di voler adottare l’RPA nei prossimi 12 mesi;
  • Il 38% intende affidarsi all’intelligenza artificiale.

Gli investimenti nelle tecnologie emergenti risultano leggermente inferiori nel nostro Paese, dove il 36% degli intervistati dichiara di voler adottare l’RPA e il 18% l’intelligenza artificiale.

Secondo lo studio, il 42% delle aziende ritiene che la protezione dei dati e della privacy abbia un impatto significativo sulla progettazione o sull’utilizzo di strumenti di FDA: il 13% degli intervistati li utilizza per adeguarsi al GDPR, mentre il 52% sta attualmente valutando quale degli strumenti di FDA adottare per raggiungere la conformità alla normativa.

Nel complesso, il report EY evidenzia come maggiori investimenti in tecnologie FDA e una più vasta adozione di questi strumenti debbano essere accompagnati da un aumento degli investimenti in risorse specializzate. Tra gli intervistati, solo il 13% ritiene che la propria azienda abbia le giuste competenze in FDA e solo il 12% crede di avere quelle necessarie in data analytics e data science.

Su questo tema, infine, è significativo il dato italiano relativo al personale aziendale impiegato in FDA: oltre il 60% degli intervistati ha, infatti, dichiarato di non avere personale dedicato, contro il 39% a livello globale. Per questo motivo il 31% degli intervistati dichiara di aver dato in outsourcing tutto o parte dei progetti in materia di FDA.

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