Indagine Franklin Templeton, investitori professionali italiani più propensi al rischio rispetto alla media europea

Rischi emergenti Imc

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Un recente sondaggio commissionato da Franklin Templeton Investments e condotto su oltre 300 investitori professionali in Italia, Francia, Germania e Spagna sulla propensione nei confronti del comparto obbligazionario europeo, ha rilevato che gli investitori italiani sono tra i più propensi al rischio in confronto agli altri paesi. Dall’indagine emerge infatti che gli investitori italiani valutano ad alto rischio oltre un terzo della propria allocazione obbligazionaria europea (36%), rispetto al 30% della media.

In termini di asset allocation, spiegano dalla società multinazionale di gestione del risparmio, gli investitori italiani hanno una maggiore esposizione alle obbligazioni high yield rispetto alla tendenza generale. Oltre il 15% del portafoglio obbligazionario europeo medio degli italiani comprende questa asset class, contro la media del 13% degli altri paesi. La spiccata propensione a investire in high yield viene riconfermata guardando alle allocazioni future. L’80% degli investitori italiani ha dichiarato l’intenzione di continuare a comprare high yield nei prossimi 12 mesi, contro il 75% della media degli altri mercati.

I risultati hanno tuttavia anche mostrato che l’high yield è generalmente visto come un investimento di rischio più alto: il 76% degli investitori intervistati ha sostenuto che i prezzi delle obbligazioni high yield sono eccessivi e vicini al rischio bolla. Un’affermazione che ha trovato d’accordo il 78% degli investitori italiani, in misura leggermente maggiore rispetto alla media europea.

“Pensiamo che questo approccio risk-on dell’Italia non sia necessariamente ingiustificato dato il contesto di bassi rendimenti – ha commentato David Zahn, Head of European Fixed Income di Franklin Templeton Investments –. Generalmente, riteniamo che i fondamentali sottostanti dei societari high yield europei siano ampiamente sani ma concordiamo con il consenso di mercato sul fatto che le valutazioni siano divenute eccessive. In questa fase di mercato, l’attenta selezione dei titoli non è mai stata più importante”.

Nonostante i più alti livelli di propensione al rischio, evidenziano però da Franklin Templeton, quando si tratta di asset allocation gli investitori italiani sono tra i più sensibili al tema di rialzo tassi e del rischio di duration. Quasi l’85% degli investitori italiani rivela di essere preoccupato circa l’aumento dei tassi d’interesse e il tapering della BCE contro la media dell’82%, mentre per il 70% – in linea con gli investitori in generale – la maggiore preoccupazione deriva dal rischio di duration.

Secondo i curatori del sondaggio, questo potrebbe spiegare l’atteggiamento generalmente difensivo che gli investitori italiani assumono nel posizionamento di portafoglio. Il portafoglio obbligazionario europeo degli italiani ha in media una duration di 3,2 anni, nettamente inferiore alla media europea di 4,1 anni.

“Nonostante gli investitori italiani – ha dichiarato Michele Quinto, Co-branch Manager e Retail Sales Director di Franklin Templeton in Italiasiano più propensi al rischio in termini di asset allocation rispetto agli altri quattro mercati oggetto dell’indagine, rimangono cauti e difensivi quando si tratta della gestione della duration a causa di preoccupazioni concernenti i rialzi dei tassi di interesse. Il posizionamento difensivo potrebbe indicare che gli investitori italiani stanno inutilmente perdendo rendimenti estremamente importanti”.

“Gestione della duration non significa necessariamente riduzione della duration – ha aggiunto Antonio Gatta, Co-branch Manager e Institutional Sales Director di Franklin Templeton in Italia –. Gli investitori italiani dovrebbero cercare un approccio attivo e flessibile agli investimenti obbligazionari europei che li aiuti ad affrontare in modo maturo il mutevole contesto di mercato nell’obbligazionario europeo, e ad orientarsi non solo attraverso i rischi ma anche cogliendo opportunità”.

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