Indagine FRISS, il settore assicurativo attende ancora il ‘Big Bang’ della trasformazione digitale

digitalizzazione-trasformazione-digitale-intermediari-imc

digitalizzazione-trasformazione-digitale-intermediari-imc

La ricerca del fornitore su scala mondiale di soluzioni contro le frodi e il rischio per le compagnie assicurative Danni, basata sulle risposte di professionisti internazionali delle assicurazioni, mostra che il settore sta recuperando il ritardo finora accumulato

FRISS, fornitore su scala mondiale di soluzioni contro le frodi e il rischio per le compagnie assicurative Danni, ha recentemente pubblicato Digital Transformation in Insurance Survey 2018, indagine nata con l’obiettivo di analizzare e comprendere la situazione attuale del mercato, individuando le tendenze mondiali emergenti nelle assicurazioni Danni per quanto riguarda la trasformazione digitale. All’indagine hanno partecipato oltre 170 professionisti del settore di diversi Paesi nel mondo.

La trasformazione digitale – spiegano da FRISS – offre al settore assicurativo l’opportunità di sfruttare la tecnologia per migliorare l’efficienza e la soddisfazione dei clienti e per realizzare nuove opportunità strategiche. Queste opportunità potrebbero creare nuovi servizi o modelli operativi e migliorare l’efficienza. La digitalizzazione apre anche le porte al miglioramento dell’esperienza cliente, ma può anche comportare rischi aggiuntivi e l’emergere di nuove pratiche fraudolente.

Di seguito, alcune delle principali evidenze dell’indagine:

L’Insurtech è il motore dell’innovazione. L’88% degli assicuratori è convinto che il comparto Insurtech possa offrire grandi opportunità. Sebbene sia certamente possibile sviluppare autonomamente una tecnologia specifica, molte aziende preferiscono infatti utilizzare l’esperienza di aziende Insurtech specializzate per supportare la trasformazione digitale, ad esempio per lo sviluppo di applicazioni mobili, procedure di apprendimento automatico, intelligenza artificiale, la creazione di bot o l’applicazione di tecnologie blockchain. Il numero di aree da sviluppare è decisamente ampio e le risposte all’indagine mostrano come la metà delle compagnie stia attualmente conducendo sperimentazioni in ambito Insurtech o lavorando per integrarle nella loro operatività. Il 19% del campione sondato evidenzia di investire già per questo scopo. Per le compagnie tradizionali, l’approccio all’Insurtech è ancora prevalentemente diviso tra “creare”“acquisire”. Il dilemma è però non tanto nella creazione in autonomia, tanto quanto nel consolidamento e nell’ulteriore innovazione di queste realtà. In questo senso, ulteriori opportunità sono fornite dalla possbilità di collaborazione con startup già formate. L’11% degli assicuratori considera inoltre l’acquisizione di realtà Insurtech per garantire continuità di manutenzione e innovazione.

L’uso della tecnologia Blockchain è attualmente in una fase di sviluppo iniziale. Le compagnie iniziano ad operare nel campo della tecnologia Blockchain, ma il suo utilizzo è ancora poco sviluppato. Solo il 2% degli operatori ha iniziato ad inserirla nelle proprie attività, mentre il 44% del campione sondato afferma di non avere ancora una precisa idea sulla sua possibile utilità a livello operativo. Gli assicuratori che l’hanno presa in considerazione (il 21% sta pensando di sperimentarla) ritengono allo stesso tempo che potrebbe aiutare nel semplificare le transazioni, nel facilitare i processi di richiesta di indennizzi e risarcimenti o a ridurre le frodi.

Lo sviluppo della distribuzione online va a rilento. Per i curatori dell’indagine, parlando di trasformazione digitale, appare logico e persino necessario che gli assicuratori ragionino sul passaggio a canali di distribuzione online. Molti di loro hanno già creato canali di distribuzione digitale accanto alle reti tradizionali di agenti e broker. Alcune delle realtà sondate utilizza solo canali online. Lo sviluppo di questa modalità distributiva non sembra tuttavia procedere con la velocità che ci si aspetterebbe. Il 69% delle compagnie afferma di aver creato modalità di distribuzione online, contro il 65% registrato da un analogo sondaggio realizzato nel 2016. Lo scostamento di soli quattro punti percentuali sembra però essere controbilanciato dall’intenzione di quasi metà dei partecipanti all’indagine che non hanno ancora un canale distributivo online (45% di questo segmento) di volerlo realizzare nel corso del prossimo anno.

Combattere le frodi è più semplice grazie alla tecnologia. Poiché i processi tendono a velocizzarsi al fine di fornire un servizio migliore e più rapido ai clienti, secondo i curatori dell’indagine è logico attendersi un aumento delle frodi (o di sinistri con indicatori di criticità) che potrebbero passare indenni le procedure di gestione dei sinistri. La semplificazione dei processi può portare alla riduzione e prevenzione dei rischi, oltre a rilevare efficacemente un maggior numero di tipologie di frodi. Il 32% degli assicuratori utilizza già tecnologie specializzate nella prevenzione dei fenomeni fraudolenti. Il 48% delle compagnie ne fa uso per deteminare i livelli tariffari ed il 45% vi fa ricorso in sede di sottoscrizione.

La trasformazione digitale del settore assicurativo è quindi in pieno svolgimento, secondo FRISS. Il settore è decisamente consapevole del fatto che questo processo rappresenti sempre di più un motore di crescita settoriale e non solo un’operazione di facciata. Non tutte le azioni di sviluppo finora implementate sembrano ad ogni modo fare breccia nell’industria assicurativa ed anzi mostrano tassi di adozione inferiori a quanto previsto. Le compagnie che stanno cavalcando la rivoluzione hanno quindi accumulato un vantaggio sui propri concorrenti più lenti a convertirsi; questi ultimi saranno costretti a sforzi supplementari per evitare un’insormontabile arretratezza tecnologica.

Intermedia Channel

Related posts

*

Top