Indagine Most Innovative Companies 2019, anche Allianz ed AXA nella Top 50

Digitalizzazione - Innovazione - Insurtech - Tecnologia Imc

Digitalizzazione - Innovazione - Insurtech - Tecnologia Imc

Nella nuova edizione dell’indagine realizzata da Boston Consulting Group, dopo tredici anni Apple cede lo scettro di gruppo più innovativo a Google / Alphabet e scende al terzo posto, sopravanzata anche da Amazon. Allianz (26^) ed AXA (31^) sono sul podio delle aziende dei servizi finanziari. Innovazione priorità assoluta per il 95% delle aziende italiane. L’80% attende un incremento degli investimenti

Per la prima volta in tredici anni c’è un cambiamento in cima alla classifica annuale “The most innovative companies” di Boston Consulting Group. Nel sondaggio globale 2019*, il leader ‘storico’ Apple scende infatti al terzo posto, cedendo lo scettro a Google /Alphabet e venendo sopravanzato anche da Amazon.

Se il 2018 aveva testimoniato il ritorno delle aziende europee in classifica, il 2019 conferma il trend positivo, registrandone 16 tra le prime 50, con sei nuovi ingressi (due tedesche, due olandesi e due inglesi). Adidas è il primo gruppo del Vecchio continente e chiude la Top 10 globale, seguita da BASF e Siemens, rispettivamente al 12° e 16° posto.

Nella Top 50 trova posto anche il settore assicurativo, rappresentato da Allianz (26°) e AXA (31°), entrambe sul podio dei servizi finanziari, guidati da JP Morgan Chase (20°).

Sebbene l’Italia non sia rappresentata nelle prime 50 aziende, l’innovazione è definita come una priorità dal 95% degli intervistati del nostro Paese, percentuale in leggero aumento rispetto allo scorso anno (91% nel 2018), al livello più elevato sulla media mondiale. Allo stesso modo, tra gli intervistati delle aziende italiane nel 2019 crescono anche le aspettative per l’incremento degli investimenti in ambito innovazione: 80%, rispetto al 63% del precedente anno. Percentuali probabilmente giustificate dal fatto che gli intervistati italiani nel complesso sono leggermente in ritardo rispetto alla media in termini di impatto e perseguimento dell’innovazione digitale.

Tra i trend regionali, gli intervistati europei danno maggiore importanza all’innovazione. Il 41% la considera la priorità assoluta per le loro organizzazioni contro il 33% degli intervistati dei paesi sviluppati. Il 61% degli indiani e il 43% degli intervistati cinesi ritiene che l’innovazione sia la priorità assoluta.

Tra i Paesi e le regioni mondiali oggetto di analisi, il 38% degli intervistati nel Regno Unito e il 37% dei partecipanti dell’Europa continentale considerano l’innovazione la priorità assoluta. Al contrario, solo il 18% degli intervistati di Australia e Nuova Zelanda assegna all’innovazione il primo posto nella graduatoria. Nella Top 50, è la prima volta dal 2010 che il Sud America entra in classifica con la brasiliana Vale; l’ultima azienda sudamericana in lista è stata infatti Petrobras nel 2010.

Dall’analisi emerge inoltre come l’importanza crescente della tecnologia digitale rimanga una forte tendenza per gli innovatori. Sei degli otto aspetti principali dell’innovazione che secondo gli intervistati avranno un impatto maggiore entro tre/cinque anni sono legati al digitale: piattaforme tecnologiche, rapida adozione di nuove tecnologie, design digitale, big data, mobile e intelligenza artificiale (IA).

In particolare, l’intelligenza artificiale è ritenuta un fattore trainante: tra gli intervistati, il 90% ha riferito che le loro aziende stanno investendo in ambito IA. Più del 30% si aspetta che l’IA sia tra le aree di innovazione con il maggiore impatto sulle loro imprese nei prossimi tre-cinque anni. Quasi il 30% punta attivamente all’intelligenza artificiale nei propri programmi di innovazione.

L’aumento dell’uso dell’IA è anche uno dei fattori che stimolano l’interesse per le piattaforme e gli ecosistemi. I leader dell’intelligenza artificiale affermano di avere maggiori probabilità di utilizzare fornitori esterni per i propri progetti specifici, con il 36% che si affida interamente a fornitori esterni e un altro 48% che utilizza principalmente servizi esterni o un mix o capacità interne ed esterne. Questo approccio può aiutare i leader a scalare rapidamente la curva dell’IA, dato che l’esperienza è ancora insufficiente.

Alcuni ecosistemi sono quindi espansioni di modi tradizionali di organizzare e fare affari. Tendono ad avere un orchestratore al centro, con il quale tutti gli altri partecipanti interagiscono, stabilendo gerarchie e strutture. Altri ecosistemi, compresi molti di quelli che sono coinvolti nella fase iniziale di ricerca e sviluppo, tendono ad essere più dinamici. Si basano meno su un orchestratore centrale e più su interazioni sfaccettate tra i partecipanti.

Intermedia Channel


* Metodologia: L’elaborazione della classifica è basata su due fattori principali: la survey a senior executive di aziende con fatturato superiore a 10 milioni di dollari, in un’ampia gamma di industrie in tutte le regioni del mondo; l’analisi del TSR – Total Shareholder Value (ritorno complessivo per l’azionista, calcolato sommando all’incremento del prezzo del titolo, in un determinato intervallo temporale, l’effetto dei dividendi per azione corrisposti nello stesso periodo).

Nel realizzare la classifica, i fattori vengono pesati tra Survey (60%, di cui 30% di risposte degli intervistati riguardo ad aziende della loro industria e 30% di risposte degli intervistati riguardo ad aziende di altre industrie (30%) e TSR (40%).

Alle startup private fondate dopo il 2001, che sono presenti in classifica, viene assegnato un valore TSR standard basato su una media del TSR, su un periodo di tre anni, di aziende che hanno avuto una capitalizzazione di mercato di oltre un miliardo di dollari, che hanno fatto un’IPO tra il 2010 e il 2012 e sono state fondate dopo il 2001.

Related posts

Top