Indagine Osborne Clarke: Il mondo senza contanti è sempre più una realtà, ma cresce la paura delle frodi

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Secondo una recente ricerca dello studio legale internazionale crescono i timori legati alla privacy e alla sicurezza dei dati, nonostante l’uso del contante sia in diminuzione in tutta Europa. L’81% dei consumatori dell’Unione Europea (il 79% in Italia) afferma di essere preoccupato del rischio frodi legato alle procedure di pagamento senza contanti. Tre quarti dei consumatori dichiarano di aver paura di dover condividere troppe informazioni personali nel caso in cui i pagamenti attraverso dispositivi mobili arriveranno a sostituire completamente il contante. L’utilizzo dell’impronta digitale come metodo di riconoscimento è preferito ai tradizionali strumenti di identificazione quali le password

Nonostante l’utilizzo del contante sia in costante diminuzione un po’ in tutta Europa, una recente indagine* dello studio legale Osborne Clarke rivela che i consumatori sono più preoccupati rispetto ad un anno fa per i rischi legati a possibili frodi o falle di sicurezza nel caso in cui pagamenti mobili dovessero sostituire completamente il contante nei prossimi anni.

In generale, i consumatori negli ultimi anni si sono mostrati sempre più favorevoli a utilizzare strumenti di pagamento alternativi al contante. Una ricerca curata da ING nel 2017, per esempio, ha evidenziato che il 54% dei cittadini europei utilizza contante molto meno di un anno prima, mentre circa un terzo (34%) ha addirittura affermato di essere disposto a rinunciare completamente al contante se gliene fosse data la possibilità.

Secondo quanto emerge dall’indagine di Osborne Clarke, le paure legate alla privacy e alla sicurezza dei dati personali potrebbero tuttavia rappresentare un ostacolo a un mondo di pagamenti completamente cashless. L’81% di chi ha risposto si è detto preoccupato delle possibili frodi che potrebbero derivare dal ricorso ai pagamenti via mobile (il 12% in più rispetto allo scorso anno) e l’80% ha anche espresso dubbi circa alle possibili falle di sicurezza. In Italia la percentuale è del 79% con una crescita del 20% rispetto allo scorso anno.

“Molti utenti hanno apprezzato la convenienza dei pagamenti via mobile spesso però sottovalutandone i possibili rischi – ha commentato Andrea Rizzi, Head of Digital Business di Osborne Clarke Italia. Le ultime notizie di attacchi informatici e furto di dati personali che hanno riguardato anche personaggi molto conosciuti hanno tuttavia fatto crescere le preoccupazioni dei consumatori. Dal momento che stiamo andando verso un mondo in cui l’uso del contante sarà sempre più marginale, è necessario che si mettano in atto procedure di sicurezza in grado di tranquillizzare gli utenti”.

“L’implementazione di un forte processo di autenticazione, come richiesto dalla PSD2 (Payment Service Directive 2), aiuterà a rendere più complicato per hacker e truffatori in generale l’accesso ai conti collegati a dispositivi elettronici – ha aggiunto Rizzi –. Il settore deve assicurare di stare facendo tutti i passi necessari per proteggere i dati degli utenti in maniera adeguata e dimostrare che le misure prese funzionino in maniera da far crescere la fiducia degli utenti”.

Uno dei principali obiettivi della PSD2, ricordano dallo studio legale internazionale, è proteggere i clienti contro i rischi di possibili frodi. La direttiva prevede che dal settembre 2019 ciascun utente dovrà dimostrare di avere almeno due fra i tre seguenti elementi: il possesso (es. avere una carta di pagamento), il riconoscimento (ad esempio, la password o il PIN) e la possibilità di verificare l’identità nel momento in cui si accede al proprio account e si effettua il pagamento (ad esempio, riuscire a passare un test biometrico).

Secondo l’indagine di Osborne Clarke la maggior parte dei consumatori europei (60%) apprezza il riconoscimento attraverso l’impronta digitale e il 57% di questi dichiara di preferirlo al più tradizionale strumento di identificazione attraverso password. Fra gli otto paesi presi in considerazione, l’Italia è fra quelli che sembrano aver stabilito maggior confidenza con questo strumento (62%), e che comunque registra la crescita maggiore.

Il 21% afferma di essere disposto a utilizzare anche il riconoscimento vocale come strumento di identificazione. In questo caso, Italia e Spagna (con una percentuale del 28%) sono i paesi più aperti a questo tipo di tecnologia mentre la Germania pare essere quella meno favorevole (14%).

“Le tecnologie di identificazione biometrica – ha osservato Rizzi – giocano un ruolo chiave per combattere il rischio di frodi. Se alcuni utenti sono ancora preoccupati dai riconoscimenti facciali e vocali, la gran parte di loro dimostra di aver ormai ampiamente accettato il riconoscimento attraverso l’impronta digitale introdotto ormai da diversi anni dai produttori di smartphone. Man mano che altri strumenti di riconoscimento biometrico diventeranno sempre più diffusi, è probabile che anche la propensione dei consumatori aumenterà di conseguenza”.

Oltre al rischio legato alle possibili frodi, l’indagine rileva che il 76% di chi ha risposto è preoccupato dal dover condividere troppe informazioni personali nel caso in cui i pagamenti via mobile diventassero l’unico sistema accettato nei prossimi anni (il 25% in più rispetto allo scorso anno). In Italia questa percentuale è del 74% (+32%).

“L’imminente applicabilità del General Data Protection Regulation (GDPR) – ha rilevato Gianluigi Marino, Head of Data Protection di Osborne Clarke Italia – sicuramente aiuterà ad innalzare la consapevolezza degli operatori e degli utenti circa gli aspetti di protezione dei dati personali e ad aumentare la trasparenza con cui questi vengono trattati. Le società hanno la responsabilità di far comprendere nel dettaglio ai consumatori il modo in cui i loro dati saranno trattati. I metodi di pagamento sono in continua evoluzione e quindi sia gli operatori del mercato dei pagamenti sia gli esercenti devono essere in grado di anticipare le preoccupazioni dei loro clienti e essere pronti a rispondere a tutte le domande possibili anche preparando una lista di FAQ (Frequently Asked Questions). Di sicuro la conformità al GDPR non si improvvisa”.

Intermedia Channel


* L’indagine: YouGov ha realizzato l’indagine Connected Consumer per conto di Osborne Clarke fra il 30 ottobre e il 15 novembre dello scorso anno. Il campione ha compreso circa 2.000 intervistati maggiorenni per nazione di otto paesi europei e in particolare Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito, per un totale di circa 16.000 individui. Le percentuali relative alle preoccupazioni degli intervistati alla domanda su cosa accadrebbe se in futuro i pagamenti mobili rimpiazzassero completamente il contante corrispondono alla percentuale di chi ha risposto “molto o abbastanza preoccupato” all’indagine condotta da YouGov

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